corsivo logo 350x145

Supplemento di logoADL culture

I biglietti dello studioso

Era nato il giorno della Dichiarazione dei diritti universale dell’uomo, come mi ricordava spesso Emanuele Bruzzone, e su quella coincidenza ha impostato le sue scelte di vita e di lavoro. Ha coniugato l’impegno intellettuale, la ricerca sociale e storica con una visione aperta e comunitaria della fede cattolica, iniziando con l’esperienza nel gruppo giovanile di don Siliano. Emanuele non era soltanto uno studioso rigoroso, era anche un uomo ricco di emozioni, che ha mantenuto sempre un tocco fanciullesco.

Alla fine degli anni Settanta esce il suo primo lavoro importante “Progetto e ricerca sociale” con la prefazione del suo professore all’Università di Torino Filippo Barbano. Un libro, che illustra un rigoroso metodo di due ricerche sul campo riferite all’inquinamento in Val Sangone e in Valle Stura, incrociando diverse conoscenze e tenendo presente il difficile rapporto tra i progetti tecnici e il potere pubblico.

Il suo modo di procedere era di schedare innumerevoli fonti su piccoli fogli, che poi componeva come un puzzle.

Quando, nel 1985, iniziammo l’attività dell’Istituto per la Resistenza mi portava ogni giorno molti foglietti con riferimenti bibliografici, citazioni, indicazioni di lavoro, che poi si sono concretizzate nei suoi contributi ai volumi sul rapporto tra contadini e partigiani, sul fascismo nella provincia di Asti e sulla memoria sociale e politica del sellaio Cerrato e degli antifascisti Saracco e Ombra. Bruzzone era appassionato studioso della memoria e del suo uso nell’ambito della ricerca, era lui stesso un archivio, ordinato, della memoria di Asti. E non è facile lavorare sulla memoria altrui per farne oggetto di una memoria collettiva.

Nel 1995 ha dato alle stampe “La Repubblica dei compari”, un pamphlet giornalistico di Robert de Jouvenel ambientato come un giallo nella Parigi politica della Quarta Repubblica declinante. Nell’introduzione annota: “L’evocazione del libro di Robert de Jouvenel suscitò in me, lettore di gialli, ma anche osservatore preoccupato (come molti altri) della cronaca politica di questi primi anni ’90, di una realtà sempre meno romanzesca, più di una curiosità”.

Dopo le speranze giovanile di cambiare il mondo, Bruzzone professore si impegna nella difesa delle istituzioni e della Costituzione, con il giudice Emilio Giribaldi nel Comitato per la Costituzione, dai diversi attacchi politici di ridurre gli spazi democratici, continuando la sua meticolosa schedatura di giornali e libri.

Conversare con Emanuele voleva dire entrare nel vasto mondo internazionale, analizzare i conflitti e le disuguaglianze e cercare una via di uscita, anche quando lui si chiudeva nel pessimismo.

Ieri Domenico Quirico mi ha accennato a un ultimo lavoro inedito, che Bruzzone gli ha consegnato pochi giorni fa, e mi è sembrato il segno che l’amico non ha mai smesso di analizzare il suo tempo.

Persone Laurana Lajolo

Nonno Giovanni e la grande guerra

Sono i giorni in cui si ricordano l’armistizio della prima guerra mondiale, nella quale sono stati milioni i soldati morti e invalidi permanenti. Anche mio nonno Giovanni fu arruolato dopo la sconfitta di Caporetto, nonostante fosse vicino ai trent’anni, figlio di madre vedova,…
Persone Pier Paolo Pasolini

Io so

Il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini è stato massacrato. Stava scrivendo Petrolio, un romanzo cominciato nel 1972. Il romanzo incompiuto è stato pubblicato da Einaudi nel 1992. Attraverso la sua storia un ingegnere dell’ENI Pasolini indica la corruzione e il degrado della…