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La giuria per la città della cultura

Il Ministro di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano, già direttore del Tg2 e biografo di Reagan, Putin, Hilary Clinton, Donald Trump e XI Jinping, si è dato come missione di affermare la “cultura di destra” nei settori di sua competenza, appellandosi a Dante Alighieri. Sembra che abbia seguito questo indirizzo anche per la composizione della Giuria per la scelta della città italiana della cultura 2025, a cui partecipa anche il Comune di Asti. Nel Decreto ministeriale non ci sono i curricoli dei nominati e quindi ho fatto una ricerca in merito, utilizzando le loro autodichiarazioni.

Presidente è Mario Sechi, direttore di Agenzia giornalistica Italia, già redattore di giornali di destra, molto legato a certe fonti americane e alla Nato. Fanno parte della Giuria il rettore dell’Università del Molise, napoletano come il ministro e suo coetaneo, che è ordinario di diagnostica digitale e di radioterapia, una consigliera comunale di un piccolo centro vicino a Roma e membro dell’ANCI Lazio, un ex assessore al turismo del Comune di La Spezia, esponente di Fratelli d’Italia, ora consulente di marketing culturale in proprio, che si vanta di avere la stima di Sangiuliano, che quando era direttore del TG2 ha presentato al telegiornale un suo libro dedicato al “dinamismo” dei ragazzi spezzini che affittano vespe elettriche ai turisti, a un suo amico giornalista esempio di “onestà” e al vicepresidente Camera di commercio generale cinese per la provincia della Spezia come esempio di “concretezza”.

Ci sono anche due docenti universitarie, una vincitrice di un concorso contestato per vie legali, che la recente sentenza del Consiglio di stato le riconosce di ricoprire la cattedra di arte e archeologia classica, che era di Salvatore Settis, alla Scuola Normale di Pisa, e una docente dell’Università Federico II di Napoli, esperta di artisti della Basilicata dell’800. Infine è stato nominato anche l’ex sindaco PD di Matera capitale europea della cultura.

La Giuria deve scegliere la città della cultura 2025, a cui sarà erogato un milione di contributi, entro il 5 aprile, dopo l’audizione degli amministratori. Le quindici candidate sono Agrigento, Aosta, Assisi (PG), Asti, Bagnoregio (VT), Reggio Calabria – Locride, Enna, Monte Sant’Angelo (FG), Orvieto (TR), Otranto (LE), Peccioli (PI), Pescina (AQ), Roccasecca (FR), Spoleto (PE) e Sulmona (AQ).

In questo contesto, la candidatura di Asti forse non ha molte possibilità, ma potrebbe contare sulla raccomandazione dei parlamentari di centro destra del territorio e dell’amministrazione, per garantire che i progetti presentati non provengono dalla “cultura di sinistra”.