itenfrdeptrorues

Il recupero di una ex area industriale

di: Laurana Lajolo

Il progetto di recupero a funzioni sportive della ex fabbrica Cavallino rosso, presentato dall’Amministrazione provinciale di Asti, è una buona notizia non soltanto perché si costruiranno palestre e campi da gioco per le scuole e per chi pratica sport, ma perché rappresenta un intervento importante nell’assetto urbanistico di quella zona della città, che ha avuto un’espansione commerciale e abitativa, ora incrementata anche dalle nuove costruzioni in piazza d’Armi, senza essere dotata di servizi adeguati.

Le risorse, che ammontano a 3 milioni 450 mila euro, ottenute dalla Provincia presso il Miur per il primo lotto, saranno investite per servizi alla comunità: le scuole superiori, collocate nel centro storico, che sono carenti di palestre, potranno contare su servizi navetta, e saranno a disposizione strutture per varie attività sportive, attività extrascolastiche e di volontariato.

Per il presidente della Provincia Paolo Lanfranco il progetto segna un ulteriore qualificato interventonell’edilizia scolastica, oltre a quelli già fatti e in corso, ed è un’opportunità di rilancio per l’intera comunità.

I progettisti, l’ing. Andrea Sodano e l’architetto Alessandra Bonanni, hanno previsto oltre alle palestre due campi da gioco regolamentari per pallacanestro e pallavolo, con accessi e spogliatoi autonomi, uno dei quali con tribune per il pubblico. I servizi saranno fruibili, oltre che da studenti e atleti, anche da persone diversamente abili. Secondo le normative più recenti l’edificio sarà antisismico e ad alta efficienza energetica con fonti rinnovabili.

L’intervento dell’ente pubblico nella riutilizzazione dei locali della vecchia fabbrica anticipa, dunque, le indicazioni del Recovery fund, riconoscendo la componente del valore sociale della pratica sportiva, che ha una lunga tradizione ad Asti soprattutto nel settore giovanile.

Le palestre e i campi di gioco cambieranno la percezione collettiva dell’area ex industriale, rimasta per troppo tempo marginale rispetto allo sviluppo edilizio di quel comparto urbanistico.

Perché non applicare modalità simili di recupero anche sul sedime della Way Assauto. Sul tema della rifunzionalizzazione di quell’area industriale dismessa abbiamo recentemente pubblicato in questa sezione della rivista, uno studio storico dell’architetto Alessandro Cutelli, una nota di Luciano Rizzolari, che ha lavorato a lungo in quella fabbrica, e una mia proposta alla luce delle possibilità progettuali contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Riguardo alla Way Assauto ci sono indubbie difficoltà attuative, ma quell’area rappresenta una grande opportunità di strutture polifunzionali e di riqualificazione urbanistica.

Tags: scuola, Laboratorio città, sport, riqualificazione edifici

 


© 2018-2021 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.