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Piste ciclabili invece dei treni

di: redazione

I Comuni di Asti, Chiusano, Cinaglio, Cocconato, Cortanze, Cossombrato, Cunico, Montechiaro, Montiglio Monferrato, Murisengo, Robella e Settime hanno deliberato a favore della realizzazione di una pista ciclabile che dovrebbe sostituire la ferrovia, secondo un progetto della Regione Piemonte, mentre il presidente della provincia Lanfranco sostiene la proposta alternativa di collegare a Chivasso quella tratta con l’alta velocità Torino – Milano. Non è la prima decisione in questo senso perché l’intenzione generale è di allestire sui binari percorsi per biciclette.

La discussione pubblica da tempo ha evidenziato l’esigenza di salvaguardare le linee ferroviarie secondarie ai fini della mobilità sostenibile, soprattutto dopo che la pandemia ha fatto emergere grosse difficoltà nei trasporti nel garantire la frequenza scolastica degli studenti e gli spostamenti giornalieri dei pendolari e nella fase in cui il nuovo governo ha dato priorità alla tutela dell’ambiente. Il giornalista Beppe Rovera, già consigliere di Asti per una lista ambientalista, ha commentato: “Nel tempo della transizione ecologica con tanto di ministro ad hoc, invece di sfruttare il Recovery plan per un rilancio razionale e moderno della capillare rete ferroviaria cavouriana, si potenzia il trasporto su gomma e si distendono chilometri di pista di plastica per biciclette”.

Anche il gruppo di Ambiente Asti, FIAB e Legambiente ritengono che le piste ciclabili debbano inserirsi in una strategia integrata dei trasporti pubblici in grado di fronteggiare la crisi climatica e le condizioni inaccettabili di inquinamento dell’aria e di traffico sulle strade. In questa strategia il treno ha un posto importante e non sostituibile con piste ciclabili nelle tratte casa-lavoro o casa-scuola favorendo il trasporto con auto private. Quella scelta dei Comuni avrà un forte impatto di emissioni inquinanti. Segnalano inoltre che i cittadini non sono stati consultati dai loro sindaci.

E’ stato anche costituito un tavolo sulla mobilità tra Comune di Asti e associazioni ambientaliste che evidentemente non ha alcun compito di consultazione e elaborazione.

Se si implementassero i servizi ai territori, compresa la riattivazione delle ferrovie sospese, si avrebbe un beneficio dell’economia locale rivitalizzando i paesi con nuove attrattive residenziali. Il ripristino delle tratte sospese, integrate con un trasporto di navette elettriche per i comuni in collina verso le stazioni ferroviarie, sarebbe un provvedimento che faciliterebbe oltre che il traffico quotidiano anche i flussi turistici, collegando i siti di interesse storico-artistico e paesaggistico delle colline monferrine.

Sui temi dei servizi ai piccoli Comuni e della valorizzazione del paesaggio è in stampa il numero doppio della rivista culture con contributi molto interessanti. In specifico sull’importanza del servizio ferroviario locale come possibile volano di sviluppo c’è un’analisi dell’arch. Giovanni Currado, esperto di trasporti. Currado ricorda la recente messa in servizio del programma Binari Senza Tempo da parte della Fondazione delle Ferrovie dello Stato sul percorso Asti – Castagnole – Canelli – Nizza, che ha permesso la riscoperta del valore culturale e turistico delle ferrovie, con un crescente e progressivo consenso di visitatori. A seguito delle valutazioni preliminari espresse durante i sopralluoghi effettuati nell’autunno 2020, la Fondazione FS prevede di riattivare nel 2021, a fini turistici, le linee Asti – Chivasso e Castagnole - Alba.  E invece sono proprio quelle linee che Regione e Comuni vogliono cancellare.


La rivista oltre che in formato cartaceo sarà anche a disposizione come pdf sul sito www.davidelajolo.it.

Tags: paesaggio, turismo, Laboratorio città, ferrovie

 


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