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Il futuro delle città è verde

di: redazione

Si moltiplicano le proposte per le città da ridisegnare dopo la pandemia. I progetti riguardano le soprattutto le metropoli. Gli Champs-Elysées, la principale avenue di Parigi, saranno riqualificati a giardino per volontà della sindaca Anne Hidalgo come simbolo della rinascita della città dopo il Covid e come indicazione della nuova modernità. Si è costituito anche un Comitato economico per sostenere i lavori che immergeranno nel verde teatri, palazzi pubblici e negozi delle grandi marche. L’intenzione è reinventare i Champ-Elysées.

L’idea è dell'arch. Philippe Chiambaretta (bisnonni italiani della provincia di Cuneo), che ha dichiarato che l’avenue è decaduta, anche se rimane un riferimento del turismo di massa ed è oppressa dall’inquinamento dalle automobili. Ora la proposta è di fare dell’avenue un luogo di sperimentazione per il futuro di Parigi. All’inizio del secolo il viale è stato il primo ad essere illuminato con la luce elettrica e a consentire il passaggio delle auto, ma a partire dagli anni ’70, come Roma, Barcellona e altre grandi città, ha subito una trasformazione verso il basso.

La proposta è di lasciare la circolazione alle auto sulla fascia esterna di Place de la Concorde e sistemare una serie di giardini. Nell’avenue sarà limitato il passaggio delle auto e saranno costruite piste ciclabili e piantati alberi e si renderà il rivestimento del suolo permeabile all’acqua. La prospettiva nell’arco di dieci anni è di avere 80 ettari naturalizzati fino alle rive della Senna. Chiambaretta ha detto: ”Nel mio studio il mio approccio interdisciplinare mi è servito. Abbiamo coinvolto sociologi, storici, economisti, ingegneri per pensare alla città del domani”.

Anche la Rambla di Barcellona è un luogo di turismo di massa e anche questa strada famosa sta per essere riprogettata dalla sindaca Ada Colau. La via sarà semipedonalizzata, allargato il marciapiede e create tre piazze in corrispondenza del teatro, del Liceu e della Chiesa di Betlemme. Lo scopo è di ricollegare la Rambla, oggi frequentata dai turisti ma non dai barcellonesi, ai quartieri circostanti, riconquistando il centro alle abitazioni dei residenti. Ed è previsto anche l’intervento dei privati. L’allontanamento degli abitanti dai centri turistici è un problema anche delle città italiane come Roma e Firenze.

Si diffonde dunque una nuova filosofia della città, come sostiene il paesaggista Gilles Clément, che propone di trasformare le città da “terreno-mercato” a “luogo di autonomia di azione e pensiero”. Riconosce che la città ha la funzione indispensabile di favorire il contatto sociale, ma va ridisegnata nella distribuzione delle aree fabbricabili, di quelle produttive e di quelle ricreative. La campagna ha acquistato un valore attrattivo, ma non è facile per i giovani inserirsi in agricoltura.

Sarebbe invece importante che, attraverso un patto intergenerazionale, accanto alla produzione alimentare rifiorisse l’attività artigianale e gli abitanti delle campagne insegnassero anche le buone pratiche agli abitanti della città.

Bisogna riscoprire, dice Clément, il senso del tempo delle stagioni, oggi cadenzato dalla risposta immediata dello smartphone, e considerare gli uomini parte dell’ecosistema planetario. Questo vuole dire che bisogna abbandonare lo stile di vita globalizzato che obbedisce agli ordine del mercato e sapersi adattare alle mutevoli condizioni dell’ambiente, superando il livellamento culturale e biologico.

Tags: urbanistica, Laboratorio città, ecologia

 


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