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Il buco in piazza Alfieri

di: Laurana Lajolo

Riproporre il progetto del parcheggio sotterraneo in piazza Alfieri vuol dire riprendere un argomento che ha perso di validità nel corso di quarant’anni, via via che periodicamente è riemerso nei programmi delle diverse amministrazioni.

Il “buco” (che è un riferimento concreto agli scavi nella piazza principale e metaforico a un’intrusione) oggi è inutile perché si è impoverita la funzione commerciale del centro storico, che è più fruito per il passeggio, per i caffè, per i musei (soprattutto dai turisti intelligenti che vanno a piedi) che non per caricare gli acquisti.

I flussi commerciali sono stati spostati alle periferie. Va ricordato poi che, con la riqualificazione di una ventina di anni fa, il Teatro Alfieri si serve per l’impianto antincendio di grandi serbatoi d’acqua posti sotto la piazza, che, del resto è percorsa da un rio che scende da corso Dante.

Perché allora scardinare la piazza? Renderla inutilizzabile per almeno due anni? La ragione potrebbe essere negli interessi dei costruttori privati, che potrebbero vendere posti parcheggio ai residenti più che fornire un servizio di sosta temporanea. E dall’ultima riunione delle Commissioni consiliari emerge che non è convinto neanche il Sindaco. E’ meglio mantenere inalterata l’originale struttura ottocentesca della piazza triangolare e i suoi platani, che sembra “difendersi” nel corso degli anni dagli interventi invasivi.


 

Tags: città, commercio, piano del traffico

 


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