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Architettura della disobbedienza

di: Francesco Fassone e Emiliano Bronzino, Spazio Kor

In diretta Zoom il 26, 27 e 28 febbraio Spazio Kor organizza la performance interattiva Architettura della disobbedienza, progetto di Francesco Fassone, creazione e messa in scena di Emiliano Bronzino e Francesco Fassone, drammaturgia Roberto Sinisi, performer Maria Jose Revert, voce narrante Daniele Timpano, paesaggi sonori Enrico Cerrato, performer trainer Alfonso Crosetto, collaborazione alla creazione Maria Jose Revert ed Elisabetta Maniga, consulenza scientifica di Davide Fassi, Annalinda De Rosa, Francesco Vergani e Virginia Tassinari del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, organizzazione Associazione Craft.

“Architettura della disobbedienza” è una performance immersiva e interattiva, che indaga il concetto di inconscio collettivo della città, interrogandosi sulle discrepanze che vengono a crearsi tra l’immagine istituzionale e mediatica dello spazio urbano contemporaneo e la percezione soggettiva che ne hanno gli abitanti.

Gli spettatori vengono guidati dalla performer Maria Josè Revert a intraprendere un viaggio ad occhi chiusi, il cui obiettivo è la visualizzazione di una città generata dalla somma delle immagini prodotte dalla mente di tutti i partecipanti. La performance si costruisce a partire dalle domande che la performer rivolge ai partecipanti, guidandoli attraverso un viaggio fatto di ostacoli, bivi da prendere e scelte da compiere. La creazione collettiva del racconto e dell’immaginario che ne scaturisce genera una sorta di affresco invisibile dove i tasselli che si aggiungono progressivamente vanno a completare il paesaggio di una cittàimmaginata, governata da leggi arbitrarie. Le menti dei partecipanti sono gli unici architetti. Con il cambiare degli spettatori a ogni ciclo di rappresentazione, il racconto si configura in una forma completamente diversa, dando vita a un’esperienza unica e non ripetibile.

Spiegano Francesco Fassone ed Emiliano Bronzino: “Nell’inverno del 2019, con il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e la collaborazione di Associazione Craft, abbiamo dato inizio al progetto di ricerca Tango Down Athena, Il teatro come hackeraggio del mito urbano. Il nome scelto è una provocazione che ha l’obiettivo di provare a ridiscutere il concetto di mito urbano, per come è stato tradizionalmente inteso nella storia. “Tango down”, che sta a designare la buona riuscita di un attacco, nel nostro caso è un “hackeraggio” non solo alle basi su cui si fondano parte delle antiche tradizioni di un popolo ma a un piccolo frammento della cultura stessa della città occidentale.

L’interrogativo che il gruppo di ricerca si è posto è stato: cosa accadrebbe se potessimo tornare indietro in un tempo epico e manipolare il mito fondante della città di Atene, che vede la dea Atena e il dio Poseidone sfidarsi per assumere il ruolo di divinità protettrice della città? Se ci introducessimo, clandestinamente, sull’Acropoli per sostituire l’ulivo piantato dalla dea come dono per la città con un altro elemento? Questo comporterebbe la riprogrammazione di un mito e, con esso, l’evoluzione di uno dei modelli di insediamento da cui, in parte, ha origine l’idea di città occidentale come la conosciamo oggi. Una delle funzioni che vengono infatti attribuite al discorso del mito è quella di offrire alla cultura che lo produce e lo trasmette i suoi fondamenti e i suoi modelli di auto-definizione.

Il progetto di ricerca, coordinato dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, è partito con una fase di co-progettazione con i cittadini sull’area industriale della città di Ivrea, divenuta Patrimonio Unesco. L’idea era di avviare una sperimentazione su Ivrea alla luce del passato “mitico” dell’era Olivetti, per indagare le discrepanze tra la narrazione di un luogo e il rapporto con la “psicogeografia” generata dalla collettività dei cittadini. A seguire, uno staff artistico composto, oltre che da noi, da Fabrizio Sinisi, Maria Josè Revert ed Elisabetta Maniga ha lavorato, attraverso una serie di residenze artistiche, allo Spazio Kor alla creazione della performance, raccogliendo gli esiti della ricerca condotta dal Politecnico e trasformandola in una drammaturgia teatrale interattiva”.

La partecipazione alla performance, della durata di circa 40 minuti, è gratuita e limitata a un massimo di 6 spettatori per turno (ore 19,30, 20,30 e 21,30). È quindi necessario prenotare via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure tramite Whatsapp con un messaggio al numero 388.7212317. Lo spettatore riceverà un link per partecipare alla diretta Zoom. www.spaziokor.it

Tags: mitologia, modernità, viaggio

 


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