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America Latina: 1939-2019

di: Willy Rizzolari dal Costarica

“Chi viene battuto si alzi!

Chi é perduto combatta!

Chi ha conosciuto la sua condizione,

come lo si puó fermare?   

Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani

e il mai diventa: oggi!”

Bertolt Brecht: “Lode della Dialettica”

 

“La Decada Perdida”

Questo vuole essere un esercizio che cerca di ricomporre le schegge sparse dello specchio rotto della memoria e riuscire a vincere “la lenta triturazione dell’oblio”, per non dimenticare gli anni della rabbia e dell’ira.

Sono cosciente di avviarmi verso una impresa rischiosa nell’accostare atti e fatti che ricorrono decenni del passato e del passato recente, ma il ricordo, con il passare del tempo, genera la voglia di scrivere la veritá per essere condivisa con gli altri e si trasforma in un sussurro nel restituire un messaggio, allontanando l’ansia da chi ha ricevuto una silenziosa confidenza per conservare il segreto dentro di sé, per questa ragione scrivo sulla veritá.

E allora, scrivere sulla veritá non si puó non ricordare la frase di Antonio Machado: “La verdad es lo que es, y sigue siendo verdad aunque se piense al reves”  (La veritá é quello che é, e continua ad essere veritá nonostante si pensi il contrario).

In tutta la Regione dell’America Latina, tra gli anni 1980 e 1990, si é assitito al proliferare di letteratura, seminari, dibattiti pubblici, organizzati da Enti e Istituzioni internazionali e nazionali, ripresi dai media del tempo sulla questione della situazione economico-sociale, conosciuta come : “La Decada Perdida” (Il Decennio Perso), per molti, assimilabile agli effetti del crack del 1929.

I dati economici di quel decennio, rilevati dalla maggior parte degli studi effettuati indicavano, prevalentemente, i momenti dell’involuzione economica dell’Ameria Latina, dovuta alle misure di politica economica attuata dai Governi dell’epoca e gli effettidisastrosi per gli abitanti della Regione (in quegli anni circa 370 milioni di persone), generando situazioni di povertá estrema e in molti casi di miseria estrema.

Oltre agli effetti socialmente devastanti, provocati dai sistemi economici del tempo “ajustes estructurales” (politiche di “austeritá” neoliberale - nulla a che vedere con quelle del mondo occidentale), si “decreta” una nuova situazione di carattere ideologico-rivoluzionario: la fine delle rivoluzioni armate (tra altri: “Rivoluzione Addio - futuro della «nuova sinistra» latinoamericana”- EDIESSE, 1994).

Oggi come semplice cittadino di questo minuscolo pianeta che ruota attorno all’universo del quale le nostre limitate conoscenze non ci fanno capire l’immensitá che ci circonda, ho creduto utile questa breve digressione sugli anni ’80-’90 per rimettere in memoria alcuni microframmenti di situazioni vissute in quel decennio.

E’ terminato il 2019, ci troviamo oggi in una situazione da decada perdida

Mi preme, inoltre, introdurre un tema sul decennio da poco terminato; da non dimenticare la ricorrenza nel 2019, tragica, disumana: gli 80 anni dall’avvio della 2ª Guerra Mondiale, con l’invasione della Germania sulla Polonia: 1º Settembre 1939, “La catastrofe mondiale”.

Scrivo davanti a un computer che mi ha facilitato nella ricerca dei lavori letterari di Winstan Hugh Auden. Ho appena finito di leggere una delle opere del premio Pulitzer per la poesia e cito una frase della poesia “1 Settembre 1939”:

I sit in one of the dives                                       Siedo in una delle bettole della     

On Fifty-second Street                                       Cinquaduesima strada

Uncertain and afraid                                           incerto e spaventato

As the clever hopes expire                                 vedendo scadere le astute speranze

Of a low dishonest decade                                 d’un decenio basso e disonesto

Waves of anger and fear                                     onde di rabbia  e di paura

Circulate over the bright                                     circolano per le luminose

And darkened lands of the earth                       e oscurate contrade della terra.

https://lyricstranslate.com

 

Gli orrori del 2019

E’ terminato il 2019, ci troviamo oggi in una situazione analoga al 1939?  

Mentre ci avviamo al secondo decennio di questo secolo ci troviamo circondati da orrori: grandi parti del mondo sono in guerra, molti sistemi democratici sono stati eliminati, la crisi dei rifugiati e migranti in Europa e l’instabilitá nella regione medio orientale sono una costante, la povertá e l’esclusione sociale aumenta in tutto il mondo (in Italia é in aumento da oltre 10 anni, dati Caritas), vediamo l’approfondirsi delle disuguaglianze e le societá sono sempre piú divise tra religione, etnicitá e ideologia politica.

Un relativamente nuovo e aggressivo attore si presenta sullo scenario mondiale: per effetto del riscaldamento del pianeta aumenteranno le guerre, milioni di persone si vedranno obbligate a cercare altri luoghi in cerca di sopravvivenza e opportunitá. E mentre tutto questo avviene, si erigono muri fisici e nuove barriere, nate da nazionalismi (USA first) che separano i popoli. Non é da escludere che, nonostante ci si trovi in questo disastro politico-ideologico e ambientale, il mondo continui nelle sue dinamiche di progresso perché cosí é successo nel passato.

Ma è altrettanto vero che, secondo il pericolo di un ragionamento induttivo, si puó presentare la situazione del “pollo” di Bertrand Russell, in The Problems of Fhilosophy. Allo stesso modo, possiamo accettare il pessimismo di “1939”, che le cose potrebbero addirittura peggiorare.

Tempi incerti

Nonostante queste minacce, che fanno parte dei pensieri di molte persone, non possiamo abbandonare la speranza e credere fortememte che i tempi d’oggi non sono severamente pericolosi ma, sicuramente molto incerti, immersi in una fluida viscositá etica e morale. Come esseri pensanti non possiamo non fare ció che non poté fare il “pollo” di Russell: rifiutare il piacere della conformitá e fare un serio atto di bilancio della situazione per cercare di dare una svolta e cosí indicare la possibilitá di segnare una differenza, rifiutando peró l’affermazione generalizzata che la situazione che stiamo vivendo sia esclusivamente il prodotto della forma di vita vissuta “ al di sopra delle proprie possibilitá”.

Quindi con il nuovo anno appena in “culla” ci troviamo nella condizione di assegnarci una pausa e iniziare una prima riflessione: perché nei sistemi democratici di vecchia data si stanno generando rabbia, collera, violenza e cecitá politica che mette a repentaglio le proprie basi? Perché le scelte di politica economica condannano le possibilitá di lavoro per i giovani, determinano scenari di guerre commerciali, producono instabilitá dei mercati finanziari e in fine alimentano le disuguaglianze?

Interpretazione della democrazia

Una delle risposte a questi interrogativi potrebbe essere come viene interpretata la democrazia e il sistema di democrazia elettorale. Se si associano  gli attuali partiti politici ad agenti dalla consistenza “liquida” o addirittura “gassosa”, la Democrazia rimane, in molti casi, un agente dal sistema fluido, sempre orientata al cammino delle possibilitá di perfezionamento, ma é altrettanto vero che é esposta al degrado temporaneo o permanente.

Una delle teorie (Harold Hotelling), molto prima dell’avvento della globalizzazione e delle nuove tecnologie, dimostrava che i partiti politici tendono a creare uno scenario nel quale si determinano poche differenze tra “sinistra” e “destra”. La conseguenza ovvia della globalizzazione e della tecnologia “apparentano” le persone in ogni luogo e le politiche e le decisioni prese in un luogo pregiudicano altri in luoghi diversi. Gli esempi da proporre sono infiniti: quando la Cina decide una correzione del tipo di cambio per modificare lo stato di “progresso” della popolazione di milioni di persone al suo interno, modifica lo stato di “progresso” in continenti distanti da quello asiatico, quando la Federal Reserve degli USA inietta liquiditá sui mercati finanziari, l’effetto lo sente tutto il mondo.

L’ironia é che molti votanti, in diversi Paesi, non solo eleggono politici che agiscono contro gli scambi commerciali liberi tra Paese e Paese, contro l’apertura delle frontiere e la libera circolazione delle persone, ma addirittura contro la democrazia. E se é vero che il compito che spetta ai politici, a chi governa, agli scienziati, agli intellettuali si presenta sempre piú complesso e le decisioni da prendere sono sempre piú rapide, é altrettanto vero che un “nuovo” dovere-compito spetta ad ognuno di noi come cittadini del mondo, per evitare futuri decenni oscuri. Guardare al futuro significa compiere questo dovere-compito con un comportamento etico-morale, politico, sociale, umano, che supera l’individualismo e include, a partire dalle persone che non sembrano a noi, le persone che verranno dopo di noi.

Tags: politica internazionale, globalizzazione

 


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