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Spazi aggregativi di comunità

di: Laura Goria studentessa, Ambiente Asti

La nostra riflessione va a tutti quegli spazi aggregativi che sono purtroppo inattivi o semplicemente sempre meno fruibili, sui quali manca da tempo l’interesse a creare progetti, soprattutto in periferia ad Asti. Tutti quei luoghi che hanno ospitato in passato iniziative di aggregazione e che potenzialmente potrebbero continuare a farlo si stanno trasformando sempre di più in contenitori vuoti.

E’ sicuramente impegnativo investire energie in questi centri tra cui cito la realtà di Corso Alba, l’ex sede della circoscrizione della Torretta, gli spazi di proprietà del comune a Praia e altri che sono sempre meno fruibili dalla gran parte delle persone per mancanza investimenti, progetti e un buon monitoraggio.

Abbandonare gli spazi aggregativi, lasciare che la socializzazione di quartiere muoia per mancanza di investimenti e risorse socio-culturali attive e costanti porta inevitabilmente verso un numero sempre più alto di “quartieri silenziosi”, aumenta il degrado urbano e la svalutazione immobiliare. Questo si riflette in menoopportunità per i ragazzi, la cui prospettiva è solo quella di andare il prima possibile a cercare qualcosa di meglio altrove.

Come giovane ritengo che l’unico modo efficace per ridare vita a queste zone sia quello di costruire comunità, insiemi eterogenei di persone che animano e fanno crescere il quartiere. Non si può parlare di politiche sociali e attività per i giovani se prima non si pensa a creare un contesto adatto, un humus per sostenerli.

Questo è un compito che l’Amministrazione comunale non può demandare solamente al seppur lodevole e strutturato volontariato.

Una semplice iniziativa che proponiamo è quella di far confluire l’esperienza dei meno giovani in quella di ragazzi volenterosi e interessati con progetti che servano da ponte transgenerazionale. Quest’idea nasce anche per valorizzare l’esperienza maturata in anni di lavoro da tutte quelle persone che, raggiunta la pensione, hanno tempo e voglia di insegnare alle nuove generazioni.

Infine, i progetti devono essere pensati partendo dalle esigenze giovani, da rilevare nell’ambito del "Consiglio dei giovani” in una rete che connetta i centri di aggregazione privati già attivi sul territorio.

I dati del questionario

Nel corso della campagna elettorale è stato distribuito da Ambiente Asti  un questionario alla cittadinanza che ha dato come risultato più evidente: “Asti chiede nuovi spazi per incontrarci”. Il sondaggio si basava su 14 domande alle quali hanno risposto cittadini dai 14 ai 75 anni.

È chiaro che l’esigenza di fondo della città sia quella di trovare, preferibilmente recuperare, questi spazi, principalmente usufruendo di quanto esiste ed è stato trascurato e dimenticando in questa città da tante amministrazioni.

Asti chiede più cultura per tutti. Quando abbiamo chiesto quali iniziative i cittadini vorrebbero per la loro città molti hanno chiesto più eventi musicali, teatrali, iniziative di quartiere, laboratori per bambini a contatto con la natura, spazi di aggregazione aperti (senza vincolo di consumazione), incontri ravvicinati con i testimonial della nostra attualità, nuovi cinema all’aperto, più spazi per musica live di tutti i generi e caffè letterari. Si chiede un supporto del Comune a favore delle società sportive per organizzare eventi volti ad

avvicinare chi è ancora lontano dallo sport, anche in discipline meno praticate.

Sappiamo che ad Asti esistono realtà aggregative e iniziative culturali Dunque, da dove deriva l’insoddisfazione?

La maggior parte delle risposte fa emergere una mancanza di coordinamento e una buona comunicazione. E’ per questo motivo che sarebbe indispensabile un sito unico da valorizzare nel quale inserire le iniziative in programma e gli spazi a disposizione per le diverse attività. Rispetto agli spazi di studio c’è insoddisfazione per gli orari troppo ridotti. Chiediamo quindi un maggiore supporto dal Comune alle realtà già esistenti.

Inoltre è emerso che gli spazi a disposizione di giovani e artisti non sono sufficienti. Ad Asti c’è un bacino vastissimo di artisti di vario genere che chiede spazi per esporsi e una semplificazione nell’iter della richiesta dei permessi per la realizzazione di iniziative dal basso in spazi pubblici, aree verdi, piazze o edifici comunali in disuso.

Da quanto emerge dal questionario, l’86,5% delle persone non si ritiene soddisfatto delle proposte culturali astigiane, il 93,5% non è soddisfatto dagli spazi aggregativi presenti sul territorio, il 67% chiede che i luoghi adibiti allo studio estendano i propri orari rimanendo aperti in pausa pranzo e la sera. Più del 30% studia a casa o in strutture private per mancanza dei servizi adeguati all’interno delle strutture dedicate. Le motivazioni che maggiormente spingono una persona a scegliere un luogo piuttosto che un altro per le proprie attività di lavoro, studio e creative sono la comodità, la prossimità, la possibilità di incontrare altre persone, i servizi (Wi-fi, prese, riscaldamento, aria condizionata…), la pulizia e spazi all’aria aperta.

Da questi e altri dati emersi con il sondaggio l’amministrazione che verrà eletta a giugno dovrebbe pensare a mettere al centro gli spazi aggregativi per una più forte coesione sociale, per restituire ai cittadini e alle cittadine un senso di appartenenza e di cura alla propria città e per favorire la creazione di comunità dislocate sul territorio cittadino.

Tags: giovani, urbanistica, riqualificazione edifici

 


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