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Guerra in Ucraina: l'uso delle parole

di: redazione

In un’intervista di Marialaura Baldino su “Globalist” lo storico Marcello Flores, che ha studiato i genocidi nella storia, risponde riguardo alla rievocazione di terminologie, nomi, e titoli che appartengono al passato, alla storia dell’Europa, utilizzata da giornalisti e opinionisti.

Termini come Genocidio, Nazismo, Resistenza, Denazificazione sono ripetuti nei reportages e nei commenti. Flores afferma che fare paragoni storici per analogie per incasellare la realtà in un sistema di significati che diano senso a quello che stiamo vivendo si fa una semplificazione, che non aiuta a comprendere né la natura specifica delle situazioni né la complessità degli accadimenti. Con queste semplificazioni si vuole trovare una spiegazione a situazioni complesse, ma anche a minimizzare o a giustificare colpe e responsabilità di chi sta facendo la guerra.

I riferimenti a quei termini costellano i discorsi del presidente Zelensky, con riferimenti a Churchill, all’olocausto, all’attacco a Pearl Harbour, ecc., ma Flores ricorda che è stato Putin il primo ad utilizzare il termine Genocidio al momento dell’invasione del Donbass.  Secondo lui, l’intervento era per salvare la popolazione russa di quel territorio, che subiva un genocidio da parte del governo ucraino. Putin ha usato quel termine come casus belli, mentre Zelensky lo utilizza per rigettare l’accusa all’avversario e per sottolineare il massacro nei confronti del suo popolo.

Lo storico sprecisa che la parola Genocidio presenta due aspetti basati sull’unico principio: l’intenzionalità di distruggere un gruppo etnico o una popolazione. Nel caso dell’Ucraina, dice Flores, non si può parlare, a livello tecnico-giuridico, di genocidio da entrambe le parti. Sarebbe più corretto utilizzare la formula crimini di guerra e crimini contro l’umanità secondo lo statuto del Tribunale Penale Internazionale per definire quello che la Russia sta compiendo nei confronti dell’Ucraina.

Si è fatto anche un confronto con la Resistenza italiana e europea durante la seconda guerra mondiale con l’atto di resistenza e di difesa dell’esercito e dal popolo ucraino.

Flores chiarisce: Sicuramente gli ucraini stanno resistendo contro l’aggressione russa, ma è una resistenza diversa da quella al dominio nazista-fascista. A quella italiana ha partecipato un numero limitato della popolazione che ha fatto una scelta individuale, mentre in Ucraina è iniziata una difesa militare del paese per poi coinvolgere la popolazione con proprie forme di difesa.

Benché questi paragoni facciano parte ormai della narrazione di guerra, occorre porre maggiori attenzioni alle parole che si utilizzano. Forse la rievocazione di termini storici serve per sopperire alla mancanza di parole che ancora non sono state inventate per descrivere quello che succede. O forse è semplicemente più facile cosi. Ad ogni modo, la realtà è ben altra, ma dobbiamo essere disposti a sacrificare molti preconcetti per vederla.

Tags: comunicazione, giornalismo, guerra Ucraina

 


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