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Pensare la pace

di: Laurana Lajolo

Ci sono molte guerre nel mondo, ma l’Ucraina ci sembra essere in casa nostra. I nostri sentimenti, alimentati da un’informazione (anche dalla propaganda) no stop nei media, sono profondamente scossi dallo scenario che scorre sotto i nostri occhi. C’è un invasore e un invaso ma in mezzo ci sono (ci devono essere) coloro che conducono le trattative diplomatiche e coloro che devono “pensare la pace” e manifestarlo con la non violenza, come ha insegnato 60 anni fa, in piena guerra fredda, Aldo Capitini, uomo profondamente religioso che si ispirava al cristianesimo e alla non violenza di Gandhi, che nel 1961 ha iniziato la marcia per la pace tra Perugia e Assisi per testimoniare.

Capitini ha insegnato la pace a molti giovani, unendo anche posizioni diverse per affermare un valore superiore alla sopraffazione della guerra. Oggi pensare la pace, nel clamore dei dibattiti e delle immagini dolorose e travolgenti, è complicato, ma è un’azione necessaria per contrastare la volontà di guerra e di annientamento.

Capitini stava dalla parte dei popoli sofferenti e si faceva voce di pace di fronte ai potenti la, riunendo anche quei gruppi e quei partiti che non avevano il pacifismo tra i loro principi ispiratori.

Credo che sia stato quel pacifismo attivo e solidale ad allontanare il pericolo di una guerra atomica tra le due potenze mondiali, a intervenire nella guerra del Vietnam, per fare solo due esempi.

La tensione pacifista, a cominciare dalle guerre contro il terrorismo islamico, si è allentata e ha preso spazio il messaggio di “guerra di civiltà”, mentre il teatro bellico si è dilatato nel mondo, fino quasi a toccarci. Non è stata per noi così traumatica la guerra in Jugoslavia, ma l’Ucraina è più vicina perché la globalizzazione economica ci ha fatto tutti interdipendenti.

Non basta essere doverosamente solidali con il popolo ucraino, dando aiuto, e con tutti i popoli sopraffatti dalla guerra, bisogna di nuovo partecipare, attivamente e pubblicamente, e persuadere a riconoscere i valori di pace come fondamentali per salvare la civiltà della democrazia e della solidarietà sociale.


La prima marcia per la pace Perugia Assisi 1961

Tags: guerra Ucraina, pacifismo, guerra nucleare

 


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