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Fascismo e malessere sociale

di: Laurana Lajolo

Sabato a Roma partecipano molti astigiani alla manifestazione indetta dai tre sindacati confederali contro l’attacco squadrista alla sede nazionale della CGIL, dove organizzazioni neofasciste hanno strumentalizzato i manifestanti contro il green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro.

Gli atti di violenza ricordano le azioni punitive di cento anni fa da parte delle squadre fasciste contro il movimento dei lavoratori. Allora si bruciavano i libri e immagini, oggi si distruggono i computer e le telecamere per esaltare la forza devastatrice.

Il fascismo è stato un movimento violento, che, con le condanne degli oppositori politici e instaurando un regime dittatoriale, ha consolidato il proprio consenso di governo portando l’Italia in guerra.

Oggi le organizzazioni neofasciste si fanno portavoce di un reale disagio sociale e di una sfiducia nelle istituzioni, dimostrata dalla forte astensione al voto, mentre le forze politiche, sia quelle antifasciste sia quelle che mantengono toni violenti e ambigui, fanno fatica a gestire la complessità dei problemi della società, sempre più divisa e individualista.

La forza della democrazia sta nella partecipazione dei cittadini in varie forme, non nella violenza dei prevaricatori, che usano la parola “libertà” come espressione delle esigenze individuali, anche se contrarie al bene comune. Vanno applicate le leggi esistenti contro i gruppi neofascisti, ma vanno contestualmente rafforzate con rigore le regole democratiche sia nell’efficienza del mantenimento dell’ordine pubblico sia per “curare” i malesseri sociali e le disuguaglianze.

 


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