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Un maestro disubbidiente

di: Laurana Lajolo

Giampiero Monaca è un maestro “disobbediente”, ora in aspettativa dalla sua scuola. Carattere tenace, si pone al di là del sistema in cui opera con l’intento manifesto di modificarlo. Considera la parola maestro equivalente alla parola “modello” per i suoi allievi e assume una posizione senza mediazione che spesso esula dalla funzione propriamente educativa.

A volte lo scontro con l’istituzione è inevitabile, come in questa fase della sua carriera professionale. Giampiero Monaca ha individuato nuovi percorsi di insegnamento e di educazione partendo dall’osservazione della natura nel bosco di Serravalle.

Si ispira a una scuola libertaria costruita non sulle circolari e i manuali, convinto di interpretare al meglio sentimenti, emozioni, curiosità di conoscenza dei suoi allievi. In questi tempi, in cui le sperimentazioni scolastiche sono orientate dall’informatica e da moduli rigidi, la ricerca del maestro Monaca va in aperta collisione con gli attuali orientamenti.

Conosco Giampiero da bambino, frequentava lo stesso asilo di mia figlia, e ho seguito un po’ le avventure della sua vita e le sue sperimentazioni educative. Non so valutare se ha fatto la scelta giusta nel  chiedere l’aspettativa, ma sono sicura che è consapevole delle sue decisioni.

Gli auguro di iniziare un nuovo cammino seguendo la frase scritta da suo padre Gian Monaca in un delizioso libro della Bibbia per i ragazzi, che ho letto molte volte con mia figlia: “E Abramo si avviò nel deserto. Non aveva fretta e non aveva paura”


(La Stampa, 18/09/2021)

Tags: scuola, educazione, istituzioni

 


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