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Gli studenti greci e la polizia negli Atenei

di: redazione

L’11 febbraio il Parlamento greco ha approvato, anche con i voti di Nuova Democrazia e del partito di estrema destra Soluzione Greca, una riforma dell’istruzione che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di un corpo di polizia incaricato di sorvegliare i campus universitari. Voluta dal governo di centrodestra guidato da Kyriakos Mitsotakis, la riforma ha lo scopo dichiarato di eliminare dagli atenei l’illegalità e gli episodi di vandalismo e violenza. Ma opposizione e associazioni di studenti accusano il governo di violare la Costituzione minando la libertà accademica. Migliaia di studenti manifestano e molti di loro vengono arrestati.

Va ricordato che nel novembre 1973 gli studenti del Politecnico di Atene avevano tentato di resistere all’ascesa al potere della dittatura dei colonnelli, che mandò i carri armati contro gli studenti, uccidendone alcuni.

Dopo la dittatura è stato istituito l’“asilo universitario”, che, fino al 2019, stabiliva che la polizia poteva entrare nelle scuole e nei campus pubblici solo se invitata dalle autorità dell’istituto. L’”asilo” è stato abolito dal governo di centrodestra prendendo come occasione le frequenti occupazioni con conseguenti atti di violenza e di vandalismo.

E’ previsto con l’ultima riforma che la polizia sia presente nei campus, senza rispondere alle autorità universitarie così’ come richiesto dal Consiglio dei Rettori. I poliziotti saranno disarmati, ma potranno richiedere l’aiuto delle squadre antisommossa. Ma gli studenti ritengono che la loro presenza mette in discussione la libertà accademica e l’autonomia delle Università.

Il provvedimento alimenta tensioni tra polizia e cittadini e Amnesty International ha espresso preoccupazione per i sempre più frequenti atti di uso eccessivo della forza da parte delle autorità. La situazione è resa più problematica dalla pandemia e dalle regole vigenti sulle manifestazioni, i cui organizzatori sono considerati legalmente responsabili per i danni materiali provocati dai partecipanti.

Ci sono anche provvedimenti governativi di controllo sulla stampa.

La riforma dell’istruzione impone un limite di tempo (6/9 anni) per il completamento degli studi di laurea quadriennale e per il corso di sei anni, limite che rischia di penalizzare gli studenti lavoratori.

Inoltre, la riforma nega l’accesso all’istruzione universitaria pubblica agli studenti che otterranno un basso punteggio agli esami di Stato, che potranno iscriversi ai college privati, a cui non è riconosciuto lo stesso status legale di quelli pubblici. In Grecia funzionano i frontistiria, scuole pomeridiane a pagamento che preparano agli esami di ammissione. In Grecia all’istruzione è destinato il 4% del PIL

Tags: giovani, istruzione, diritti

 


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