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Autoritarismo pandemico

di: Amartya Sen, economista e filosofo indiano

Oggi vi sono segnali di allarme riguardo alle tendenze repressive in molti Paesi del mondo in Asia, Europa, America Latina, Africa e Stati Uniti d’America. E in questo gruppo sciagurato posso anche includere l’India il mio Paese. Dopo essersi assicurata l’indipendenza dal governo coloniale britannico, l’India ha avuto la fedele occasione di poter vivere come una democrazia secolare con molta libertà personale. (…) Tuttavia le cose sono molto cambiate e si sono verificati parecchi casi di severa repressione del dissenso. Si sono verificati anche tentativi di soffocare proteste antigovernative che, in maniera piuttosto sconcertante, sono state spesso viste come “sedizioni” passibili di arresto. Un metodo per rinchiudere i leader delle opposizioni. (…)

L’imposizione di misure autoritarie e le giustificazioni addotte possono variare da un Paese all’altro, ma alla fine i risultati sono molto simili. Per cominciare con un esempio asiatico, nelle Filippine l’esercizio del potere dispotico da parte del governo in carica è stato ritenuto essenziale per arrestare il traffico della droga e altre attività criminali. Questo stesso potere è stato ampiamente esercitato per giustiziare persone senzaprocesso.

In Ungheria il governo si è dotato di poteri autoritari con l’intenzione di fermare l’immigrazione di rifugiati provenienti da zone extraeuropee e per l’ipotetico bisogno di controllare i media e di ridurre a silenzio i partiti di opposizione, rivendicando la necessità di tali misure per mantenere l’ordine interno.

In Polonia molti diritti individuali sono stati ignorati per favorire le priorità politiche del governo nella persecuzione degli omosessuali, con la creazione di regioni particolari nel Paese da considerarsi “zone libere da Lgbt”.

In America Latina l’attuale governo intollerante del Brasile è salito al potere facendo campagna elettorale sulla presunta necessità di alzare i salari dei militari e promettendo di salvare il Paese dagli “incubi” dei conservatori. Il perseguimento dell’autocrazia è davvero una “cosa meravigliosa”.

L’autoritarismo impone penalizzazioni dirette alle persone, tra cui la violazione della libertà civile e politica.

Ma l’avanzamento sociale dipende enormemente dalla cooperazione umana e una frantumazione della società dovuta alla persecuzione di gruppi svantaggiati può rendere più difficoltosa la collaborazione finalizzata al progresso. (…)

Il mondo oggi sta affrontando, oltre a una malattia pandemica, anche un autoritarismo pandemico, che debilita la vita umana in modalità diverse e correlate. Date le relazioni globali e la nostra umanità condivisa, abbiamo motivi di preoccuparci seriamente non solo per il Paese in cui viviamo, ma anche per gli altri, interessandoci ai problemi di tutto il mondo.


(a “La Stampa”, 28/01/2021)

Tags: autoritarismo, diritti civili, pandemia

 


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