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Una Startup cubana

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Le notizie di questo primo mese del 2021, apparse sui social, canali televisivi, sulle prime pagine dei giornali latino americani, caraibiche e del centroamerica in particolare, si sono soffermate con insistenza su tre questioni: sul risultato delle elezioni nord americane, l’uscita dalla casa Bianca di D. Trump e l’insediamento di J. Biden; sui vaccini per combattere il Covid-19 e sulla modificazione del virus in diversi paesi del mondo; sulle difficoltà economiche derivanti dal deterioramento dei sistemi produttivi e le non chiare prospettive di ripresa per il futuro.

La cronaca è rimasta “fedele” agli eventi quotidiani, traffico di droga, contrabbando e regolazione di conti tra bande interessate a mantenere il controllo della vendita e dello spaccio sul territorio; corruzione di politici e persone pubbliche in carica o con incarichi governativi del recente passato “pescati” dalla giustizia; violenze e assassini di donne (femminicidi) e carovane di migranti che tentano di entrare negli USA.

Una notizia che non ha trovato un grande spazio informativo è stata quella che ha visto la luce nelle pagine interne di poca lettura, nei notiziari in ore di poca “audience”: il blocco, a partire dall’Ottobre del 2020, delle rimesse della divisa USA $ e donativi dei cubani residenti negli Stati Uniti per gli isolani di Cuba.

Mentre il Ministro del Commercio per l’Estero cubano approva la possibilità di esportare e importare per le forme di commercio non statali, e autorizza che oltre 40 imprese statali specializzate offrano servizi di appoggio al settore, si sommano ulteriori veti all’importazione di tecnologie, e rigidi controlli sulle persone che possono appoggiare attività di “intelligenza militare”, includendo Cuba nella lista nera come paese terrorista.

Un ulteriore giro di vite dato negli ultimi giorni dall’amministrazione degli Stato Uniti d’America di D. Trump, incapace, però, a frenare la creatività e l’ingegno di un giovane cubano: con una startup, elude il nuovo blocco monetario del magnate D.Trump. La startup “BitRemesas” organizza trasferimenti di denaro, USA $, nella forma di bitcoin, Ether, Goge e altre. Il giovane Erich Garcia asserisce: Nell’isola esiste un’ampia comunità che aderisce all’uso della cripto moneta”.

La startup utilizza un semplice metodo di lavoro: riceve una quantità di USA$ in bitcoin e organizza un’asta al ribasso, definita come “negativa”. All’asta vengono offerte minime quantità di bitcoin con quotazioni che fluttuano tra valori che vanno dall’88, 90, 93 sul valore nominale di 100 dollari statunitensi. La differenza in Bitcoin risulta essere il guadagno della “BitRemesas”. Tutti guadagnano qualcosa dato che 100 CUC (moneta di corso cubana) non hanno un valore di 100 USA$, e si quotano attorno ai 66, 67 dollari, risulta un buon affare con gli 88, 90, 93 dollari in Bitcoin battuti dall’asta per 100 CUC.

L’attuale blocco della divisa USA$ non ha solo un effetto di carattere monetario, di ridurne l’ingresso del “biglietto verde”, ma assume un carattere politico nel tentativo di rafforzare il blocco e l’accerchiamento economico contro Cuba e il cinico intento di divisione delle famiglie e dei cubani, tra coloro che hanno amici e parenti e coloro che non hanno la fortuna di avere famigliari negli Stati Uniti.

Tags: Stati Uniti d'America, economia digitale, Cuba

 


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