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La sinistra e le priorità strategiche

di: Vincenzo Visco docente di Scienza delle finanze e già Ministro delle Finanze (1996-2000)

Negli ultimi anni (decenni?) la sinistra non è stata più percepita come tale, è stata vittima di una perdita di consapevolezza di sé, di un mimetismo nei confronti delle posizioni della nuova destra e di un complesso nei confronti dell’ideologia dominante quasi che le posizioni di destra fossero le uniche innovative e quelle di sinistra inevitabilmente conservatrici. Si è affermato un sincretismo sintetizzabile in un ossimoro: ”Il liberismo è di sinistra”, confondendo due modelli storicamente e logicamente non conciliabili. Queste alternative esprimono culture diverse che, se possono convergere, coesistere e a volte incontrarsi e ibridarsi non possono confondersi. (…)

Le tradizionali idee socialiste vengono espunte dai programmi politici della sinistra, che sposta su un nuovo terreno la contrapposizione con la destra: quello dei diritti civili che consente l’acquisizione dei ceti medi cosiddetti “riflessivi”, perdendo però il contatto con la tradizionale base sociale che si sente e spesso è abbandonata e cerca altri canali di rappresentanza.

La sinistra, inoltre, assiste impotente e disattenta all’enorme aumento delle disuguaglianze e dell’inquinamento senza rendersi conto del fatto che essi sono il prodotto inevitabile del capitalismo liberista e senza regole che si è affermato nel mondo.

Non di rado inoltre i dirigenti della sinistra acquisiscono abitudini, frequentazioni e valori in contrasto con la tradizione di sobrietà del passato, perdendo così legittimazione nei confronti del loro popolo.

Sono queste le questioni che andrebbero poste in discussione per un recupero di identità e cultura a sinistra (e non solo in Italia) e non può che essere il Pd a promuoverla, tanto più che l’ideologia liberista è chiaramente in crisi, assediata e insidiata dalle posizioni dei neoisolazionisti e dei neoprotezionisti, regressive e reazionarie quanto si vuole, ma che danno alla gente l’impressione, l’illusione che qualcuno si stia occupando ancora dei suoi interessi.

C’è un altro mondo che va riorganizzato e chiamato a raccolta. E ciò non può essere fatto senza un’analisi critica e autocritica.

Il problema non è i tornare al passato: oggi vanno cercate e trovate soluzioni compatibili con la nuova dimensione globale e sovranazionale dei problemi a cominciare da quelli ambientali.


(brano tratto da V. Visco “Il liberismo non è mai stato di sinistra”, omani, 7/10/2020)

Tags: politica, disuguaglianze, sinistra, liberismo

 


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