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Razzismo e disuguaglianza

di: Laurana Lajolo

Spero che abbia ragione la piccola figlia di George Floyd che la morte del padre stia cambiando il mondo, anche se poliziotti americani continuano ad uccidere afroamericani. Le proteste indignate che dagli Stati Uniti sono dilagate in molti Paesi del mondo è un’esplosione di grande forza che speriamo abbia uno sbocco politico, sociale e culturale. Perché il razzismo è costitutivo delle società disuguali, anche se costituzionalmente democratiche.

Il teologo della Liberazione Frei Betto dal Brasile del presidente Bolsonaro, falcidiato dal Covid 19, fa arrivare la sua voce critica. Quando si arriva al grado di crudeltà che prospera attualmente in Brasile, si ha tutti il dovere (non la possibilità, il dovere) di urlarlo al mondo specie per le morti e le conseguenze che sta procurando.
Anche in Italia sentimenti e comportamenti razzisti sono diffusi e frequenti, nonostante il bellissimo art. 3 della nostra Costituzione riconosca a tutti i diritti fondamentali. Ci sono continui episodi di sfruttamento dei braccianti immigrati e di insofferenze nei confronti di persone con la pelle scura come essere inferiori. E l’opinione pubblica è diventata ormai indifferente agli annegati in Mediterraneo.

Gli studi scientifici hanno dimostrato la comune origine dell’umanità nel cuore dell’Africa e hanno stabilito che la diversa pigmentazione della pelle deriva dall’adattamento ai climi di diverse parti della Terra. La superiorità bianca è stata “inventata” dai colonialisti e dai mercantidi schiavi e si è radicata nel senso comune dei privilegiati che hanno sfruttato e sottomesso altri uomini e altre donne e continuano a farlo in molte parti del mondo, anche grazie alla globalizzazione economica.

agricoltura razzismo

Anche nella nostra società hanno influenza forze e movimenti politici che predicano la discriminazione non solo di chi è straniero povero e nero, ma anche di chi professa un’altra fede religiosa, di chi segue un orientamento sessuale diverso, di tutti coloro che sono “diversi”. Ma chi sono i “normali”?  

In politica e sui social è stato normalizzato il linguaggio di odio. Molti italiani nascondono il senso di colpa dietro alla frase “Non sono razzista, ma…” e praticano comportamenti razzisti. Quanti proprietari terrieri, industriali, ma anche artigiani e privati fanno profitto, utilizzando la mediazione dei caporali e sfruttando chi lavora senza diritti e risulta “invisibile” ai nostri occhi.

Non basta essere solidali con la dirompente protesta degli afroamericani, bisogna chiedere al nostro Parlamento provvedimenti legislativi, che superino le disuguaglianze sociali all’origine del razzismo diffuso. C’è stato un primo passo con la sanatoria migranti, che arranca nel far emergere il lavoro nero in agricoltura con le condizioni di vita ignobili come attesta la morte di Mohamed Ben Ali, bracciante agricolo di 37 anni, venuto dal Ciad a lavorare come uno schiavo, bruciato pochi giorni fa nell’incendio della sua baracca in Borgo Mezzanone nel Foggiano.

incendio baraccopoli

Non dimentichiamoci che sono ancora in vigore la legge Bossi-Fini e i decreti sicurezza.

E’ venuto il tempo di riconoscere la cittadinanza a chi è nato o cresciuto in Italia, senza la paura di perdere il consenso elettorale.


Nella foto in alto a sinistra:  Gianna Floyd: My daddy changed the world

Tags: disuguaglianze, economia, razzismo

 


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