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DOSSIER Covid 19 in America Latina: Nicaragua, Salvador, Costarica

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

Nicaragua

C’è un Paese in Centro America, il Nicaragua, dove le persone continuano con normalità a praticare lo stile di vita di sempre, di tutti i giorni, apprestandosi a festeggiare la “Semana Santa”. Chi è fortemente preoccupato da questa situazione è il Presidente del Costa Rica, Carlos Alvarado, intensificando la vigilanza di frontiera, soprattutto nei punti “ciechi”, per impedire il passaggio migratorio illegale.

Nell’intervista rilasciata alla TV CNN Alvarado critica il Governo di Daniel Ortega e invita a manifestare pubblicamente per le strade e piazze della capitale Managua: Vediamo con forte preoccupazione questo abbordaggio (del Governo di Ortega) quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda evitare gli assembramenti di persone.

Carlos Alvarado si riferisce in particolare alle sfilate cittadine che avvengono in occasione dell’inaugurazione di opere di infrastrutture pubbliche e una marcia cittadina all’insegna dell’aforisma “Amor en el tiempo del COVID 19” parafrasando e abbruttendo la bellezza dell’opera di Gabriel Garcia Márquez, El amor al tiempo del colera.

L’invito alla marcia è stato annunciato dalla vicepresidente della repubblica, Rosario Murillo, moglie di Daniel Ortega: Perché, è il mondo intero che sta affrontando la pandemia del virus, ma noi del “El Amor al Tiempo del COVID 19”, uniti nei quartieri, nelle provincie, nei villaggi è per assisterci mutuamente.

Questa situazione, anomala in America latina (affinità con Messico sulle non misure adeguate al COVID 19), probabilmente non preoccupa alcuni cittadini nicaraguensi, sicuramente non i giocatori di calcio, che disputano le partite e meno ancora la Lega Calcio, che non ha ancora interrotto il campionato.

Chi scrive ha vissuto e lavorato, nella cooperazione internazionale in Centro America negli anni ’80-’90 e per anni in Nicaragua, a fianco della popolazione nicaraguense. Credo d’aver imparato ad apprezzare molte cose del popolo “nica”, cultura, tradizioni, arte, sport, alimentazione, la laboriosità e la franchezza della gente nel dire le cose in modo diretto e il forte sentimento di dignità, del sentirsi patriota. E quindi posso parlarne con cognizione di causa.

Gli sport più praticati e popolari sono il baseball e pugilato, per i quali non si contano premi, coppe, medaglie, riconoscimenti internazionali e record mondiali, regionali, latinoamericani e caraibici. Meno interesse c’è per il foot ball, importato da cooperanti, prevalentemente europei e tra questi gli italiani delle ONG. Quindi, il calcio non rappresenta l’apice dell’interesse nazionale. Esprimo, quindi, la mia perplessità per come la “Asociación Nicaragüense de Clubes de Fútbol (ANCF)”³, a tutt’oggi non abbia ritenuto di fermare il campionato, come in Bielorrusia e Tayikistán.

In Nicaragua le frontiere sono lasciate aperte e senza alcun controllo per l’accertamento del coronavirus.

In questi giorni sono trapelate indiscrezioni giornalistiche su un annuncio rivolto alla popolazione nicaraguense invitata a partecipare al “Carnaval Verano de Amor”, elezioni di miss 2020 e conclusione dei festeggiamenti nel distretto di Diriamba, con l’OK di Governo e dell’Istituto Nicaraguense del Turismo.

Le informazioni su come si affronta la pandemia sono poche o non sono pubbliche e di difficile reperibilità. Esiste un bollettino www.informepastran.com che elenca le misure approvate intitolato: “Ora di Solidarietà e No all’Isolamento”, dove si trovano anche dei riferimenti alla lotta al COVID19.

Preoccupa l’assenza fisica del Presidente Daniel Ortega da ogni attivitá pubblica o privata e solo la moglie, unica voce ufficiale del Governo, cerca di tranquillizzare la popolazione recitando poemi, declamando i 19 versetti della Bibbia sul Redentore, per ricordare che Daniel Ortega risponde: PRESENTE. L’ultima apparizione del Presidente risale a una riunione virtuale del 12 marzo con i presidenti del Sistema di Integrazione Centroamericana (SICA) sul tema del coronavirus.

La vicepresidente ha affermato che sono state visitate oltre 700mila famiglie in tutto il Paese con le brigate di medici volontari.

Data la situazione nazionale i nicaraguensi hanno deciso di proteggersi per proprio conto. Una madre dice: “Se loro (i ricchi, politici e rappresentanti del governo) non mandano a scuola i loro nipoti, perché devo mandare mio figlio?”. Alcuni studenti universitari si rifiutano di presenziare alle lezioni.

Va detto comunque che il Segretario Generale del SICA (Sistema di Integrazione Centroamericana) Vinicio Cerezo, in un messaggio alla vicepresidente Murillo, sottolinea l’apporto del Nicaragua al Piano Regionale contro la pandemia mondiale.

Un epidemiologo nicaraguense indica che alla crisi sanitaria mondiale e locale si sommano fattori di rischio addizionali a partire dalla raccolta dei rifiuti solidi o di altro genere (urbani, industriali, ospedalieri, ecc. ecc.), la scarsezza di acqua nelle case, famiglie numerose che vivono in casupole, poca educazione sanitaria generalizzata nella popolazione.

Salvador

Nella capitale del Salvador, San Salvador, il 12 Marzo 2020, si è svolta la riunione virtuale straordinaria per la pandemia del COVID 19 dei Capi di Stato e di Governo del Belice, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panamá e Repubblica Dominicana in presenza  del Segretario Generale del SICA (Sistema di Integrazione Centroamericana) Vinicio Cerezo. Vengono indicate le seguenti misure da attuare:

  • i rispettivi Ministri della Sanità devono mantenere una costante comunicazione tra di loro -Honduras, Presidente Juan Orlando Hernández-
  • stabilire un cordone sanitario regionale e il trasporto aereo, marittimo e terrestre, per il Centroamerica possa essere regolato allo stesso modo dai Governi - Guatemala, Presidente Alejandro Giammattei-
  • messa al servizio per tutto il Centroamerica dell’HUB Humanitario (Centro Logistico Regionale) per questa crisi -Panamá, Presidente Laurentino Cortizo-
  • valutazione positiva del dialogo politico per affrontare la crisi sanitaria-Costa Rica, Presidente Carlos Alvarado-
  • questo piano d’azione rappresenta un impegno e un sollievo per il popolo Centramericano, non solo per il coronavirus ma per lo sviluppo della Regione- Nicaragua, Daniel Ortega-
  • stabilire accordi per gli acquisti congiunti in uno spirito di integrazione- Repubblica Dominicana, Presidente Danilo Medina-
  • importante è assumere la responsabilità come regione- Vice primo Ministro del Belize-

Il documento finale, Centroamerica Unita contro il Coronavirus, che raccoglie le indicazioni e le proposte dei Governi degli Stati e dei membri del SICA, richiede la rapida applicazione delle misure congiunte e coordinate e viene sottoscritto da tutti i partecipanti ma, NON dal Salvador .

Una settimana dopo il Governo del Salvador registra i primi contagi da COVID 19 e emana un comunicato con una serie di inviti e sollecita: … tutte le forze vive e produttive a mettere in atto tutti gli obblighi tributari affinché il Governo possegga la capacità per far fronte alla crisi.

Sempre nell’ambito economico-finanziario il Governo annuncia alcune misure per affrontare il Coronavirus: sospensione dei pagamenti dell’energia elettrica, acqua, telefonia, internet per una durata di tre mesi, e il pagamento di questi tre mesi si protrarrà per due anni, senza mora né interessi; i pagamenti dei crediti ipotecari, personali e carte di credito verranno congelati, queste misure riguarderanno le persone fisiche e giuridiche colpite dalla pandemia.

A questi annunci, il Presidente Nayib Bukele, via Twitter, fa seguire la precisazione che queste misure saranno applicate a chi perde il lavoro, ai lavoratori per conto proprio, alle piccole e medie imprese, come per gli artisti, ristoranti, atleti, futuri ammalati o bloccati all’estero.

Viene proibito l’accesso al territorio salvadoregno alle persone provenienti da Spagna, Francia, Italia, Germania, Corea del Sud, Cina, Iran e si decreta un periodo di quarantena di tre settimane.

Mentre si registrano nuovi decessi per il COVID 19 il personale sanitario dell’Ospedale Amatepec denuncia l’inadeguatezza dei mezzi di protezione individuale con i quali assistono contagiati dal virus: "Yo entré donde están los pacientitos con covid-19... hay una gran falta de directrices"¹.

Sono iniziate le prove di positività, ma il Presidente afferma che: Non esiste alcun ospedale al mondo capace di appianare la curva (contagiati). Né gli ospedali che già abbiamo, né quelli che si stanno approntando, neppure quelli che saranno operativi in 15 giorni, o in un mese. Neppure quelli di New York. L’unica forma per appianare la curva (contagiati) è restare in casa.

Costa Rica

La Repubblica del Costa Rica è una Repubblica presidenziale e registra una popolazione di poco piú di 5 milioni di abitanti su un territorio di 51mila Km². Nei primi giorni di febbraio 2020 il Presidente, decreta le prime linee guida da osservare per l’infezione da Coronavirus, dettate dal Ministero della Sanità.

L’aeroporto internazionale, Juan Santamaria, è stato uno dei primi luoghi preso in considerazione dalle misure decretate. Il Governo ha lavorato stabilito la priorità degli interventi diretti ad affrontare il Coronavirus nelle sue manifestazioni dirette e indirette: salute, economia, lavoro, sociale, cultura.

L’Universidad de Costa Rica ha attivato il Centro di Coordinazione Istituzionale di Operazioni coordinandosi con la dichiarazione di emergenza nazionale.

Le prime drastiche misure sanitarie, tenendo conto dei provvedimenti dell’OMS, sono datate all’inizio della terza settimana di marzo: chiuso l’accesso a spiagge; restrizione alla circolazione di veicoli dalle 10,0 p.m. alle 5,0 a.m.; chiusura obbligatoria alle chiese e luoghi di culto; perdita di status migratorio per gli stranieri con residenza che escono dal Paese.

Ogni giorno il Ministro della Sanità invita a non uscire di casa senza motivate e serie ragioni, solo le necessarie per gli approvvigionamenti domestici; il Presidente della Repubblica, Carlos Alvarado, raccomanda di non sprecare l’acqua.

La prima misura: emergenza nazionale; quarantena, chiusura delle scuole e di tutti i centri d’educazione; dove possibile, lavorare in casa; mantenere la distanza tra persone a 6 piedi (circa 2metri) per evitare il contatto fisico sociale; autorizzare la riduzione della giornata lavorativa in accordo tra le parti.

La seconda misura: censire le persone infettate al loro ingresso personale o famigliare nel Paese; garantire l’alimentazione a oltre 600 mila famiglie nell’immediato; periodo straordinario per le piccole e medie imprese, cooperative del settore turistico per un intervento della Banca per lo Sviluppo; riduzione di imposte, per la durata da 6 a 18 mesi, per le linee aeree che promuovono il turismo in Costa Rica.

La terza misura con interventi per l’economia, finanza e banche: aggiudicazioni rapide per infrastrutture pubbliche; finanziamenti per la piccola e media impresa; attivare misure finanziarie e monetarie per la macroeconomia; ottenere donazioni, crediti pubblici e privati internazionali a basso tasso d’interesse; diminuire da parte delle banche pubbliche e private la percentuale dei tassi d’interesse e estendere il periodo dei crediti e pagamenti. E’ stata abolita l’IVA sui prodotti di prima necessità  (paniere) e varrà solo due semestri successivi alla fine della pandemia.

Nuove normative limitano o non permettono manifestazioni ricreative.

Una misura che non ha trovato particolare consenso da parte della popolazione è la restrizione dell’uso dei veicoli su strada e la chiusura degli accessi alle spiagge, ai parchi nazionali, ma gruppi di cittadini hanno impedito l’accesso a luoghi turistici, creando anche qualche difficoltà alle forze dell’ordine per ristabilire la sicurezza e la tranquillità cittadina.  

Nei servizi dei telegiornali, mentre la polizia stradale impediva il proseguimento del viaggio non autorizzato, è comparso qualcuno che svitava le targhe dalle vetture.

Ci sono difficoltà di carattere economico di famiglie in condizioni precarie, senza la possibilità di lavorare.

Tags: coronavirus, America Latina, governi

 


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