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Giovani in Italia e America Latina

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

I diritti umani

Oltre alla Bolivia anche la Colombia è messa a ferro e fuoco tra manifestanti e le polizie coadiuvate dall’esercito. Sono in maggioranza giovani, studenti e non studenti, che scendono nelle piazze, nelle vie delle città colombiane.

In Nicaragua continuano le manifestazioni, cortei cittadini, prevalentemente giovani studenti, rifugiati nelle chiese, che protestano contro Ortega e la moglie Murillo (vice presidente della repubblica). In Bolivia continuano gli scontri nelle strade con morti e feriti.

In Argentina gruppi non organizzati prendono d’assalto supermercati e negozi.

In Equador, nell’ottobre 2019, gruppi etnici indigeni si sono mossi verso la capitale Quito contro il Governo di Lenin Moreno.

Ci sono specificità di rivendicazioni nei diversi Paesi e delle rappresentanze in lotta, ma è vero che forti denominatori comuni sono alla base delle proteste: diritti umani, non solo non riconosciuti ma ignorati e calpestati dalle autorità governative, discriminazione etnica verso le popolazioni indigene, disuguaglianzeeconomiche e sociali, poche famiglie di ricchi che detengono il potere e le ricchezze del Paese e miriadi di persone in povertà, corruzione di figure politiche e impresari, narcotraffico e criminalità organizzata, contrabbando e riciclaggio, alto tasso di disoccupazione giovanile senza opportunità di lavoro nel breve e medio periodo, inefficienza e burocratizzazione estrema dello Stato.

Sarebbe sufficiente leggere ‘´il GPS della disugualitá, il mondo sotto lo sguardo di papa Francesco” di Gino De Vecchis (Libreria Editrice Vaticana) in cui l’autore racconta le geografie esistenziali di oggi alla luce dei temi che caratterizzano il pontificato di Francesco: povertà, pace, ambiente. Le riflessioni proposte declinano questi aspetti e li analizzano attraverso la lente delle disuguaglianze, partendo dalla concretezza delle azioni del Pontefice.

Italia e America Latina

E chi, come me, se si ritrova, in parte, in questi richiami, è fuori dai contesti quotidiani perché manteniamo categorie di analisi superate dal tempo rifiutando di ragionare nel pensiero unico? Mi faccio la domanda pensando ai movimenti che oggi si presentano in Italia. Le sardine  rappresenta una bella parte di giovani italiani, che hanno a che vedere con i giovani del Cile, della Colombia, del Nicaragua? Si muovono senza una organizzazione strutturata come ha conosciuto la mia generazione, il Partito, il Sindacato. Alla base delle proteste si gridano rivendicazioni affini all'italia e all'America Latina.

Sappiamo che alcuni di questi movimenti sono naufragati o in parte fagocitati nelle miriadi delle spire partitiche, altri dimenticati: i girotondi, il popolo viola NoBDAY, Movimento non Violento, ecc. ecc..

Una cosa che accomuna questi movimenti sono i giovani manifestanti che si muovono sfidando, spesso "candidamente" nei loro moti di violenza urbana, forze dell'ordine armati e preparati, spesso da "carabineros" argentini, Mossad israelita, CIA-USA e altri agenti di intelligenza, controspionaggio e controterrorismo.

Tags: giovani, proteste, manifestazioni

 


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