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Ciascuno li udiva parlare nella propria lingua

di: Maria Letizia Viarengo

Un Convegno interessante e riuscito quello di sabato 16 novembre tenutosi al Centro Culturale San Secondo, sul tema dell’immigrazione e delle sfide pastorali. La scelta della Diocesi di fermarsi e riflettere rappresenta la volontà di capire, aprire e intraprendere percorsi verso nuovi scenari vicini e lontani. E’ anche segno della volontà di ripartire dalla comprensione e dalla conoscenza della realtà, per realizzare interventi pastorali mirati e significativi in questo nostro tempo.

Il Vescovo Marco Pastraro, fin dalla sua nomina, ha manifestato l’intenzione che tutta la Diocesi collaborasse almeno su un progetto comune: sabato e nei mesi di preparazione è accaduto esattamente questo: uffici e commissioni si sono ritrovate in questo comune progetto.

L’invasione che non c’è

Il prof. Maurizio Ambrosini, sociologo, docente presso l’Università di Milano ha svolto la relazione introduttiva  “L’invasione che non c’è. Immigrazione e società italiana”: dati concreti senza luoghi comuni, come per esempio la distinzione tra invasione ( che non c’è!) e nuova immigrazione tra le tante immigrazioni.

 Questo mi ha ricordato una bellissima conversazione tra Laurana e Letizia di qualche tempo fa… Chi sono gli immigrati? Secondo l’ONU: l’immigrato è una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno. Tre elementi lo caratterizzano 1) spostamento; 2) attraversamento di un confine; 3) tempo prolungato. Tuttavia: Noi non chiamiamo immigrati gli stranieri provenienti dai paesi ricchi e neppure i benestanti, o le persone famose, provenienti da paesi poveri. Il termine si applica solo agli stranieri residenti classificati come poveri. Ambrosini ha poi ricordato che la maggior parte degli immigrati non è africana, ma di altri Paesi orientali; non sono nemmeno i più poveri, perché questi non hanno possibilità di muoversi, come dire ‘Gli immigrati sono coloro che stanno sotto una doppia alterità: stranieri e poveri. La ricchezza sbianca.

Molto interessanti le slides presentate che hanno evidenziato per esempio la contrapposizione tra mobilità e immigrazione, tra comunitari ed extracomunitari. In questo senso il termine immigrati contiene un implicito significato svalutativo e minaccioso.

Le domande ricche di spunti, l’attualizzazione fatta da d. Antonio Del Mastro, d. Simone Unere e d. Dino Barberis circa la pastorale hanno portato la visione globale nell’astigiano.

I laboratori pomeridiani e la sintesi di questi esplicitata dal Vescovo Marco, hanno concluso una giornata pregnante e collaborativa per tutti i presenti.

Tags: migrazioni, Chiesa cattolica, pastorale

 


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