itenfrdeptrorues

Il Memorandum Italia-Libia. Traffico di migranti e di petrolio

di: redazione

Il Memorandum Italia-Libia stipulato il 2 febbraio 2017 riconferma, dopo primo patto del 2008 tra il governo Berlusconi e Gheddafi, la cooperazione tra i due Paesi “nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere”. Il  Memorandum non è mai stato votato dal Parlamento italiano.

Per non far partire i migranti l’Italia finanzia con milioni di euro il governo di Al Serraj contro le truppe di Haftar, ma anche i clan libici.

Il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo ha documentato che Bija, il capo della Guardia costiera libica, finanziata dall’Italia sulla base del Memorandum, sarebbe un importante trafficante di uomini e che si è anche incontrato con personalità italiane nella sede el Ministero dell’Interno. Scrive Scavo: “Ogni conflitto ha il tariffario. In Libia si paga nella valuta sudicia dei diritti umani calpestati, in quella sporca del petrolio contrabbandato a tonnellate verso un’Europa che lascia sbarcare i barili di frodo, ma abbandona in mare i naufraghi”.  Milioni di euro vanno ai capi milizie di Al Serraj per fermare l’avanzata elle truppe di Haftar, in particolare alle brigate Nasr, clan a cui appartiene Bija.

E il giornalista aggiunge: “Un cortocircuito che mostra come Tripoli sia diventato un labirinto senza uscita per i governi europei che finanziano indirettamente i clan libici”, con un “accordo” dell’estate scorsa che deve rimanere “segreto di Stato” per non portare pregiudizio ai rapporti tra Stati e alle relazioni internazionali.

Nel Memorandum l’Italia si impegna a “fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l’immigrazione clandestina”, rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera del Ministero della Difesa e dai dipartimenti competenti del Ministero dell’Interno. Con il decreto Sicurezza bis i poteri del Ministero dell’Interno, come si sa, sono aumentati. Il segreto è tenuto  su “come avvengano i finanziamenti e chi ne controlli l’effettiva destinazione finale”.

Accanto al traffico dei migranti c’è il contrabbando del petrolio e il greggio esportato illegalmente dai clan ha via libera sui mari

Nell’ultimo giorno prima del rinnovo il governo italiano ha chiesto a quello libico una commissione congiunta per valutare le modifiche da apportare al Memorandum, che rimane comunque valido. A gennaio la missione dovrà essere rifinanziata.

Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia (5S) ha dichiarato a “Avvenire” che il Memorandum non va cancellato, semmai va continuata l’attività di formazione, coinvolgendo l’ONU per i diritti dei migranti detenuti nei centri libici. Richiama inoltre l’impegno del ministro Di Maio per ripristinare la democrazia in Libia e arrivare ad avere un solo interlocutore per quel territorio, puntando su un maggior coinvolgimento dell’Europa.

Rassicurazioni troppo generiche per una situazione che si è già verificata esplosiva.

 

Tags: Libia, immigrazione, Europa, diritti umani

 


© 2018-2019 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.