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Le buone intenzioni cosí come i buoni propositi non bastano

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

Dal Web leggo con attenzione gli articoli del giornale torinese per la pagina di Asti. Tra i piú recenti articoli il “Piano sul Traffico”, le riflessioni del PD astigiano per un “Progetto sulla mobilitá” e i “Dati riportati dal rapporto annuale “Mal’aria” di Legambiente, nel 2018”.

Sono tre argomenti di discussione che si presentano tardivamente in Asti con connotati da forza dirompente per la politica pubblica sulla Cittá, per le scelte orientate al futuro e alla qualitá della vita cittadina. Non mi sento animato dalla discussione sulla legittima polemica sul “buco” in Piazza Alfieri (polemica vecchia d’altro secolo: di quasi 40 anni), cosí come non mi soffermo sulla questione “salute” (di particolare attenzione del PD) e riconosco di non essere in possesso di informazioni fisico-tecniche piú dettagliate in grado di esprimenre un giudizio appropriato sulla denuncia preoccupante di “inquinamento” di Lega Ambiente.

Per un “Piano per la Viabilitá” mi preme esprimere un punto di vista su un tema fondamentale che per la sua particolaritá, spesso e volentieri, non si prende in considerazione: l’utenza anziana, diversamente abile e/o di basso o nullo reddito. Con l’animo di non deviare l’attenzione, non entro nella discussione filosofica o sociologica per argomentare sulla solidarietá o i modi di dire della “gente per bene”: “.. i piú fortunati che aiutano i meno fortunati”. Credo di poter affermare che da sempre e in particolare negli ultimi anni gli utenti del servizio pubblico di trasporto urbano (autobus ASP) tendono ad essere le persone con meno risorse economiche. Se é opportuno e conveniente avviare una politica della viabilitá urbana capace, oltre che ampliare le aree pedonali, allargare le ZTL, estendere le Ztm, proibire la cicolazione di veicoli con limitazioni strutturali e sue deroghe, ecc.ecc. (meglio di me sanno indicare i tecnici), si sappia pure generare una proposta viabile moderna per chi oggi é adolescente e potrá arrivare all’anno 2070 e oltre, e per chi oggi vive nella terza o quarta etá (quest’ultimi come cittadini d’oro).

Beneficiare i gruppi di popolazione sopra indicati con tariffe mirate alle loro condizioni socio-economiche, d’etá, di salute, ecc. ecc. non ci esime dal tener in debito conto l’equilibrio finanziario dell’impresa trasporti. Per l’aspetto finanziario si dovrá calibrare l’appporto tariffario in funzione dei costi/guadagnii e benefici sociali che comporterebbe l’esonerazione totale o parziale dell’operazione. Per essere titolati d’esonerazione, totale o parziale della tariffa, l’utente sará in possesso di un “carnet”, rilasciato dal Municipio, che puó essere processato elettronicamente. Un sistema che agilizzerá l’ingresso dei passeggeri e indicherá all’impresa trasporti la quantitá di persone in condizioni particolari trasportate.

Quale futuro per la mobilità cittadina?é forse la domanda che si pone l’Amministrazione comunale. Per rispondere a questo quesito, dalle letture effettuate, oltre a quanto sopra indicato, non si evince alcun dato sul parco mobile pubblico urbano e privato che potranno e dovranno transitare per le vie cittadine. Da queste letture degli articoli apparsi negli ultimi giorni sui giornali, risulterebbe che la probabile domanda del Comune, le osservazioni del PD e le denunce d’inquinamento delle associazioni ambientaliste, pur in parte condivisibili, non indicano risposte compiute a come i cittadini riceveranno un “Piano sul Traffico”. Non é dato sapere se l’impressionante rapiditá dello sviluppo esponenziale della tecnologia applicata ai sistemi di viabilitá é stata presa in considerazione sull’impatto economico e politico-sociale. Non si tratta di predire il futuro per avere un quadro di riferimento a partire dalle capacitá di risposta tecnica e il suo fondamentale mercantilista, ma iniziare a predire a quindici anni venti anni ha una sua logica se per tappe successive si arriva all’anno 2070 e oltre.

A questa lacuna tecnico-prospettica di largo periodo, ancora una volta ci si cimenta nella risposta tecnico-ambientalista di corto respiro e come peggior aspetto, lasciando in disparte le persone (sopratutto quelle piú deboli e meno protette) che domani  potranno o dovranno far uso del trasporto pubblico.

 

Tags: servizio pubblico, inquinamento ambientale, trasporti

 


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