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Salvini come Sisifo

di: Laurana Lajolo

Nonostante le urla sui porti chiusi e sulle frontiere di terra da custodire a Salvini risulta impossibile fermare i flussi: vengono bloccate le navi di soccorso, ma non i barchini che non vengono neanche intercettati e da dove, se non annegano in mare, i migranti sbarcano senza grandi difficoltà e la rotta balcanica arriva in Friuli..

Elisabeth Wallace, docente di geografia all’Università del Quebec (Canada) ha documentato l’esistenza di settanta muri di confine già costruiti nei cinque continenti più sette in costruzione e ha dimostrato che quelle barriere “insormontabili” non funzionano. Se si pensa che durante la guerra fredda si contavano 15 muri di confine, sembra di essere entrati nella paranoia della sicurezza con una gara di emulazione tra autocrati e capi di stato a chi costruisce più “barriere di difesa”.

Ma perché non servono i muri? Gli esperti dicono che i muri sono serviti a poco durante le guerre e che oggi sono inefficaci essendo i movimenti migratori un problema globale e le persone, chiusa una rotta, ne cercano un’altra, anche correndo gravi rischi. Chi ha deciso di migrare, infatti, non inizia una crociera per porti sicuri, ma cerca di arrivare comunque in un posto economicamente migliore di quello che ha lasciato. Quindi i muri sono più che altro un atto propagandistico dei governi che non sanno come affrontare l’epocale questione migratoria, possono essere strumenti tattici con alti costi, ma non risolutivi dal punto di vista strategico. Indubbiamente, però, fanno effetto presso l’opinione pubblica, che ormai percepisce i migranti come pericolosi invasori e si sente confortata dalle dichiarazioni ossessivamente ripetute di quell’uomo “forte” che difende i confini, ma non riesce a contrastare una giovane capitana e una giovane magistrata.

D’altro canto, la legge sulla sicurezza, voluta dal Ministro dell’Interno, chiudendo i servizi esistenti e funzionanti per i richiedenti asilo, ha aumentato nel nostro paese il numero di clandestini senza controllo, attuando  una misura non solo inefficace, ma addirittura pericolosa per la sicurezza pubblica. Quelli che dicono che non possiamo accogliere tutti hanno ragione, ma la soluzione non è quella del ministro.

Più che uomo “forte” Salvini mi appare un Sisifo. Senza fare paragoni spropositati, il mito racconta che Sisifo, figlio di Eolo re dei venti e re della città di Efira, avendo osato sfidare gli dei, fu condannato da Zeus a sospingere per l'eternità un grosso macigno fino alla sommità di un monte, che, giunto in cima, ricadeva subito al fondo e Sisifo doveva ricominciare a spingere il masso.

Fermata una barca per qualche giorno davanti a Lampedusa, ne arrivano altre durante la notte in quell’isola e in altri attracchi. Ultimamente oltre 3000 migranti sono arrivati così. Le parole hanno effetto mediatico, ma non cambiano i fatti reali. Non bastano i tanti salvini a fermare i flussi.

Il Papa continua a richiamare le coscienze di credenti e non credenti al rispetto degli “scartati”, che sono persone con diritti e dignità da salvaguardare; associazioni cattoliche e di volontariato e sindacati hanno lanciato il Manifesto Io accolgo contro l’odio e la discriminazione, rifacendosi ai principi della Costituzione, per chiedere una campagna efficace di ricerca e di salvataggio all’Unione Europea e un’equa distribuzione nei vari paesi della UE. Oltre a mantenere i porti aperti, il documento chiede che si prevedano canali regolari di ingresso contro i trafficanti di uomini, percorsi dignitosi ed efficaci di accoglienza e di inclusione. Sollecita infine il riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli degli stranieri che nascono e crescono in Italia.

Ma sono proposte troppo complicate per il ministro “forte”, che usa frasi semplici per problemi complessi.

 

Tags: politica, immigrazione, Europa

 


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