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Consiglio superiore della Magistratura. La denuncia del consigliere Cascini

di: redazione

Il consigliere del Csm, Giuseppe Cascini, denuncia il danno di credibilità per la Magistratura come al tempo della Loggia massonica P2, con a capo Licio Gelli nella sua villa di Arezzo, che aveva iscritto alle liste coperte politici, magistrati, imprenditori, giornalisti. Afferma che si cercava di determinare le decisioni degli organi istituzionali con interventi di poteri occulti: "Come ai tempi della Loggia P2, si è cercato di alterare le decisioni del Csm attraverso legami di natura affaristica e occulta".

Vedi e ascolta l’intervista di Milena Minutoli su Rai news 24 del 5 giugno 2019.

La denuncia del consigliere Cascini segue al discorso del vicepresidente del CSM Ermini (il presidente del Consiglio è Sergio Mattarella)  e all’autosospensione  dei consiglieri Corrado Cartoni e Antonio Lepre, del presidente della Commissione Direttivi Paolo Criscuoli e Gianluigi Morlini, perché hanno partecipato a riunioni riservate con i deputati PD Luca Lotti  e Cosimo Ferri.

Indagine della Procura di Perugia

Lo scandalo prende origine dall’indagine aperta dalla Procura di Perugia nei confronti di Luca Palamara, membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che è accusato di corruzione per aver favorito la nomina di un magistrato “amico” degli avvocati alla procura di Gela. L’indagine è proseguita con la documentazione di incontri riservati del consigliere Palamara e dei membri CSM, attualmente autosospesi, con Lotti e Ferri per influire sulla scelta del successore del procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, andato in pensione.

Il discorso del vicepresidente David Ermini

Il vicepresidente del Csm, David Ermini ha aperto i lavori del plenum del consiglio il 5 giugno dicendo: “Siamo di fronte a un passaggio delicato, o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti. Gli eventi di questi giorni sono una ferita profonda e dolorosa alla magistratura e al Csm. Il Csm è la nostra unica casacca. Altre non ne abbiamo. Il Csm e la magistratura hanno al loro interno gli anticorpi necessari per poter riaffermare la propria legittimazione agli occhi di quei cittadini nel cui nome sono pronunciate le sentenze”. E ha aggiunto che ogni determinazione deve essere “assunta al riparo di interessi esterni e al solo fine di assicurare l’efficienza e la conformità a Costituzione delle attività giurisdizionale”. Le nomine dei capi degli uffici giudiziari devono quindi essere “effettuate attraverso la rigorosa osservanza del criterio cronologico sfuggendo la tentazione di raggrupparle in delibere contestuali che inducano il sospetto di essere compiute nell’ambito di logiche spartitorie e non trasparenti». E ancora ha stigmatizzato  le degenerazioni correntizie dell’associazionismo giudiziario, i giochi di potere e i traffici venali, che non devono macchiare l’operato del Consiglio Superiore.

Tags: politica, magistratura, corruzione

 


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