ULISSE SULLE COLLINE

Poesia, natura, musica, arte

XXVI edizione

Sabato 25 maggio 2019 - ore 15

Vinchio

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Le parole della Resistenza

di: Laurana Lajolo

Cosa insegna oggi la Resistenza? Quali valori trasmette ancora ai cittadini di oggi?

A questa domanda mi sono venute alla mente le parole della Resistenza che individuano quella fase storica fondante la nostra democrazia, che è sancita dalla Carta costituzionale antifascista, su cui hanno giurato anche quei Ministri che oggi non vogliono partecipare alla Festa della Liberazione.

● La prima parola è liberazione dalla guerra. I partigiani hanno combattuto per far finire tutte le guerre. E’ stata liberazione dalla dittatura fascista, dall’invasione nazista, dal razzismo, dalla discriminazione degli oppositori politici e dei “diversi”. L’art. 3 della Costituzione indica con precisione che siamo tutti uguali in quanto diversi, senza distinzione di sesso, religione e razza. Il 25 aprile è festa della pace e dell’uguaglianza.

● La Resistenza è stata scelta responsabile dei giovani di settant’anni fa, uomini e donne, che, seppure educati dal fascismo, hanno scelto di ribellarsi alla Repubblica sociale Italiana e all’esercito nazista, l’esercito più forte del mondo, e hanno vinto. Sono stati una minoranza i partigiani combattenti, ma, con l’aiuto della popolazione che ha fatto resistenza civile, hanno conquistato la libertà per tutti. Il 25 aprile è festa di libertà.

● I partigiani sono stati coraggiosi nelle azioni militari, hanno affrontato la prigionia, la deportazione, la tortura senza tradire i compagni, sono morti con l’orgoglio di sacrificare la vita a favore di tutta la comunità. Il 25 aprile è festa di coraggio, coraggio di un popolo che ha riacquistato la sua dignità anche nella considerazione degli Alleati angloamericani.

● I partigiani non hanno mai dimenticato i loro giovani compagni morti, hanno sempre onorato i loro caduti, sentendoli ancora insieme a loro nella manifestazioni, ricordandoli nella vita quotidiana, tributando loro l’onore dei martiri. Il 25 aprile è festa della memoria.

● I giovani partigiani hanno imparato la democrazia, che non avevano mai conosciuto, nella banda partigiana dove il capo non era imposto, ma scelto dia compagni, dove la responsabilità era collettiva, perché l’errore di uno poteva causare la morte degli altri. Il 25 aprile è festa di solidarietà e di fratellanza.

● La Resistenza ha prefigurato una nuova società, “inventandosi” le istituzioni democratiche con le prime repubbliche partigiane, autogoverni unitari di zone liberate militarmente, primi nuclei di quella Assemblea Costituente in cui i partiti antifascisti hanno trovato gli accordi sui fondamenti della Repubblica italiana. Il 25 aprile è la festa della democrazia italiana.

● I partigiani hanno combattuto contro la violenza nazifascista, ma non hanno esercitato alcuna vendetta. Uno dei primi provvedimenti del governo democratico nel 1946 è stata l’amnistia, un provvedimento di pacificazione nazionale, che ha però avuto come contraccolpo la continuità degli apparati statali del vecchio regime (magistratura, scuola, polizia, ecc.), lasciando, purtroppo, nel nostro organismo sociale il germe del fascismo, a cui i partigiani si sono sempre opposti con vigore a difesa delle istituzioni democratiche. Il 25 aprile è festa di coesione nazionale.

● Nella società attuale, individualista e aggressiva, la Resistenza insegna ancora l’impegno attivo e la partecipazione consapevole e responsabile di tutti coloro che si oppongono, con gesti quotidiani, alle ingiustizie, alle discriminazioni, al razzismo, impegnandosi per il bene collettivo. Il 25 aprile è testimonianza contro l’indifferenza.

● La democrazia, fondata sulla nostra Costituzione repubblicana, va difesa ogni giorno, accresciuta di valori e di leggi, di diritti e di doveri, del senso di responsabilità etica, di buona politica per sconfiggere l’odio, il rifiuto dell’altro diverso da noi, dell’egoismo e della dissipazione dei valori.

Riprendiamoci il significato della parola popolo senza ismi. Il 25 aprile è festa di popolo, la nostra festa. 

 

Tags: democrazia, solidarietà, uguaglianza, diritti

 


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