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Visibile invisibile, dal 27 al 31 marzo a Torino

di: Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente Biennale Democrazia

Biennale Democrazia giunge nel 2019 alla sesta edizione e compie dieci anni.

Ha mosso i suoi primi passi nel 2009 con l’intenzione di coinvolgere i cittadini in un dibattito culturale approfondito, in stretta relazione con gli aspetti più rilevanti e problematici della convivenza civile. La convinzione era ed è che il confronto e lo scambio delle opinioni siano un prerequisito della società democratica. Fin da principio è stato chiaro che obiettivi di questa natura richiedevano il sostegno di tutta la città e il più alto grado di coinvolgimento della società civile, del mondo intellettuale e soprattutto delle istituzioni formative e delle nuove generazioni. L’interesse e l’accoglienza che la manifestazione ha ricevuto in questo decennio non erano immaginabili. Biennale Democrazia è riconosciuta oggi nel nostro Paese come uno dei luoghi più rilevanti della discussione pubblica.

In questi dieci anni il mondo è cambiato profondamente e il tema scelto per questa sesta edizione ne è un evidente riflesso. Quando Giovanni Sartori, nel 1997, annunciò la nascita dell’homo videns, internet muoveva i suoi primi passi, gli smartphone e i social network non esistevano. Oggi il flusso continuo di immagini e di dati, ricevuti e scambiati, è diventato il corredo delle nostre esistenze. Crediamo di essere finalmente approdati nel mondo-in-cui-tutto-è-visibile, ma questa cieca fiducia può essere ingannevole. Spesso vediamo, e non guardiamo. Le immagini del mondo giungono a noi in quantità mai prima sperimentata, generando emozioni intense,  ma fugaci, pronte a dissolversi in un istante. Che cosa abbiamo visto e che cosa è rimasto celato alla vista? Non sapremmo più dirlo.

D’altra parte, vediamo sempre di più, ma se non abbiamo strumenti adeguati a interpretare la realtà, rischiamo di capire sempre di meno. È ciò che capita di fronte a sfide come quelle ambientali, economiche, migratorie, ma anche della rivoluzione tecnologica che ha cambiato le nostre vite: per non esserne sopraffatti, abbiamo bisogno di comprenderle, di collocarle in prospettiva e di affinare il nostro giudizio attraverso il confronto con gli altri. Nel frattempo, i “poteri invisibili” hanno esteso il loro raggio d’azione, forti di piccole e grandi collusioni: le mafie, le economie criminali, la speculazione finanziaria. Ma hanno anche assunto nuove identità, come i soggetti, spesso senza nome, che possono fare di Big Data e intelligenza artificiale un’occasione per trasformare opinioni e preferenze in strumenti di controllo.

Di fronte ai rischi di una società nella quale le esistenze sono sempre più trasparenti le une alle altre, ma sempre più distanti o chiuse in universi impermeabili, è importante un’opera di costante manutenzione dei legami invisibili che ci uniscono agli altri, per ricomporre alto e basso, uguali e diversi, centro e periferie.

Scarica il programma da www.biennaledemocrazia.it

 

 

Tags: società, democrazia

 


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