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La via della seta. Dalla Cina all'Italia

di: redazione

Belt and Road Initiative (Bri) è il programma cinese di investimenti infrastrutturali da mille miliardi di dollari tra Asia e Europa, nell’ambito dell’economia di globalizzazione.

La Nuova via della Seta prevede sei corridoi internazionali: 1) Pakistan, Bangladesh, 2) India e Myanmar, 3) Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan, 4) Cambogia, Laos, Malesia, Thailandia, Myanmar e Vietnam, 5) Russia e Mongolia, 6) Europa.

Sono previste il miglioramento della viabilità via mare e via terra e infrastrutture tecnologiche per le comunicazioni.

Il ruolo dell'Italia
Nei giorni scorsi il governo italiano, proseguendo trattative iniziate con i presidenti del Consiglio Renzi e Gentiloni, ha annunciato che intende aderire al progetto cinese. Sarebbe il primo membro del G7 a schierarsi con Pechino. Nei prossimi giorni Xi Jinping sarà in visita a Roma e il governo potrebbe firmare un memorandum di intesa, cioè una lettera di intenti secondo il diritto europeo, senza l’impegno su 5G (controllo delle reti di telefonia mobile). Aderirebbe così al gruppo europeo formato da Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. A questi tredici Paesi potrebbe presto aggiungersi il Lussemburgo.

Il Memorandum

Il Memorandum of undestanding (Mou) avrà diverse fasi, iniziando con programmi pilota, in cooperazione fra capitale pubblico e privato. I settori della collaborazione tra Italia e Cina: 1) linee guida normative con il supporto della Banca investimenti asiatica; 2) trasporti e infrastrutture, energia e telecomunicazioni; 3) investimenti bilaterali; 4) collaborazione finanziaria; 5) collaborazione culturale, universitaria e in ambito Unesco; 6) cooperazione allo sviluppo ecosostenibile con politiche di protezione ambientale e dei mutamenti climatici.

Alla Commissione governativa Italia-Cina toccherà il compito di monitorare lo svolgimento dei lavori e i futuri sviluppi dell’accordo.

Il Mou avrà una validità di cinque anni, rinnovabile automaticamente per altri cinque

Le nuove infrastrutture nel nostro paese

La Cina propone investimenti nei porti di Trieste, Genova, Taranto, Palermo e forme di cooperazione nello sviluppo di strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, energia e telecomunicazioni, in sinergia con i progetti infrastrutturali europei come le TEN-T, di cui fa parte anche la Tav, e una cooperazione rafforzata nel settore dell'elettricità tra la State Grid Corporation of China e Terna.

Le reazioni  internazionali
Giappone, Regno Unito e America sono contrari e l’Unione europea ha invitato l’Italia a verificare attentamente gli accordi. In particolare Washington teme le attività delle aziende tecnologiche cinesi, temendo l’accesso a dati sensibili. Huawei è il maggiore sponsor della Nuova via della seta digitale. Va detto che Huawei ha già firmato accordi per sviluppare la rete 5G con operatori spagnoli e portoghesi.

 

Le prese di posizione dei nostri partiti

Il presidente Conte, il viceministro Di Majo, il ministro all’Economia Tria e il ministro degli Esteri Moavero sostengono l’accordo con il sostegno della Confindustria e il benestare del presidente Mattarella, mentre la Lega esprime riserve. I partiti di opposizione richiedono che l’Italia tenga conto delle raccomandazioni esplicite arrivate dall’Europa e da Trump e che avvenga un’approfondita discussione in Parlamento. Alcuni influenti opinionisti si dichiarano preoccupati delle alleanze dell’Italia con l’Europa e gli USA e dell’inglobamento nell’economia cinese.

 

 

Tags: economia, cambiamenti climatici, sviluppo tecnologico, politica internazionale

 


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