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Un regolamento contro razzismo e discriminazioni

di: redazione, foto: Antonio Nicita (AgCom)

AgCom (il Garante delle Comunicazioni) ha emanato un regolamento, che entrerà in vigore entro giugno del 2019, in cui sono previste multe da 10 mila fino a 250 mila euro ogni volta che un tg, un programma di approfondimento, uno show dovesse macchiarsi dei "reati dell'odio" o di intolleranza verso i migranti  e forme di discriminazioni verso altri soggetti.  Le norme sono in vigore anche "per le piattaforme di condivisione di video", a partire da YouTube, e per le radio. 
Il provvedimento intende contrastare la percezione degli italiani non realistica sugli stranieri (sono in realtà il 7% della popolazione) più che qualsiasi altro popolo dell'Ue, percezione alimentata dalle fake news, da alcune trasmissioni tv, da parole e atteggiamenti dei politici anche in riferimento alla sicurezza, da manifestazioni di fascismo e razzismo.

Il regolamento del Garante introdurrà un monitoraggio attento delle trasmissioni. L'osservazione valuterà:
- lo stile di conduzione del giornalista o del presentatore;
- il titolo dei servizi giornalistici, le immagini, le scritte in sovraimpressione;
- le dichiarazioni degli ospiti e degli opinionisti in studio;
- le contromisure del giornalista quando un ospite pronuncerà parole di odio;
- le reazioni degli altri ospiti della trasmissione;
- la condotta del pubblico in studio (come applausi o fischi);
- i contenuti degli sms che, eventualmente, lo spettatore spedirà da casa;
- la presenza di rappresentanti di migranti o donne, a garanzia del pluralismo.

YouTube e le altre piattaforme di condivisione di video dovranno preparare un rapporto sulla loro attività di monitoraggio e inviarlo al Garante ogni tre mesi. Come dovranno comunicare gli strumenti che hanno messo in campo per individuare e cancellare ogni singolo filmato carico di razzismo o di intolleranza.


Nel caso un programma o un telegiornale si sia macchiato di un "reato dell'odio", il Garante potrà ordinare la lettura di un messaggio riparatorio. Nel caso l'emittente continui a diffondere messaggi discriminatori, il Garante la diffiderà dal proseguire. Ignorare la diffida porterà a una sanzione fino a 250 mila euro, ogni volta.

Tutte le emittenti e le piattaforme di condivisione sociale dovranno prevedere trasmissioni che incoraggino alla pacifica convivenza. Obbligo che sarà più stringente per la Rai perché titolare del servizio pubblico tv.

Da oggi, il regolamento del Garante sarà pubblico. Chiunque potrà inviare al Garante le sue osservazioni e richieste di modifica, entro un mese. A maggio, al più tardi a giugno, il Garante approverà le nuove norme.

Agcom Web

 

 

Tags: comunicazione, razzismo, discriminazioni

 


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