ULISSE SULLE COLLINE

Poesia, natura, musica, arte

XXVI edizione

Sabato 25 maggio 2019 - ore 15

Vinchio

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Il compagno Guido Rossa

di: Laurana Lajolo

Abbiamo di nuovo bisogno di eroi in questo tempo problematico e rozzo della vita politica italiana e internazionale. Forse è per questo che il quarantesimo anniversario dell’assassinio da parte delle Brigate Rosse dell’operaio comunista e sindacalista dell’Italsider di Genova Cornigliano Guido Rossa è stato ricordato alla presenza del Presidente Mattarella, anche se qualcuno ha pensato di far comparire sui muri della città scritte “Rossa infame” e a favore di esponenti delle Brigate Rosse.

Ricordo ancora con emozione il giorno 24 gennaio 1979 e il dolore condiviso con la famiglia di tutti i comunisti, i poderosi funerali con il Presidente della Repubblica, il partigiano Sandro Pertini, e una folla immensa a testimoniare che si doveva continuare a difendere, anche contro i terroristi rossi, i valori della libertà e della democrazia, insegnati dalla Resistenza.uccidete Guido Rossa

democrazia in pericoloRossa, obbedendo alla sua coscienza morale e alla sua consapevolezza politica, aveva denunciato un operaio postino di volantini BR in fabbrica e per questo è stato ucciso all’alba di quel giorno di gennaio quando l’operaio uscì di casa per andare in fabbrica. I due colpi mortali furono sparati da Riccardo Dura, che fu ucciso circa un anno dopo, nel corso dell’irruzione dei carabinieri del generale Carlo Dalla Chiesa nel covo di via Fracchia a Genova.  Dopo la morte di Guido Rossa il Pci e la CGIL collaborarono con le istituzioni contro i terroristi.

Per ripercorrere i fatti risulta illuminante il libro di Massimo Razzi e Donatella D’Alfonso Uccidete Guido Rossa (Castelvecchi) arrivato in libreria in questi giorni, che segue quello del 2006 della figlia Sabina e di Giovanni Fasanella Guido Rossa mio padre (BUR).Guido Rossa mio padre

Oggi non si deve ricordare l’uccisione, ma il coraggio individuale per il bene collettivo del compagno Rossa, la sua coerenza politica e democratica. Era un rappresentante sindacale che temeva il “contagio” dei suoi compagni operai da parte del terrorismo, già responsabile del delitto Moro.

Il suo gesto e, purtroppo, la sua morte sono stati il segno di una svolta nella consapevolezza del movimento operaio, come registrarono correttamente le informative del dossier USA coordinato dall’ambasciatore in Italia Richard Gardner: “Oggi i comunisti possono contare su un simbolo, un martire nazionale per costruire un vantaggio psicologico e politico di grande importanza”, distanziandosi ulteriormente dal terrorismo.

Gli uomini dell’ambasciata americana, colpiti dalla presenza del presidente della Repubblica ai funerali, si interrogarono con preoccupazione sugli scenari che si potevano aprire in Italia, paese cardine dell’alleanza Nato con gli USA, che avrebbero potuto dare una nuova legittimazione all’opposizione come anticamera di un governo di emergenza riproponendo l’alleanza DC-PCI. E rilevarono anche che tra i partecipanti al funerali si era alzato il grido “Via via i servi della Cia”.  Francescopaolo Palaia, nel volume appena uscito Una democrazia in pericolo. Il lavoro contro il terrorismo 1969-1980 (ed. Il canneto), ricostruisce minuziosamente quegli eventi sui documenti dei protagonisti.

 

 

Tags: Genova, terrorismo, operai, comunismo, servizi segreti americani, sindacato Cgil

 


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