ULISSE SULLE COLLINE

Poesia, natura, musica, arte

XXVI edizione

Sabato 25 maggio 2019 - ore 15

Vinchio

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Lavoro, non sussidio

di: Gianni Dapavo

Per come è stato formulata la misura  di reddito di cittadinanza non è altro che un sussidio temporaneo di disoccupazione con un certo guadagno per le imprese: in pratica un Jobs act 2. La filosofia è la stessa: come aiutare la flex-security senza usare la leva fiscale a fini redistributivi.

Il 2018 è stato un anno orribile per il reddito di cittadinanza, ritirato in quasi tutti i Paesi che lo avevano sperimentato per via di costi insostenibili se non sono accompagnati da adeguate politiche redistributive.

I sostenitori del provvedimento dicono che aiuterà a combattere la povertà dando alle persone la flessibilità di trovare lavoro e rafforzare la loro rete di sicurezza, per i detrattori favorisce l’ozio a spese di quanti lavorano. Il sussidio di disoccupazione è stato introdotto per la prima volta in Danimarca nel 1899 come strumento di flex-security, che coniuga flessibilità e sicurezza, ma ha costi elevati che può supportare solo una forte politica fiscale come quella danese.

Il problema non è che il mercato del lavoro è troppo rigido, è che non c’è abbastanza domanda. Nonostante i centri per l’impiego, i programmi di formazione e i sussidi all’occupazione, l’ispirazione è la stessa del “Jobs Act” renziano: più flessibilità dovrebbe portare maggior competitività e in definitiva a più PIL ed occupati,  ma ciò che non era vero per il vecchio governo non diventa verità con il nuovo.

Il sussidio temporaneo di disoccupazione è, dunque, una misura neoliberista, mentre il reddito di cittadinanza dovrebbe essere coniugato a una più equa politica fiscale. Sarebbe meglio istituire il “lavoro di cittadinanza” (lo Stato diventa “datore di lavoro in settori di alto valore sociale: terzo settore, assistenza a categorie deboli, ecologia e biodiversità, cultura e ambiti non direttamente profittevoli, mantenendo  la domanda e la produzione ad un livello stabile.

Ormai da 30 anni la rivoluzione tecnologica 4.0 ha prodotto due fenomeni nuovi, su cui il sussidio temporaneo e il Jobs Act non intervengono:  1) la crescita senza lavoro, perché sono i robot a produrre e  le persone, pur lavorando, hanno un reddito così basso da diventare poveri, 2) la classe media va scomparendo e la distribuzione del reddito si polarizza sempre più sui ricchi sempre più ricchi. Invece gli aumenti di produttività dovrebbero essere accompagnati da corrispondenti aumenti di domanda e dalla riduzione degli orari di lavoro a pari stipendio così da ridistribuire il benessere economico.

 

 

Tags: povertà, lavoro, reddito di cittadinanza, ricchezze

 


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