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Disabili: il Papa contro i pregiudizi

di: redazione

Nel giornata internazionale della disabilità Papa Francesco ha inviato un messaggio ricco di significato, soprattutto per sconfiggere i pregiudizi, affermando che è doveroso riconoscere la dignità alle persone di ogni età, soprattutto anziani, che a volte possono anche essere considerati “presenze ingombranti”.

“Occorre”, ha detto il Papa, “accompagnare le persone con disabilità in ogni condizione di vita, avvalendosi anche delle attuali tecnologie, ma senza assolutizzarle; con forza e tenerezza farsi carico delle situazioni di marginalità”. Ha quindi auspicato una partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. Quel cammino insieme, esigente e anche faticoso, “contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irrepetibile”.

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Giovani in Italia e America Latina

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

I diritti umani

Oltre alla Bolivia anche la Colombia è messa a ferro e fuoco tra manifestanti e le polizie coadiuvate dall’esercito. Sono in maggioranza giovani, studenti e non studenti, che scendono nelle piazze, nelle vie delle città colombiane.

In Nicaragua continuano le manifestazioni, cortei cittadini, prevalentemente giovani studenti, rifugiati nelle chiese, che protestano contro Ortega e la moglie Murillo (vice presidente della repubblica). In Bolivia continuano gli scontri nelle strade con morti e feriti.

In Argentina gruppi non organizzati prendono d’assalto supermercati e negozi.

In Equador, nell’ottobre 2019, gruppi etnici indigeni si sono mossi verso la capitale Quito contro il Governo di Lenin Moreno.

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Il manifesto delle Sardine

di: redazione

«Benvenuti in mare aperto.

Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita.

Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla.

Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare.

Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara.

Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete.

Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare.

Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. È stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi.

Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto.

 

Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie.

Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare.

Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perché siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo.

Vi siete spinti troppo lontani dalle vostre acque torbide e dal vostro porto sicuro. Noi siamo sardine libere, e adesso ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto.

È chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi, è un pesce. E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare.

 

Firmato: 6000 sardine»

Ciascuno li udiva parlare nella propria lingua

di: Maria Letizia Viarengo

Un Convegno interessante e riuscito quello di sabato 16 novembre tenutosi al Centro Culturale San Secondo, sul tema dell’immigrazione e delle sfide pastorali. La scelta della Diocesi di fermarsi e riflettere rappresenta la volontà di capire, aprire e intraprendere percorsi verso nuovi scenari vicini e lontani. E’ anche segno della volontà di ripartire dalla comprensione e dalla conoscenza della realtà, per realizzare interventi pastorali mirati e significativi in questo nostro tempo.

Il Vescovo Marco Pastraro, fin dalla sua nomina, ha manifestato l’intenzione che tutta la Diocesi collaborasse almeno su un progetto comune: sabato e nei mesi di preparazione è accaduto esattamente questo: uffici e commissioni si sono ritrovate in questo comune progetto.

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Morales in esilio

di:  Willy Rizzolari dal Costarica
«Bisogna pensare a modelli diversi di società rispetto al capitalismo. Non è accettabile che nel XXI secolo alcuni paesi e multinazionali continuino a provocare l'umanità e cerchino di conquistare l'egemonia sul pianeta. Sono arrivato alla conclusione che il capitalismo è il peggior nemico dell'umanità perché crea egoismo, individualismo, guerre mentre è interesse dell'umanità lottare per cambiare la situazione sociale ed ecologica del mondo.» Evo Morales (primo presidente della Bolivia di famiglia inigena).

Evo Morales, con un risultato elettorale presidenziale a suo favore del 20 di Ottobre, ma contestato da alcuni organismi internazionali, tra questi l’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), dopo aver accettato una nuova tornata elettorale, ha deciso di lasciare il Paese, Bolivia, e rifugiarsi in Messico. Rinuncia quindi alla presidenza e viene accolto, nel Paese del Nord Latino Americano, come esiliato politico. Nel frattempo polizia e militari si uniscono (rieccoli) in un solo blocco armato occupando strade e luoghi pubblici per “ristabilire l’ordine” e decretare il coprifuoco.

In un messaggio diffuso dai social, Morales esprime la sua “gratitudine al governo e al popolo messicano per accoglierlo per salvagli la vita. Addolorato nell’abbandonare il suo Paese per ragioni politiche è però sempre pronto a riaccendere la lotta politica con più forza e energia”. Oltre a Evo Morales 20 tra funzionari e legislatori hanno trovato asilo nell’Ambasciata messicana nella capitale, La Paz.

Dalle terre comunitarie degli altipiani, dalle terre orientali tropicali, dalle foreste tropicali, gruppi indigeni delle 40 etnie che vivono nel Paese, (molti di questi nel 1990 hanno partecipato alla “ marcia per il territorio e la dignità”), contadini delle pianure dello Stato Plurinazionale della Bolivia, si stanno mobilitando in direzione della città dell’altopiano, oltre i 4000 m., El Alto, seconda città con maggior popolazione, in appoggio a Morales.

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Ciascuno li udiva parlare nella propria lingua - migrazioni e sfide pastorali

di: redazione

CONVEGNO DIOCESANO

CIASCUNO LI UDIVA PARLARE NELLA PROPRIA LINGUA
MIGRAZIONI E SFIDE PASTORALI

Sabato 16 novembre 2019 – Centro Culturale San Secondo – Asti

IL PROGRAMMA:
Ore 9.30: Preghiera iniziale e saluto del Vescovo
Ore 10.00: “L’invasione che non c’è. Immigrazione e società Italiana” intervento di Maurizio Ambrosini, sociologo, Università di Milano. Segue dibattito
Ore 11.30: Pausa
Ore 12.00: “L’impatto delle migrazioni sulla pastorale diocesana” interventi introduttivi dei tre delati pastorali: d. Antonio Delmastro (settore evangelizzazione), d. Simone Unere (settore liturgia), d. Dino Barberis (settore testimonianza della carità)
Ore 12.45: Pranzo (occorre prenotazione)
Ore 14.30: Laboratori pastorali per progettare il futuro (occorre iscrizione)
Ore 16.30: Conclusioni

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Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia: Amnesty e la mostra “Il diritto di crescere”

di: redazione

In occasione del trentennale della “Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, il gruppo astigiano di Amnesty International organizza per la “Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia” la mostra: “Il diritto di crescere” Mercoledì 20 novembre, dalle ore 16.00 alle ore 19,30 presso il Centro Culturale San Secondo, via Carducci 24/26, Asti. 

La mostra rappresenta e descrive i principali articoli della Convenzione, un documento molto importante in cui, per la prima volta, le bambine e i bambini sono considerati come cittadini capaci di avere opinioni e di prendere decisioni e non solo come persone che hanno bisogno di assistenza e protezione.

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Il gelo morale e culturale

di: Laurana Lajolo

Avevo otto anni quando ho visto per la prima volta le fotografie dei sopravvissuti dei Lager e mi aveva colto un gelo interiore, che ho riprovato in seguito, leggendo e ascoltando testimonianze, vedendo film, sentendo sproloqui antisemiti e razzisti. Quel gelo veniva da un rifiuto morale prima che culturale e storico.

Ma la prima volta che mi sono scontrata con un’affermazione antisemita fu al liceo Beccaria di Milano. Nella mia classe di prima liceo, nel banco davanti a me, sedeva Gaudia Guastalla, una ragazza brillante e molto socievole. Nessuno di noi aveva mai fatto caso al suo cognome, ma un giorno, tornando dai bagni durante l’intervallo Gaudia aveva le lacrime agli occhi e il viso arrossato e indurito. Nei bagni aveva letto una scritta contro gli “sporchi ebrei”. Ebbe la forza di raccontarci la storia della sua famiglia, scomparsa ad Auschwitz. Si erano salvate solo lei e la sorella che avevano trovato un rifugio in Svizzera. Facemmo subito un giornale di classe e raccontammo a tutti gli studenti quella storia, che suscitò unanime solidarietà.

Ma l’antisemitismo e il razzismo di matrice fascista riemerse più volte nell’Italia democratica, sempre condannato e rifiutato con larga partecipazione di politici, intellettuali e della popolazione.

Ora il clima politico e sociale è molto diverso: è “consentito” scrivere e gridare slogan infami con reazioni convinte e altre formali, perché non si fa nulla di concreto, nonostante la legislazione vigente consenta interventi significativi. Dopo venti anni di giornate della memoria mi pare che sia più diffusa l’ignoranza che la conoscenza e questo mi fa molto riflettere su come anche un dramma come la Shoah possa diventare una “ritualità” una volta all’anno, mentre si dovrebbe ampliare e approfondire lo studio della storia e la diffusione della cultura dei diritti umani.

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Il manifesto dei cattolici

di: redazione

Alcune personalità cattoliche del mondo politico e culturale, riuniti nella Rete bianca, renderanno pubblico alla fine di novembre il “Manifesto per il pensiero forte”, rivolto a credenti e non credenti, con riferimento ai principi della Costituzione, del pensiero sociale e della Chiesa e delle dichiarazioni dei diritti dell’uomo.

Nella premessa si leggono forti critiche ai partiti inesistenti e in particolare all’estremismo di Salvini, mentre Forza Italia è destinata al tramonto, il Pd è spostato su posizioni di sinistra senza possibilità di confronto e Renzi ha fatto un’operazione verticistica, che rappresenta, comunque, un passo avanti nel riformare la politica.

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Il pendolo dell'America Latina

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

Con il pensiero torniamo un attimo indietro di 30 anni (’80-’90) e proviamo a ricordare come la ricerca di una “terza via” fosse un cammino “sperimentale” con una serie di complessi cambiamenti nell’ordine dell’economia, con conseguente riorganizzazione delle forze politiche, dei partiti. In quegli anni intere popolazioni animarono una “spinta propulsiva” verso la democratizzazione delle riforme economiche, l’avvio di politiche che affrontassero le disuguaglianze, la denuncia della rampante corruzione, la crudele insicurezza delle cittá e l’ammodernamento degli Stati.

Questo millenio si presenta con le continue oscillazioni di un pendolo ideologico tra le categorie di “destra” e di “sinistra”. Sull’onda “della lunga notte neoliberale nascevano Governi di “sinistra” che radicalmente rifiutavano l’influenza degli Stati Uniti sui mercati (neoliberismo e Chicago boys) e i principali rappresentanti politico-governativi erano: Chaves, Morales, Ortega, Correa. Un’altro tipo di governo era rappresentato da una “sinistra riformista-progressista”, il cui potere governativo veniva guidato da: Luis Ignacio Lula da Silva, Néstor Carlos Kirchner, Cristina Elisabet Fernández de Kirchner, rispettivamente Brasile, Argentina. I Governi di altri Paesi come Uruguay e Cile, non rappresentavano problemi di instabilitá democratica.

Dall’inizio della prima decade di questo millennio i Governi sopra ricordati sono avviati a una progressiva erosione politico-ideologica. La caduta dei prezzi delle materie prime, la corruzione dilagante, la massiccia presenza del traffico di sostanze stupefacenti con il naturale sbocco nella violenza e del crimine organizzato e l’intervento degli Stati Uniti nelle politiche economiche (fra tutte l’embargo in Venezuela), hanno fatto risuscitare una “vecchia destra”. E questa vecchia destra populista non perde l’occasione, ritorna a governare in Cile, Brasile, Argentina, Colombia, El Salvador.

Si affranca ideologicamente, pur nella sua base politica debole, l’oscurantismo della secolarizzazione politica in materia di diritti umani, le disuguaglianze economiche, soprattutto l’incremento delle disuguaglianze etniche, lo stato di insicurezza urbana cittadina, il conservatorismo economico, la totale chiusura al dialogo con le opposizioni e le rappresentanze sociali.

In questi giorni si affacciano indicatori politici che prospettano una presenza di nuovi movimenti di “sinistra-progressista”, ancora una volta siamo di fronte all’oscillazione del pendolo. Per come la stampa internazionale interpreta questa oscillazione non mi é dato capire. In particolare la CNN, continua a vedere solo problemi fondamentali in Bolivia, Nicaragua, Cuba e Venezuela. Negli ultimi giorni hanno aperto un acido “ritornello” critico sulla Bolivia e sul risultato elettorale. In compenso non accennano alla politica armamentista, guerrafondaia, commerciale, finanziaria degli Stati Uniti di America e criticano quello che succede in un altro Paese del sud, Cile, dove si sta bene economicamente (sic).

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Il Memorandum Italia-Libia. Traffico di migranti e di petrolio

di: redazione

Il Memorandum Italia-Libia stipulato il 2 febbraio 2017 riconferma, dopo primo patto del 2008 tra il governo Berlusconi e Gheddafi, la cooperazione tra i due Paesi “nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere”. Il  Memorandum non è mai stato votato dal Parlamento italiano.

Per non far partire i migranti l’Italia finanzia con milioni di euro il governo di Al Serraj contro le truppe di Haftar, ma anche i clan libici.

Il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo ha documentato che Bija, il capo della Guardia costiera libica, finanziata dall’Italia sulla base del Memorandum, sarebbe un importante trafficante di uomini e che si è anche incontrato con personalità italiane nella sede el Ministero dell’Interno. Scrive Scavo: “Ogni conflitto ha il tariffario. In Libia si paga nella valuta sudicia dei diritti umani calpestati, in quella sporca del petrolio contrabbandato a tonnellate verso un’Europa che lascia sbarcare i barili di frodo, ma abbandona in mare i naufraghi”.  Milioni di euro vanno ai capi milizie di Al Serraj per fermare l’avanzata elle truppe di Haftar, in particolare alle brigate Nasr, clan a cui appartiene Bija.

E il giornalista aggiunge: “Un cortocircuito che mostra come Tripoli sia diventato un labirinto senza uscita per i governi europei che finanziano indirettamente i clan libici”, con un “accordo” dell’estate scorsa che deve rimanere “segreto di Stato” per non portare pregiudizio ai rapporti tra Stati e alle relazioni internazionali.

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Il dirittto alla memoria onesta

di: Lettera aperta di Maurizio Verona sindaco di Stazzema

Cara cittadino, caro cittadino, mi capita spesso di affidare a questo spazio le riflessioni su quanto accade in Italia, ma non solo. Questa volta lo faccio per discutere della risoluzione approvata dal Parlamento Europeo che equipara di fatto nazismo e comunismo. Qui non si tratta di difendere regimi totalitari che ovviamente condanniamo, regimi in pieno e palese contrasto con i principi di libertà, come furono quelli dei tanti fascismi europei, primo quello italiano che fece scuola agli altri, del nazismo, dell’Unione Sovietica stalinista, quanto un principio fondamentale per cui la storia non viene riscritta dagli organi rappresentativi della politica.

Scrivere che la Seconda Guerra Mondiale derivò dal Patto Molotov Ribbentrop del 23 agosto 1939, è una affermazione da lasciare agli storici, comunque, parziale rispetto al fatto che storicamente si attribuisce alla battaglia di Stalingrado il momento della svolta della Seconda Guerra Mondiale stessa o che furono i Sovietici a liberare Auschwitz o giungere per primi a Berlino e a pagare un tributo di 20 milioni di vittime nel conflitto.

Ci furono comunisti, ma non solo, in Europa che assieme ad altri oppositori ai regimi fascisti e nazisti tennero viva negli anni ’30 l’idea della speranza di un futuro di una nuova civiltà, ci furono i comunisti a partecipare con gli altri oppositori alla guerra di Liberazione e alla scrittura della nostra Costituzione. Ci furono comunisti in Europa uccisi dai regimi che essi stessi avevano sostenuto quando non furono più in linea con le idee del Capo. Riconoscere i crimini, le privazioni della libertà delle dittature in molte parti dell’Europa e del mondo, non significa mettere tutte le ideologie sullo stesso piano, cosa che porta invece, ad una confusione tra chi fu carnefice e le vittime ed oppositori del carnefice. Una confusione che non aiuta a crescere l’Europa.

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Aggiornamenti su Cuba

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

A suo modo, Cuba continua a funzionare nonostante la recrudescenza dell’embargo economico, commerciale e finanziario degli USA.


> Economia: lo scorso 16 ottobre sono state annunciate due nuove misure economiche che entreranno in vigore a partire dall’ultima settimana di questo mese. Verranno autorizzati gli acquisti di elettrodomestici, ricambi automobilistici e altri beni in divisa convertibile. Per gli acquisti, in oltre 70 negozi autorizzati, verranno utilizzate le carte di credito internazionali (VISA, MASTER CARD) e Nazionali AIS. I residenti permanenti in Cuba potranno aprire un C/C in USA$ e ricevere una carta di credito presentando la carta d‘identità. L’impresa statale continuerà ad avere un ruolo determinante sull’importazione di beni effettuati da privati anche come singole persone. Per coloro che realizzano gli acquisti via internet con pagamenti internazionali indicheranno il nuovo c/c sul quale verrà effettuato il pagamento.

Verranno create zone “speciali” per il deposito doganale, si avvierà la vendita dei beni elettronici e meccanici (TV, ciclomotori elettrici, apparecchi per l’aria condizionata, ecc.), sono previste esonerazioni, parziali o totali dei diritti d’imposta doganali per ridurre del 50% i costi logistici e della distribuzione.

Lo spirito di queste misure é orientato a dinamizzare il consumo interno, potenziare l’industria nazionale, creare occupazione, migliorare i servizi e rianimare l’industria manifatturiera.

 

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Le buone intenzioni cosí come i buoni propositi non bastano

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

Dal Web leggo con attenzione gli articoli del giornale torinese per la pagina di Asti. Tra i piú recenti articoli il “Piano sul Traffico”, le riflessioni del PD astigiano per un “Progetto sulla mobilitá” e i “Dati riportati dal rapporto annuale “Mal’aria” di Legambiente, nel 2018”.

Sono tre argomenti di discussione che si presentano tardivamente in Asti con connotati da forza dirompente per la politica pubblica sulla Cittá, per le scelte orientate al futuro e alla qualitá della vita cittadina. Non mi sento animato dalla discussione sulla legittima polemica sul “buco” in Piazza Alfieri (polemica vecchia d’altro secolo: di quasi 40 anni), cosí come non mi soffermo sulla questione “salute” (di particolare attenzione del PD) e riconosco di non essere in possesso di informazioni fisico-tecniche piú dettagliate in grado di esprimenre un giudizio appropriato sulla denuncia preoccupante di “inquinamento” di Lega Ambiente.

Per un “Piano per la Viabilitá” mi preme esprimere un punto di vista su un tema fondamentale che per la sua particolaritá, spesso e volentieri, non si prende in considerazione: l’utenza anziana, diversamente abile e/o di basso o nullo reddito. Con l’animo di non deviare l’attenzione, non entro nella discussione filosofica o sociologica per argomentare sulla solidarietá o i modi di dire della “gente per bene”: “.. i piú fortunati che aiutano i meno fortunati”. Credo di poter affermare che da sempre e in particolare negli ultimi anni gli utenti del servizio pubblico di trasporto urbano (autobus ASP) tendono ad essere le persone con meno risorse economiche. Se é opportuno e conveniente avviare una politica della viabilitá urbana capace, oltre che ampliare le aree pedonali, allargare le ZTL, estendere le Ztm, proibire la cicolazione di veicoli con limitazioni strutturali e sue deroghe, ecc.ecc. (meglio di me sanno indicare i tecnici), si sappia pure generare una proposta viabile moderna per chi oggi é adolescente e potrá arrivare all’anno 2070 e oltre, e per chi oggi vive nella terza o quarta etá (quest’ultimi come cittadini d’oro).

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Cosa fa il giornalista?

di:  Laurana Lajolo

Incontro con Giovanni Minoli

Nella cornice dell’affascinante giardino di Palazzo Crova a Nizza Monferrato è avvenuto il 29 agosto, nell’ambito del Festival “Attraverso”, un incontro molto piacevole perché molto intelligente con Giovanni Minoli. Minoli non ha nascosto la sua simpatia per la personalità politica di Craxi, che, a suo dire, gli è costato l’allontanamento dalla Rai dopo Tangentopoli, ma è rimasto un sostenitore convinto del servizio pubblico al cittadino, che viene considerato dalle tv commerciali semplicemente un “consumatore”.

Raccontando la sua carriera, Giovanni Minoli mi ha fatto misurare la differenza tra un cronista e un giornalista, tra un estensore di comunicati stampa e un elaboratore di notizie.  

Minoli ha innovato il giornalismo televisivo con “Mixer”, programma molto seguito anche per la sua capacità di fare interviste interessanti e laboratorio di giornalisti come Bianca Berlinguer e Milena Gabanelli.

Con “La storia siamo noi” ha messo a punto una modalità originale di fare divulgazione storica con una ricaduta sull’attualità. Con “Quelli della notte” ha studiato, insieme ad Arbore, una nuova formula dello spettacolo di intrattenimento con personaggi che rispecchiavano le caratteristiche delle diverse regioni italiane e con un’improvvisazione di conduzione del tutto studiata.

Dopo l’uscita dalla Rai, ha progettato e seguito la sceneggiatura di “Un posto al sole”, la soap opera più fortunata, nelle cui vicende e nei protagonisti. gli spettatori  riconoscono se stessi e le loro esistenze A questo proposito Minoli ha tenuto a sottolineare come la produzione culturale di quel programma abbia aiutato lo sviluppo dell’occupazione a Napoli (sede del centro di produzione) più che insediamenti industriali. Utilizzandosi le peculiarità creative ed espressive della città, si sono formate nuove professionalità nel campo dello spettacolo televisivo.

La televisione quindi deve raccontare e interpretare situazioni e evoluzione dei costumi della società, non per favorire l’evasione, ma per aiutare la comprensione della realtà, facendo perno sulle emozioni e anche sul divertimento.

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La mimica dei politici

di: redazione

Gabriele Romagnoli su Repubblica del 22 agosto ha tracciato una divertente descrizione delle “facce della crisi”, viste all’uscita dall’udienza dei partiti da Mattarella.

► GIORGIA MELONI definita una donna solo al comando con due dioscuri alle spalle, forse i fratelli d’Italia. “Ci mette energia soprattutto sulle sillabe finali, accentate per regola o per forza. Si guarda intorno, sgrana spesso gli occhi sul viso pallido di chi, a differenza d’altri, non è tornato dalle ferie. Comunica ansia di entrare finalmente nella stanza dei bottoni”.

►NICOLA ZINGARETTI debutta al Quirinale accompagnato dalla sua squadra per dare l’impressione di coesione, ma annota Romagnoli: “Del segretario PD tutto si può pensare fuorché esista nella sua famiglia un dna da attore. Gli manca persino la seconda espressione di Clint Eastwood con il cappello”.

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Il ritorno di Renzi

di: Marco Castaldo

Renzi non ha mai smesso di essere il segretario del Pd, lo stiamo vedendo in questi giorni. Ieri, con la naturalezza del leader, Renzi ha addirittura indetto una conferenza stampa per spiegare la sua posizione e la sua proposta nei confronti del movimento 5 stelle. Tanti si sono chiesti con quale autorità lo abbia fatto, visto che formalmente non è più lui il segretario del partito, ma in realtà tutti noi abbiamo sempre saputo che Zingaretti non era altro che un personaggio di rilievo basso, probabilmente voluto dallo stesso Renzi e dai suoi uomini, un segretario pro tempore in attesa del risveglio del capo assoluto.

Purtroppo questo è il risultato della evidente e tragica incapacità del Pd di fare i conti con il proprio passato, con i propri errori. Aver abdicato i propri principi fondanti per aprire la strada ad un liberismo perverso e incontrollato rappresentato perfettamente dalla figura di Matteo Renzi, uomo solo al comando che con il suo sfrenato attivismo ha inebriato la sinistra radical-chic dei quartieri ricchi delle grandi città, dimenticando ed abbandonando il popolo delle periferie che, vistosi perduto si è lanciato nelle braccia accoglienti e mortali della destra più becera.

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Errori agostani di Salvini

di: Laurana Lajolo

Per più di un anno giornalisti e commentatori hanno considerato Salvini un abile politico perché sapeva trascinare le folle con lo show dei selfie e con discorsi virulenti fino alla volgarità. Negli ultimi giorni ha, invece, cominciato a sbagliare le mosse e avvilupparsi nelle sue stesse contraddizioni. Ha sbagliato tempi e modi. Ha fatto la crisi proprio quando la maggioranza del Parlamento aveva votato sul TAV con la Lega, isolando il M5S, forse pensando di essere solo in campo o meglio sulle spiagge.

Per un anno il leader della Lega si è creduto l’unico in grado di comandare, forte dei sondaggi, fino a chiedere pieni poteri e a dichiararsi pronto a tutto. Ha fatto la crisi di governo, illudendosi di decidere lui anche la data delle elezioni, dimostrando di non averi imparato le regole costituzionali. Salvini è in politica da tanto tempo, ma una delle sue caratteristiche è quella di non frequentare i luoghi istituzionali, né quando faceva il consigliere comunale a Milano né quando era al Parlamento europeo e neppure da ministro. Gli piace stare tra la massa dei suoi elettori e dei curiosi che gli stanno intorno. Il suo più grande errore politico è stato quello di non votare la presidente della Commissione europea e di bruciare così la candidatura di Giorgetti, importante esponente del suo partito, a commissario europeo. Secondo me è in quel momento che la Lega ha deciso di fare la crisi di governo. Se ricordate, Giorgetti, dopo che aveva dichiarato il ritiro della sua candidatura, aveva avuto un incontro con Mattarella, non pienamente giustificato dal punto di vista istituzionale. Evidentemente ha avvertito il Presidente che l’esperienza di governo era finita.

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Famiglie di tutti i colori

di: Associazione Mamme per la Pelle

Se tu e/o i tuoi figli avete subito atti discriminatori o di razzismo, puoi inviarci una segnalazione, anche in forma anonima, a questo indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Aiutaci a raccogliere testimonianze, raccontaci la tua storia. Vogliamo creare una raccolta, fondamentale per comprendere come sia aumentato il fenomeno del razzismo in Italia.

Mamme per la Pelle è un’associazione culturale nata il 30 novembre 2018 per svolgere attività dirette a creare e rafforzare una rete organizzata di madri con figli che possano subire discriminazioni per le loro origini ed il loro diverso colore della pelle. Lavoriamo insieme non solo per sostenere le famiglie che si rivolgono a noi, ma anche per promuovere la serena convivenza multietnica, contribuire ad innalzarne e custodirne il patrimonio culturale, educando i cittadini alla promozione dello stesso e a tramandarlo alle generazioni future.

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Codice rosso

di: Luisa Rasero, donne CGIL Asti

La legge “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizione in materiai tutela delle vittime (in vigore dall’8 agosto), detta Codice Rosso, a mio giudizio contiene i seguenti PUNTI POSITIVI:

● si velocizzano i tempi per le denunce per violenze di genere e reati similari, parificandoli a reati di mafia o terrorismo ecc.;

● si impone una formazione specifica per le forze dell'ordine;

● in genere si prevede maaggior severità nel colpire questi tipi di reati e anche nelle previsioni di libertà condizionale;

● si individuano reati nuovi: il divieto di avvicinamento (il divieto c'era già ma adesso hanno previsto sanzioni), il matrimonio forzato, il revenge porn (le immagini che girano su internet), il danneggiamento del viso (le lesioni con l'acido), la violenza assistita (i minori che assistono alle violenze sono considerati parte lesa);

● si aumentano i fondi per gli orfani dei femminicidi;

● si istituisce il diritto della vittima ad essere informata quando il suo persecutore esce dal carcere;

● si aumenta il tempo entro il quale si può denunciare una violenza sessuale.

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Boris Johnson il politico “arruffato”

di: Angela Napoletano

Gli amici che lo conoscono da quando era ragazzo dicono che Boris Johnson, al secolo Alexander Boris de Pfeffel Johnson, ha sempre avuto quel vizio, che ormai tutti conoscono, di scompigliarsi volontariamente i capelli. Quando andava a scuola lo faceva, appositamente, ogni volta prima di entrare in classe perché, dicono, quell’aria apparentemente sciatta e scanzonata lo aiutava a stemperare nell’ironia i suoi numerosi difetti. Bojo, come lo chiamano i suoi supporter, continua intenzionalmente a spettinarsi il ciuffo biondo ancora a oggi, a 55 anni, mentre varca la soglia di Downing Street nelle vesti di nuovo premier.

Il platino della chioma arruffata sembra che lo abbia ereditato dal bisnonno, Ali Kemal, un giornalista turco, ministro del sultanato ottomano negli anni precedenti alla caduta dell’impero, sposato a un inglese. Dal nonno Wilfred, pilota della Royal Air Force che secondo la biografia di Andrew Gimson si è schiantato durante un’esibizione aerea mentre cercava di impressionare la moglie che lo guardava da terra, deve aver preso l’esibizionismo plateale. Quello che, per esempio, lo ha ispirato a lanciarsi con la teleferica su Victoria Park durante le Olimpiadi del 2012 finendo rovinosamente appeso, a causa di un guasto con tanto di bandierine inglesi sventolanti.

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Il nuovo leaderismo

di: Carlo Galli, politologo

La prima novità è nella ricerca del consenso: il nuovo leader costruisce un rapporto diretto con i cittadini in virtù dell’accresciuta potenza dei mezzi di comunicazione, dalla tv ai social media, non interpreta ma ha una società pulviscolare, un’ideologia, una narrazione, o storytelling, preparata dai suoi spin doctor, non si rivolge a gruppi sociali strutturati, a realtà collettive, ma a un popolo di individui isolati uniti quasi solo da rancori e paure (il populismo, con la sua contrapposizione tra un Noi buono e un Loro cattivo, è una componente essenziale del nostro leaderismo) e parla a ciascuno di essi, estraendo da ciascuno i timori e le speranze più elementari e offrendo identità e protezione. (…)

La passione politica socialmente organizzata è sostituita dalla sentimentalizzazione soggettiva, il ragionamento dalla persuasione. Anche il “nazionalismo” promosso da alcuni nuovi leader (da Orban a Salvini) è piuttosto in realtà, la somma, transitoria, di individualismi egoisti.

La semplificazione del messaggio politico è poi ovvia: il linguaggio si banalizza, diventa più suadente e al tempo stesso più violento, si procede all’individuazione di nemici (di volta in volta i “comunisti”, i “vecchi”, i “migranti”) più che all’analisi di processi da comprendere e da gestire, soprattutto, il nuovo leader deve essere il più possibile simile ai cittadini e non dare l’impressione di essere superiore o estraneo a essi: la semplicità, il tratto popolare e al limite anche volgare, è un optional gradito (Trump, da questo punto di vista, è perfetto). Il nuovo leader non è un superiore onnisciente, ma un uguale vincente, attraverso la sua vittoria passa il riscatto di ciascuno dei suoi elettori. L’individuazione è individuale non collettiva.

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Il Monferrato e il Turismo

di: Mauro Carbone, direttore ATL Langhe Monferrato Roero

Monferrato emergente

Il Monferrato è una delle destinazioni emergenti nel panorama turistico italiano come dimostra il forte interesse di operatori e giornalisti coinvolti nei primi mesi del 2019 nei progetti promozionali avviati dalla ATL Langhe Monferrato Roero.

Gli ingredienti per un’offerta competitiva a livello internazionale ci sono tutti: la qualità del paesaggio, la presenza molto significativa di elementi storici ed artistici, l’autenticità dei luoghi, la forza dell’offerta enogastronomica. E’ il tipico bouquet di offerta che fino a qualche anno fa veniva catalogato come Italia Minore e che ora è sempre più vissuto come Italia Vera, dove le tracce della storia si mischiano con il carattere delle persone, la vocazione enogastronomica trova riscontro nel paesaggio rurale, la bellezza dei luoghi crea opportunità al turismo all’aria aperta.

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Asti pride

di: Patrizio Onori CGIL Asti Nuovi Diritti, Comitato Organizzatore Asti Pride

Lo abbiamo voluto, lo abbiamo fortissimamente voluto, ed il 6 luglio scorso ASTI PRIDE è diventata una meravigliosa realtà. In questi giorni ho incontrato molte persone che mi hanno detto: ”Non abbiamo mai visto Asti così bella!”  Lo credo anch’io, è stata una fantastica giornata di inclusione che ha reso più splendente la nostra città.

In questi mesi di duro lavoro organizzativo ci hanno chiamato schifosi, malati mentali, contro- natura, immondizia, indecenti e violenti. Ma ai pochi, pochissimi che hanno seminato odio, il 6 luglio abbiamo risposto con un bellissimo fiume colorato di persone. 8000 cuori, 16000 occhi pieni di gioia, amore e determinazione.

50 anni da in quella notte di New York allo Stonewall Inn decine di drag queens, transessuali ed omosessuali, hanno fatto una scelta irreversibile. Hanno scelto di riappropriarsi della loro vita, della loro identità, della loro dignità, dei loro diritti, della loro libertà. Il 6 luglio, come in ogni Pride, abbiamo rinnovato quella scelta ed abbiamo gridato ad alta voce contro chi vorrebbe farci tornare nella paura: non ce la farete! Saremo noi a vincere contro il vostro odio e la vostra violenza.

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Salvini come Sisifo

di: Laurana Lajolo

Nonostante le urla sui porti chiusi e sulle frontiere di terra da custodire a Salvini risulta impossibile fermare i flussi: vengono bloccate le navi di soccorso, ma non i barchini che non vengono neanche intercettati e da dove, se non annegano in mare, i migranti sbarcano senza grandi difficoltà e la rotta balcanica arriva in Friuli..

Elisabeth Wallace, docente di geografia all’Università del Quebec (Canada) ha documentato l’esistenza di settanta muri di confine già costruiti nei cinque continenti più sette in costruzione e ha dimostrato che quelle barriere “insormontabili” non funzionano. Se si pensa che durante la guerra fredda si contavano 15 muri di confine, sembra di essere entrati nella paranoia della sicurezza con una gara di emulazione tra autocrati e capi di stato a chi costruisce più “barriere di difesa”.

Ma perché non servono i muri? Gli esperti dicono che i muri sono serviti a poco durante le guerre e che oggi sono inefficaci essendo i movimenti migratori un problema globale e le persone, chiusa una rotta, ne cercano un’altra, anche correndo gravi rischi. Chi ha deciso di migrare, infatti, non inizia una crociera per porti sicuri, ma cerca di arrivare comunque in un posto economicamente migliore di quello che ha lasciato. Quindi i muri sono più che altro un atto propagandistico dei governi che non sanno come affrontare l’epocale questione migratoria, possono essere strumenti tattici con alti costi, ma non risolutivi dal punto di vista strategico. Indubbiamente, però, fanno effetto presso l’opinione pubblica, che ormai percepisce i migranti come pericolosi invasori e si sente confortata dalle dichiarazioni ossessivamente ripetute di quell’uomo “forte” che difende i confini, ma non riesce a contrastare una giovane capitana e una giovane magistrata.

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Meno lavoro per le donne

di: redazione

Il dossier sull’occupazione femminile Donne al lavoro: o inattive o part-time, redatto da Ministero del lavoro, ISTAT, INPS, INAIL e ANPAL, documenta la consistente disparità tra l’occupazione maschile e quella femminile. Vi è stato, infatti, un incremento di contratti part-time sul totale di tutta la popolazione, che ha colpito in misura maggiore le donne, soprattutto quelle con figli, e in misura ancora maggiore per i part-time involontari di persone costrette ad accettare contratti a tempo parziale pur volendo lavorare full-time.

Nel 2017 lavorava part-time il 40,9% delle mamme con figli in età compresa tra 25 e 49 anni, mentre la percentuale scende al 26,3% riferite a tutte le donne, mentre non supera il 10% per gli uomini.

Carenza di welfare

La causa principale dell’inattività o del part-time involontario delle donne pare risiedere principalmente nella carenza di welfare per l’infanzia: le donne madri hanno contratti più sconvenienti, che coprono in misura minore le spese per i contributi e che assicurano meno garanzie per il presente e il futuro. E lo Stato non fornisce aiuti.  

Per la cura dei figli  o di anziani le donne non sono retribuite per il lavoro che svolgono a casa.

Sono 433.000 in Italia le donne costrette ad essere “inattive” o a svolgere un part-time involontario, di loro il 24,6 % lo è/fa a causa della scarsità dei servizi per l’infanzia e per le persone non autosufficienti.

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Pride, Pillon e diritti. Incontro con Camusso, Cirinnà e Lerner

di: Ufficio Stampa Cgil Asti

La Cgil ha fatto ormai da tempo della lotta per la difesa dei diritti e per la conquista di nuovi diritti il fulcro della propria attività contro ogni forma di discriminazione, nei luoghi di lavoro come nella società. La Cgil di Asti è entrata nelle Rete regionale contro le discriminazioni e ha aderito all'Asti Pride che si svolgerà il 6 luglio prossimo ad Asti, promuovendo l’incontro “Il Pillon gonfiato”,

3 luglio alle ore 17 al Palco 19 di via Ospedale 19, ad Asti con Susanna Camusso, Monica Cirinnà, Gad Lerner.

«Abbiamo intitolato l’incontro “Il Pillon gonfiato” – sottolinea Luca Quagliotti Segretario Generale della Cgil di Asti - perché lo spunto della discussione partirà dall'ormai famoso disegno di legge presentato dal sen. Pillon, che tante critiche ha sollevato comprese quelle dell'Amministrazione Comunale astigiana. Un progetto di vera e propria persecuzione giudiziaria per le coppie che decidono di separarsi, un appesantimento della vita dei loro figli, una limitazione dell'azione dei giudici minorili».

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L'area del Prosecco nell'Unesco

di: Dante Schiavon

Come può essere considerata Patrimonio dell’Umanità l’area del Prosecco Docg, un’area dove insiste un’agricoltura “industriale”, monocolturale, intensiva, un’agricoltura che avvelena le acque di superficie e di falda, che disbosca, che fa terra bruciata di altre culture, fossi, siepi, prati stabili?
Ma davvero alle colline del Prosecco basta mettere su carta patinata le immagini, belle e circoscritte, della chiesetta di S.Lorenzo, di Rolle (luogo caro a Zanzotto) o del pentagono d’oro del Cartizze per essere considerate Patrimonio dell’Umanità?
Ma davvero i disboscamenti e i conseguenti trattamenti chimici delle viti, finalizzati ad una “proliferazione senza fine” delle superfici vitate e del business delle bollicine, possono essere considerati un Patrimonio dell’Umanità?

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L'odio via Web

di: Vox - Osservatorio sui diritti

Il progetto, ideato da Vox – Osservatorio dei diritti in collaborazione con Università Cattolica e Università Statale di Milano, La Sapienza di Roma e l’Università di Bari, ha prodotto la quarta mappa dell’intolleranza attraverso l’analisi dei contenuti di Twitter, che fotografa l’odio sul web.

La ricerca è stata condotta con algoritmi capaci di comprendere i contenuti che contengono parole sensibili e geolocalizzabili con bersagli migranti, donne, disabili, musulmani, ebrei, omosessuali. Sono stati presi in considerazione 215.377 tweet tra marzo e maggio 2019, in coincidenza con la campagna elettorale per le Europee. Di questi 151.783 sono negativi:

  • ● MIGRANTI 74.451 tweet negativi
  • ● DONNE 55.347 tweet negativi
  • ● MUSULMANI 30.387 tweet negativi
  • ● DISABILI 23.499 tweet negativi
  • ● EBREI 19.952 tweet negativi
  • ● OMOSESSUALI 11.741 tweet negativi

 Tra i bersagli anche Papa Francesco

 

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Rifugiati e Paesi ospitanti

di: Rapporto ONU- Giornata mondiale del rifugiato

► I dati del Rapporto annuale sui rifugiati nel mondo, curato dall’Alto Commissariato ONU, uscito il 20 giugno giornata mondiale dei rifugiati sono: 1) aumento dei rifugiati 70,8 milioni nel 2018, 2,3 milioni in più dell’anno prima. 2) 41,3 milioni sono ospitati in Paesi confinanti più sicuri di quelli di provenienza; 3) 25,9 milioni di rifugiati internazionali, 3,5 milioni richiedenti asilo, di cui 4 su 5 accolti da Paesi confinanti.

I Paesi che accolgono il maggior numero dei rifugiati nel mondo, l’84% del totale, sono: Turchia 3,7 milioni, Pakistan 1,4 milioni, Uganda 1,2 milioni, poi Bangladesh, Etiopia, Ciad, Yemen, che rappresentano il 13% della popolazione mondiale e 1,25% dell’economia globale. L’accoglienza grava su Paesi poveri. In Europa il Paese che accoglie di più è la Germania 1,4 milioni, in Francia 459mila, in Svezia 318mila.

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Consiglio superiore della Magistratura. La denuncia del consigliere Cascini

di: redazione

Il consigliere del Csm, Giuseppe Cascini, denuncia il danno di credibilità per la Magistratura come al tempo della Loggia massonica P2, con a capo Licio Gelli nella sua villa di Arezzo, che aveva iscritto alle liste coperte politici, magistrati, imprenditori, giornalisti. Afferma che si cercava di determinare le decisioni degli organi istituzionali con interventi di poteri occulti: "Come ai tempi della Loggia P2, si è cercato di alterare le decisioni del Csm attraverso legami di natura affaristica e occulta".

Vedi e ascolta l’intervista di Milena Minutoli su Rai news 24 del 5 giugno 2019.

La denuncia del consigliere Cascini segue al discorso del vicepresidente del CSM Ermini (il presidente del Consiglio è Sergio Mattarella)  e all’autosospensione  dei consiglieri Corrado Cartoni e Antonio Lepre, del presidente della Commissione Direttivi Paolo Criscuoli e Gianluigi Morlini, perché hanno partecipato a riunioni riservate con i deputati PD Luca Lotti  e Cosimo Ferri.

Indagine della Procura di Perugia

Lo scandalo prende origine dall’indagine aperta dalla Procura di Perugia nei confronti di Luca Palamara, membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che è accusato di corruzione per aver favorito la nomina di un magistrato “amico” degli avvocati alla procura di Gela. L’indagine è proseguita con la documentazione di incontri riservati del consigliere Palamara e dei membri CSM, attualmente autosospesi, con Lotti e Ferri per influire sulla scelta del successore del procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, andato in pensione.

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Da Welcoming Europe a Welcoming Asti

di: redazione

Giovedì 13 giugno dalle 18,30 in avanti presso il Foyer delle famiglie, in via Milliavacca 5 ad Asti, si presenta l'incontro aperto dal titolo “Da Welcoming Europe a Welcoming Asti: bilancio e prospettive di un anno in rete”.

Vi saranno alcuni interventi finalizzati a ripercorrere il cammino sin qui svolto e a tracciare le prospettive per il futuro, sarà presentato il “manifesto” della rete e le diverse iniziative promosse e/o cui si è aderito sino a oggi.

L’incontro sarà seguito da un“Apericena di condivisione” (per il quale è necessario segnalare la propria partecipazione entro mercoledì 12 giugno o via email o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/events/1049542211898309/).

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Cantone: decreto ferma cantieri

di: redazione

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, che non è stato ascoltato nelle Commissioni parlamentari, ha pubblicato un documento in 10 punti, in cui esprime molti dubbi sul Decreto sblocca cantieri del governo.

1) Le norme sono frammentate e poco chiare, di difficile applicazione.

2) Si sostituiscono le norme dell’ANAC con un regolamento generale da emanarsi in tre mesi, e se il governo non tiene i tempi cosa succede?

3) Con il Decreto il governo non rispetta gli impegni presi con l’Unione Europea per superare le procedure d’infrazione sugli appalti e i pagamenti dei debiti della P.A.

4) La riduzione a € 1.200.000 della soglia di appalto per la gara aperta crea complessità di una gestione trasparente e il criterio del massimo ribasso può andare a scapito della qualità dell’opera.

5) Si consente la procedura negoziata con soli 3 preventivi per appalti tra € 40.000 e 200.000, che può favorire offerte di comodo e abusi e manipolazioni.

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Elezioni europee e disabilità

di: Domenico Massano

In vista delle prossime elezioni europee, l’EDF (European Disability Forum) ha rivolto a tutti i candidati un appello strettamente correlato al “Manifesto sulle Elezioni Europee 2019 accessibili”: “Sei un candidato alle elezioni per il Parlamento europeo? Impegnati, firmando questo modulo, a promuovere e sostenere i diritti delle persone con disabilità”.

Diritti la cui piena esigibilità, in Italia e in Europa, pare ancora essere un miraggio, a partire dal diritto di votare proprio alle prossime elezioni europee, come evidenziato dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), nel recente rapporto “La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo”: “In ciascuno dei 27 paesi dell'UE vi sono leggi o disposizioni organizzative che escludono alcuni elettori con disabilità dalla possibilità di partecipare alle elezioni del PE. […] Milioni di cittadini dell'UE non hanno la possibilità di votare a causa di disposizioni organizzative (ostacoli tecnici) che non tengono conto delle esigenze derivanti dalla loro disabilità”.

Gli impegni da sottoscrivere proposti dall’EDF riguardano, in particolare, cinque aspetti che dovrebbero essere largamente condivisibili:

  • Elezioni europee pienamente accessibili e inclusive, affinché alle persone con disabilità sia garantito il diritto di voto e di candidarsi alle elezioni.
  • Una strategia europea sulla disabilità 2020-2030 completa e ben finanziata, concepita per attuare e monitorare l'implementazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
  • Finanziamenti UE per garantire pari opportunità e non discriminazione.
  • Un pilastro UE dei diritti sociali al fine di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie all'interno della società.
  • Un'Europa dei diritti umani, adottando una legislazione globale contro la discriminazione a livello dell'UE.

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Conad compra Auchan e Simply

di: redazione

Il consorzio dei dettaglianti CONAD è diventato il primo gruppo in Italia di ipermercati, supermercati e negozi di vicinato, con il 19% del mercato, davanti a Coop, acquistando Auchan Rateil Italia, inclusi gli esercizi a marchio Simply. Caso in controtendenza rispetto a vendite degli ultimi tempi di prestigiosi marchi che un’azienda italiana inglobi un’azienda francese. E i dipendenti delle due aziende? Conad ha 3300 punti vendita e 53.000 lavoratori e Auchan 1600 e 18.000 dipendenti. Ci saranno esuberi o si manterranno i livelli di occupazione? Per ora ci sono solo rassicurazioni generiche, ma questo è uno snodo fondamentale dell’operazione.

Se si valutano i fatturati si nota che qualcosa sta cambiando nella grande distribuzione, dove sono ancora importanti gli spazi occupati da marchi stranieri, come Lidl. Stanno calando gli utili degli ipermercati, mentre aumentano i profitti dei discount, quindi il mercato mostra i primi cenni di saturazione. E si dice che potrebbe essere venduto il complesso di Esselunga, dopo la morte del patron Caprotti.

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I bandi per i Centri di Accoglienza

di: a cura delle rete associazionistica di Asti

esistono struttureIl 7 novembre 2018 sono state pubblicate le nuove Linee Guida riguardanti i bandi per i Centri di Accoglienza Straordinaria, che hanno suscitato diverse critiche. Si è rilevato, in particolare, come con le nuove Linee Guida non vengano solo dimezzate le ore di presenza degli operatori nei diversi centri (in alcuni casi senza copertura neppure sulle 24 ore), ma come siano tagliati tutti i servizi finalizzati all’integrazione, a cominciare dalla cancellazione delle ore d’insegnamento dell’Italiano, presupposto e precondizione di ogni percorso d’inclusione, di assistenza psicologica e dal quasi azzeramento delle ore dei mediatori culturali, degli assistenti sociali e di assistenza legale.

Anche sui servizi di assistenza sanitaria si denunciava la drastica riduzione delle prestazioni minime richieste (ad esempio l’assistenza infermieristica è stata eliminata nei centri che ospitano sino a 50 persone e ridotta del 75% in quelli più grandi), con, di fatto, il rischio di negare il diritto fondamentale alla salute e, contestualmente, rischi sanitari non rilevati potenzialmente pericolosi per tutti (richiedenti asilo e comunità ospitante).

Si evidenziavano, inoltre, le conseguenze di tali scelte per le Amministrazioni Comunali, soprattutto in relazione al prevedibile aumento dei costi in servizi sociali e sicurezza per le persone accolte nei C.A.S. senza alcun servizio per l’integrazione.

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Strategie di attacco

di: Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia

Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia, dopo la sparatoria in cui è rimasta gravemente ferita una bambina di quattro anni, ha detto, tra l’altro,  a Radio24:

“A Napoli è necessario passare a una strategia di attacco contro la camorra: Napoli ha bisogno di misure straordinarie. Se gli investimenti fossero adeguati, questi fatti non si verificherebbero. Sono cose che in uno Stato di diritto non possono succedere, lo Stato deve riappropriarsi del controllo del territorio. Napoli vive un fermento camorristico molto acceso, è in atto una riconfigurazione dei clan. Di fronte a una situazione di tale pericolosità, non è sufficiente solo l’intervento repressivo - fondamentale che si sta già attuando, come provano gli ultimi fermi – ma arriva sempre dopo. Gli arresti non inibiscono i boss. Occorre qualcosa di più. È necessario un intervento che non sia temporaneo e rispondente all’emergenza, ma si mantenga con costanza e frequenza. È necessario che la prevenzione si accompagni alla repressione: significa controlli a tappeto, per opporsi all’escalation. Di fronte a piazze di spaccio così diffuse, di fronte ad un’arroganza camorristica che si evidenzia con sentinelle e gruppi di soldati senza casco sui motorini nei quartieri da monitorare, è necessario qualcosa di più: passare da una strategia di contenimento ad una di vero e proprio attacco. Entrare nei quartieri dove si verificano agguati, stese, tentativi di omicidi in forze, con perquisizioni a blocchi, negli edifici. Interventi costanti e reiterati, per far capire che lo Stato c’è. E deve dimostrare di saper osservare la legge, garantendo la sicurezza.

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Impara l'arte con i maestri falegnami

di: Domenico Bussi

Un gruppo di appassionati, giovani e meno giovani, siano essi professionisti, esperti o dilettanti del settore legno, ha dato vita ad un’associazione denominata ARTI E MASTRI con sede in Azzano d’Asti, via Umberto I n°26, 14030 (AT), la cui costituzione per statuto è rigorosamente senza fini di lucro.
Coinvolgendo operatori o semplici appassionati di vari settori delle arti e dei mestieri, Arti e Mastri intende promuovere contatti tra persone, associazioni, enti, produttori ed operatori, proporre e consolidare iniziative culturali, diffondere e ampliare le nozioni professionali degli associati e le diverse forme d’arte e artigianato.
Al fine di sviluppare e ampliare le conoscenze delle lavorazioni artigianali nel loro complesso, l’associazione ritiene importante favorire scambi di esperienze, organizzare momenti di incontro, eventi sul territorio e occasioni di approfondimento della professione artigiana, organizzare sessioni formative di carattere teorico-pratico volte al miglioramento di abilità e competenze dei soci, anche mediante la stipula di accordi e convenzioni.

Arti eMastri si propone di produrre e diffondere materiale divulgativo e didattico, anche con l’ausilio di supporti informatici, elettronici, audio e video, allo scopo di sviluppare la cultura della lavorazione artigianale e del restauro, favorendo il recupero di tecniche, conoscenze, strumenti e modalità tipiche delle tradizioni locali.

Arti e Mastri assegna un interesse particolare alla diffusione della cultura del restauro ligneo, della lavorazione del legno e dei manufatti lignei, ponendosi come punto di riferimento per tutti quelli che la praticano in qualsiasi modo e forma, a livello sia dilettantistico sia professionale, in particolare tra i giovani.
L’associazione si propone anche di rendere possibile, nei limiti e nei modi previsti dalle leggi vigenti, un proficuo rapporto con le istituzioni scolastiche al fine di interessare gli studenti alla gestione e al recupero delle lavorazioni manuali.

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