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Migrantes festival: vivere insieme

di: Laurana Lajolo

Interazione, cioè andare al di là dell’accoglienza e dell’integrazione, per vivere insieme conoscendo le nostre diverse culture e arricchendoci a vicenda: questo è emerso dagli interventi di nuovi italiani alla tavola rotonda del 19 settembre organizzata dal Migrantes Festival della Pastorale della Diocesi di Asti e coordinata da Marco Castaldo.

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La nuova enciclica: Fratelli tutti

di: Alberto Melloni storico

Bergoglio ha pubblicato Laudato si’ che è un enciclica verde, ma in cui ha accolto la teologia escatologica del creato del patriarca ecumenico Bartholomeos. E adesso ha preparato la più lunga, “sulla fraternità e l’amicizia sociale”. Non sarà l’enciclica che sventola bandiera bianca davanti all’islam, come sibilano i siti reazionari orfani di Steve Bannon, il profeta di una conversione fondamentalista antipapale del cattolicesimo, ormai in galera.

Ma sarà l’enciclica che difende l’unità ella famiglia umana, principio che i credenti non possono lasciar erodere dal cinismo metafisico che ritiene i mali del mondo globale troppo vistosi per essere presi sul serio, e dal razzismo travestito di chi considera fatale la miseria di mezzo mondo.

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Con il SI la casta sarà più forte

di: Nadia Urbinati politologa Columbia University di New York

Il NO al referendum è anche un’indicazione sui limiti della “politica politicante” e sulla necessità di ricostituzionalizzare la democrazia. E’ un modo per dire che il livello costituzionale non deve essere assoggettato alle esigenze pur legittime della politica ordinaria.

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Che cosa ci insegna Willy?

di: Marco Castaldo

L’altra sera (10/09/2020), nell’ambito del programma televisivo Piazzapulita su La7, Stefano Massini, durante il suo consueto racconto, ci ha messo di fronte alla tragedia di Colleferro che tutti noi abbiamo potuto seguire in tv e sui giornali: l’uccisione di Willy, ventunenne italiano di origine capoverdiana, vittima della forza bruta di qualche energumeno che ha deciso di imporre la propria supremazia attraverso la violenza sfrenata e cieca nei confronti di un ragazzo che si era generosamente buttato in una mischia per proteggere un suo ex compagno di scuola.

Condivido totalmente il pensiero di Stefano Massini. Al contrario di molte esternazioni sui media, io non credo e non ritengo che il colore della pelle di Willy abbia influito in maniera determinante in questa tragica vicenda. Willy è semplicemente, purtroppo, l’ennesima tragica vittima della contrapposizione tra i Vincenti e i Perdenti che questa nostra società, oserei dire malata, propone come modello di vita e che produce, inevitabilmente, contrasti, violenze, morte.

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Willy un giovane eroe inconsapevole

di: Laurana Lajolo

Willy è l’eroe-martire dei giorni nostri, come quei soldati rimasti uccisi anche senza capire tutte le ragioni per cui combattevano, come quei giovani risorgimentali pronti a morire per un ideale, come quei giovani partigiani trucidati sulle piazze dei loro paesi. Willy ha compiuto un gesto di generosità verso un amico non provando paura per quei bruti che hanno soffocato la loro intelligenza nei muscoli e nella forza bruta. Si è buttato per difendere uno come lui aggredito da energumeni con il gusto di esercitare la loro superiorità fisica.

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Ricordo di Amos Luzzatto

di: Laurana Lajolo

Amos Luzzatto, morto il 9 settembre a 92 anni, è stato primario di chirurgia all’ospedale di Asti negli anni Settanta e in quella veste espresse una grande professionalità e l’impegno per una medicina sociale avanzata. Riuscì a dedicare il suo tempo anche alla politica, accettando di essere eletto in consiglio comunale nella lista del PCI. I suoi interventi in Consiglio comunale erano di alto livello con aperture culturali e politiche vaste e documentate, ma sempre anche puntuali alla realtà locale. Era molto interessante ascoltare i suoi ragionamenti.

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La scuola e il colibrì

di: Laurana Lajolo

La sfida della riapertura della scuola, al di là dei provvedimenti e delle dichiarazioni dei vari ministri, deve essere sostenuta di fatto dagli enti locali e soprattutto dai dirigenti scolastici, dai docenti, da tutto il personale e dagli studenti. E’ grazie alla loro capacità organizzativa e sul loro senso di responsabilità se si potrà fare scuola quest’anno.

Non basta distanziare i banchi, individuare nuovi spazi, disinfettare i locali, provvedere a regolamentare gli ingressi, gli intervalli e le uscite. Tutto necessario, naturalmente, ma la vera sfida è permettere che funzioni la scuola come luogo educativo e non solo come trasmissione di nozioni in presenza (o a distanza se entreremo di nuovo in emergenza).

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La sofferenza silenziosa

di: Willy Rizzolari dal Costarica

I collegamenti continui e permanenti attraverso i mezzi di comunicazione digitale che utilizziamo per gli aggiornamenti sulla pandemia da Covid-19, prevalentemente e con dovizie di dettagli, ci informano sull’andamento dei contagi, sul numero delle persone decedute, sulle questioni della portata negativa delle diverse economie nei diversi Paesi del mondo, delle nuove disuguaglianze che si stanno creando, in particolare nelle regioni latino americane (dove con una certa cadenza scrivo), e altre notizie particolareggiate su situazioni locali.

Non sono state molte le notizie, le inchieste apparse sui giornali, rivolte a un tipo di sofferenza “silenziosa”, ma smisuratamente dilatatasi nell’ultimo semestre del 2020 e senza precedenti in tutto il continente americano: la crisi di salute mentale e l’incremento della violenza domestica.

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Il silenzio dei tamburi

di: Marco Castaldo

Qualche settimana fa il Presidente del Consiglio Conte, insieme ad alcuni altri rappresentanti del governo, suonavano i tamburi insieme ad alcuni ragazzi disabili in piazza Montecitorio e lo stesso Conte dichiarava che il governo è sempre attento e vicino ai disabili e alle loro famiglie per risolvere le problematiche che le affliggono.

Il suono di quei tamburi, però, le persone disabili e le loro famiglie non l’hanno sentito mica tanto…!

Come non hanno potuto sentire neppure la vicinanza del governo durante la tragica pandemia del coronavirus che ha obbligato ad una forzata clausura migliaia di soggetti disabili, insieme ai relativi caregiver familiari o ai loro assistenti personali.

Oppure, forse ancora in una posizione peggiore, quel suono non è arrivato alle orecchie delle migliaia di soggetti portatori di qualche handicap fisico, intellettivo o relazionale che risiedono nelle RSA o in similari strutture di assistenza. Questi, infatti, non solo sono stati privati della loro libertà di movimento, seppur limitata, ma anche di tutto quel supporto relazionale ed emotivo di cui i soggetti portatori di una disabilità relazionale necessitano più di qualsiasi altro tipo di assistenza. Ancora oggi, in molti casi, queste persone non possono vedere liberamente i propri familiari e, tantomeno, fruire delle piccole libertà di movimento così importanti per il loro equilibrio psicofisico.

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Povertà mai ascoltata

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Da qualche anno in qua (ogni tanto) mi ritrovo a pensare al passato di una stagione amministrativa, finita a metà legislatura. Il pensiero va alle persone che mi furono vicine e care con le quali ci siamo trovati in accordo sul che fare, condiviso azioni e lavoro o con vivacità contrastato politicamente, mai personalmente, con posizioni diverse, non solo dialetticamente in contrasto tra loro, ma con visioni politiche diametralmente opposte.

Uno di questi ricordi, recentemente, si è focalizzato su un amico-compagno, Luciano Nattino, (in quegli anni capo gruppo nel PCI in Consiglio Comunale di Asti) nel ricordo di un suo apprezzato, condiviso e appassionato intervento sulla “nuova povertà”. Erano gli anni ’80, le fabbriche chiudevano, la cassa integrazione imperversava in ogni attività produttiva, in Asti, e la FIAT, nel 1982, chiudeva i cancelli a decine di migliaia di operai e operaie del Lingotto. I pendolari astigiani del Lingotto accrescevano il numero di persone senza lavoro in una città, “periferia” produttiva della FIAT, che non era in grado di dare una risposta immediata e offrire garanzie di nuovo lavoro per il futuro.

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Il dolore, il ricordo, la verità. Mattarella a Bologna 40 anni dopo

di: redazione

Dopo il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che è subito accorso sul luogo della strage di Bologna del 2 agosto 1980, Sergio Mattarella è il primo Presidente della Repubblica, dopo quarant’anni, che ha voluto rendere omaggio con la sua presenza alle 85 vittime della bomba fascista alla stazione di Bologna, accomunandole alle 81 vittime del Dc9 di Ustica. Due stragi che rimandano alla strategia della tensione degli anni ’80 concertata dalla P2 di Licio Gelli, come stanno dimostrando le indagini ancora in corso e che apportano nuovi elementi alla trama nera, nonostante i comprovati depistaggi di alcini esponenti dello Stato affiliati alla P2.

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Centroamerica e America Latina: dal Covid ai conflitti

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Centroamerica

Tutti i sistemi di informazione-comunicazione pubblici e privati dedicano ampio spazio alla drammatica. Centroamerica sta per esplodere di pazienti con COVID19, come scrive il giornalista, Marcos Gonzales, (inviato della BBC in Messico e Centroamerica). E il dottor Hugo Fiallos, dell’ospedale dell’Instituto Hondureño de Seguro Social (IHSS): “Questo non è una curva di casi. E’ una valanga. I medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario del IHSS chiedono sistemi di protezione individuali, strumenti di lavoro, strutture e infrastrutture sanitarie che li proteggano.  

In Messico, nell’Hospital del Sur in Choluteca, gli ammalati sono abbandonati all’aria aperta o sotto tende improvvisate, con materassi al suolo, sotto la pioggia e circondati dal fango. Nell’ultimo mese i contagiati sono triplicati passando da circa 10 mila positivi e oltre 350 morti a oltre 33mila positivi e ai quasi 1000 deceduti, secondo dati ufficiali.

In Panamà in un paio di mesi i 200 casi giornalieri sono passati a oltre 1500, il maggior numero di casi per numero di abitanti in America Centrale, solo superato dal Cile, in America Latina.

I casi di contagio sono simili in Honduras, Costa Rica con casi in aumento dopo il primo periodo, Guatemala, El Salvador. Per il Nicaragua non ci sono dati ufficiali.

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Finanza e politica nell’onda del lockdown

di: Guido Maria Brera, economista

Il rapporto proporzionale tra l’aumento dei contagi e la quantità di denaro riversata nell’universo finanziario sembra rispettare un disegno preciso: scongiurare una crisi doppia, finanziaria e sanitaria.

A ogni minaccia di discesa del mercato corrisponde un annuncio di acquisti straordinari. Uno stimolo ininterrotto, un’inondazione di liquidità che ha nutrito le piattaforme digitali legate appunto a capitali in eccesso.

Siamo di fronte a un capitalismo di Stato quasi senza precedenti. L’interventismo statale è diventato il migliore alleato di investitori e speculatori. Il filo di questi mesi si intreccia a quella della Great Financial Crash del 2008, soprattutto nelle azioni intraprese dalle banche centrali sostenute dalla politica. Anche stavolta si è ricorsi a sostenere il salvataggio finanziario e le energie si moltiplicano per contenere la crisi. A festeggiare sono i giganti del digitale, gli oligopoli del Ventunesimo secolo.

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La quarta rivoluzione industriale e il Covid-19

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Negli ultimi decenni, e più recentemente, in particolare, con l’avvento del nuovo millennio siamo stati testimoni di uno sviluppo tecnologico aggressivo e stupefacente, definito da alcuni, klaus Schwab in prima persona, come “la quarta rivoluzione industriale”.

Lo stesso klaus Schwab, fondatore del “Foro Economico Mondiale”, pochi anni fa, richiamava l’attenzione sulle aggregazioni delle tecnologie, computerizzazione, automazione, robotica e sulle conseguenze derivanti da queste fusioni sull’occupazione nel mondo; e recentemente, in tempo di Coronavirus, spiega come attrezzarsi per la “grande ripartenza del capitalismo”. Occorre ricordare che al Foro di Davos, Svizzera, partecipano grandi figure del mondo imprenditoriale, accompagnati da altrettante importanti figure di alto e altissimo livello politico e istituzionale, intellettuali, attivisti di tutti i Paesi, del maggior potere nel mondo. Le decisioni del Foro riescono a condizionare enormemente le politiche economiche di tutto il mondo, e molti dei suoi postulati prefigureranno l’agenda globale.

Cosa può significare questo sviluppo tecnologico in tempo di Covid-19, che ha causato e continua a causare tante morti, sofferenze, angosce in milioni e milioni di persone, dove molti si sentono sconfitti, perdenti; ci saranno dei vincitori dal coronavirus che ne trarranno benefici immensi? Chi potrebbero essere i beneficiati? In quali parti del mondo? Una particolare attenzione viene stimolata dai raggruppamenti e dalle loro forme di insiemi complessi delle tecnologie che osserviamo chiaramente e parte di esse vengono utilizzate quotidianamente attraverso l’iper connessione permanente con le reti sociali di ogni tipo, Instagram, Facebook, Whatsapp, Tic Toc, ecc. ecc. Riceviamo informazioni ininterrottamente, senza tregua, tutto il tempo e spesso sono “colate” dalla fusione delle tecnologie, in un unico dispositivo “intelligente”, cellulare o orologio.

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Spunti per un nuovo modo di fare scuola

di: Laurana Lajolo

Dopo le norme di riapertura delle scuole, che fanno ancora discutere, è urgente riflettere sulla didattica e sui processi di formazione. La scuola di settembre sarà necessariamente diversa da quella di prima a causa del distanziamento, del numero di allievi per classe, dei luoghi alternativi alle aule e, non ultimo, a causa del gap educativo di molti studenti della didattica a distanza.

Il ripensamento del modo di fare scuola potrebbe essere molto proficuo, sia perché ci sono sperimentazioni di anni passati come quelle del tempo pieno, “strozzato” dalle cosiddette riforme successive, sia per quelle in atto, pionieristiche e isolate, ma altrettanto significative. Se si scelgono e si attrezzano adeguatamente i luoghi alternativi nei musei, nelle biblioteche, anche quelle scolastiche, in contenitori non utilizzati e ripristinati, va ripensato il processo educativo e l’impostazione per la formazione.

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La Scuola si "ri-sveglia" insieme ai bimbisvegli di Serravalle d'Asti

di: Giampiero Monaca, maestro

Quale scuola?

Così come un edificio può essere abitabile solo se la struttura è solida e la copertura integra, così anche la scuola che vogliamo, in cui crediamo e che pratichiamo, deve riprendere con basi psicopedagogiche solide e relazioni funzionali

Così dal 6 al 31 luglio porteremo avanti campus estivo di recupero relazionale, didattico ed esperienziale, rivolto principalmente ai nostri alunni ma anche ai loro fratelli e sorelle, ai futuri iscritti alla classe prima, e agli abitanti della frazione di Serravalle d'Asti, durante il quale, nel pieno rispetto delle norme, che via via verranno emanate, faremo ripartire il nostro percorso di apprendimento attraverso la relazione, la sperimentazione, l'empatia, il gioco.

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5 luglio: in piazza per gli Stati Popolari. Insieme contro i virus della politica

di: Aboubakar Soumahoro, sindacalista

L’individualismo sfrenato, la debolezza del pensiero, la disarticolazione sociale, la gestione egoistica del potere: sono questi i mali che adesso dobbiamo affrontare. E serve mobilitarsi ora per combatterli.
Per potersi proiettare nel futuro è necessario disporre di un minimo di sicurezza nel presente. Quindi trattare senza ingenuità e come un individuo una persona in difficoltà significa mettere a sua disposizione quei supporti che gli mancano per essere un individuo a pieno titolo e che garantiscano le condizioni della sua indipendenza, scrisse Robert Castel parlando di disuguaglianza e insicurezza sociale.

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Spazio alla scuola

di: Roberta Barbaro, Genitorinsieme Onlus

Sono rappresentante dei genitori per l'istituto Comprensivo 1 di Asti (che raggruppa le scuole : Lina Borgo, Miroglio, Ferraris, Baracca e Jona) e vicepresidente dell'associazione Genitorinsieme Onlus, da anni attiva nel supportare famiglie e docenti. 

In queste ultime settimane, si è creato un movimento spontaneo tra docenti, genitori che è abbastanza preoccupato dalla situazione generale e soprattutto che teme ulteriori sorprese e ritardi nella ripresa della scuola a settembre. 

Tutti noi, dopo questi incredibili e terribili mesi, siamo diversi, cambiati, preoccupati da un lato e dall'altro desiderosi di migliorare cosa non ha funzionato. La scuola come la sanità (e aggiungerei la giustizia) è stata pesantemente, svilita nella sua funzione di sostegno, supporto, aiuto, inclusione, welfare. Apprendere e constatare che nonostante tutto quello che è successo; ragazzi deprivati di relazioni per mesi, bambini che sono rimasti in attesa dal 25 febbraio perché per loro è stato impossibile collegarsi (per il disagio sociale delle loro famiglie ed altri problemi), ragazzi con disabilità di fatto abbandonati e che sono regrediti, un disagio psicologico diffuso per tutti, non spiegato e non elaborato, il sistema paese nel suo complesso non ritenga prioritario concentrarsi sulla ripresa a settembre in sicurezza e con tutte le attenzioni possibili, francamente è qualcosa di insopportabile per tanti genitori e per tanti docenti.

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Pandemia alle frontiere

di: Willy Rizzolari dal Costarica

In questi giorni, mentre in Italia, l’Istituto Superiore della sanità (ISS) riferisce che il virus era presente nell’acqua in Lombardia e in Piemonte dal mese di Dicembre 2019 e il Ministro della Sanità Speranza, annuncia un importante sottoscrizione di un accordo, con Olanda e Germania, per la produzione e la distribuzione del futuro vaccino e dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del Covid-19, si rilevano nuovi casi di Covid-19 pari a 338 e decisamente in calo il trend generale dei decessi.

Ma in Cina, Pechino, vengono chiuse tutte le scuole, si limitano i viaggi, si proibisce l’uscita dalla città (21 milioni di residenti) per contenere una nuova diffusione di contagi.

In America Latina, l’OPS (Organizzazione Panamericana della Salute), Agenzia dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sottolineano una forte preoccupazione per la pandemia nella Regione. Oltre 81 mila sono i decessi accertati e si avvicinano ai 2 milioni i contagiati da Covid.19, situazione questa che trascina l’America latina e i Caraibi nell’epicentro della pandemia dichiarata in marzo dalla OMS.

La direttrice dell’OPS, Carissa Etienne, in una intervista, segnala che, nonostante la maggior incidenza dell’infezione si registri nelle grandi città, dove le disuguaglianze economiche e sociali e la densità delle popolazioni stimolino maggiormente la trasmissione, i dati in nostro possesso presentano una tendenza preoccupante verso un’alta trasmissione nelle zone di frontiera.

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La salute mentale degli ospiti delle RSA

di: Silvana Bellone

Vorrei scrivere di una situazione di cui nessuno sta più parlando, se non per rari episodi e situazioni particolari: quella degli anziani chiusi nelle RSA. Nella nostra regione ormai si sta riaprendo tutto: bar, circoli, teatri… ma non le RSA, che - per delibera - restano chiuse fino al 14 luglio, con eventuali fumose deroghe. Io mi domando: ma perché?...

Gli anziani sono stati rinchiusi, senza contatti con i parenti dalla fine di febbraio; eppure si sono ammalati, sono morti, hanno vissuto isolati nelle loro stanze perdendo la sensazione dello scorrere del tempo, del potersi relazionare con i propri cari, di avere punti di riferimento.
Mia mamma è una di queste persone; "sigillata" da febbraio, si è ammalata ed è vissuta isolata in una stanza, da sola, fino a due settimane fa. Abbiamo potuto parlarle per telefono, qualche rara video chiamata e poi - una sola volta - quel terribile incontro dietro un vetro dove neppure ci si sentiva e il suo sguardo era perso nel vuoto.
Ora dopo il 15 pensavo di poterla incontrare (con modalità di sicurezza, naturalmente) nel giardino, a distanza e con la mascherina, anche solo mezz’ora per scambiarci due parole e soprattutto testimoniare il mio “ci sono”; invece no. Si apre tutto, ma gli anziani restano sigillati fino al 14luglio e poi chissà... tutto senza pensare alla loro salute mentale, alla depressione e a tutti i mali conseguenti a questa forzata solitudine.

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Razzismo e disuguaglianza

di: Laurana Lajolo

Spero che abbia ragione la piccola figlia di George Floyd che la morte del padre stia cambiando il mondo, anche se poliziotti americani continuano ad uccidere afroamericani. Le proteste indignate che dagli Stati Uniti sono dilagate in molti Paesi del mondo è un’esplosione di grande forza che speriamo abbia uno sbocco politico, sociale e culturale. Perché il razzismo è costitutivo delle società disuguali, anche se costituzionalmente democratiche.

Il teologo della Liberazione Frei Betto dal Brasile del presidente Bolsonaro, falcidiato dal Covid 19, fa arrivare la sua voce critica. Quando si arriva al grado di crudeltà che prospera attualmente in Brasile, si ha tutti il dovere (non la possibilità, il dovere) di urlarlo al mondo specie per le morti e le conseguenze che sta procurando.
Anche in Italia sentimenti e comportamenti razzisti sono diffusi e frequenti, nonostante il bellissimo art. 3 della nostra Costituzione riconosca a tutti i diritti fondamentali. Ci sono continui episodi di sfruttamento dei braccianti immigrati e di insofferenze nei confronti di persone con la pelle scura come essere inferiori. E l’opinione pubblica è diventata ormai indifferente agli annegati in Mediterraneo.

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La scuola malata e senza cure

di: Laurana Lajolo

Al di là di dichiarazioni entusiastiche della Ministra sulla didattica a distanza, nessuno si è occupato seriamente delle conseguenze che le scuole chiuse hanno avuto e avranno sugli studenti, che ora cominciano ad avanzare le loro richieste.

Quelli frequentanti le scuole più attrezzate con l’informatica e che hanno gli strumenti a casa hanno seguito lezioni on line, anche se con fatica, ma quanti sono rimasti senza collegamento e quanti sono “scomparsi”? Quanti non hanno avuto lo svolgimento ordinato e continuativo del programma? E chi non ha potuto seguire le lezioni on line?

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ONG: professionalità e protocolli

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Partendo dalla ragione per la quale la volenterosa, quando parti Silvia, decise di “spingersi” in un atto di generosità, mossa dalla buona volontà e dallo spirito di solidarietà verso chi soffre a salire su un aereo per il Kenya, e arrivare con qualche provvista e giocattolo per i bambini del villaggio di Chakama, voglio affrontare il tema del lavoro delle ONG.

La storia vera della cooperazione è fatta da piccole, medie e grandi ONG accomunate dagli stessi ideali umanitari che per portare a termine un programma, un progetto di sviluppo richiede sempre molta professionalità, soprattutto nei Paesi in cui la presenza di conflitti armati è attiva. Esistono protocolli di sicurezza e di comportamento molto rigorosi per il volontario o il cooperante, e la ONG non deve improvvisare nel mandare qualcuno in località a rischio lasciando di verificarne l’arrivo e la convenuta presenza sul posto al Consolato, in Ambasciata d’Italia, e alle autorità locali della persona inviata. Chi scrive a metà degli anni ’80 parti per il centroamerica, come volontario, per un progetto di Sicurezza nel Mondo del Lavoro.

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Pensieri irrazionali e pensieri agri

di: Enrico Ercole, sociologo, Università del Piemonte Orientale

Razionale [ra-zio-nà-le] agg.: Che si basa sulla ragione; che è fondato su un ragionamento rigoroso e sistematico (Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti)

L’enfasi retorica sul fatto che siamo in guerra contro il virus tende a far pensare che, come in guerra, ci sia un nemico di cui conosciamo l’obiettivo e la strategia, e che la guerra terminerà con la firma del trattato di pace, dopo il quale la vita riprenderà come prima o quasi. La guerra può essere banalizzata come una parentesi tra due periodi di pace, che costituisce la normalità. Sarà una parentesi? Cos’è la normalità? Questi due interrogativi, insieme ad altri, ci vengono consegnati dall’emergenza sanitaria COVID-19.

Ragioniamo sul primo quesito. Gli studi sui disastri non individuano parentesi, ma piuttosto varie fasi all’interno di un processo che può durare a lungo e di cui solo la parte più impattante viene percepita dall’opinione pubblica come “disastro” o ”emergenza”. Le fasi sono: preparazione antecedente al disastro, risposta nell’immediatezza, ripristino nel breve periodo e infine in un periodo più lungo la mitigazione. In ognuna delle quattro fasi è poi possibile individuare due sotto-fasi: la preparazione prevede un’attività di programmazione che si estende nel tempo e una di allarme nell’immediatezza del disastro. La risposta, l’attività più visibile e che riceve la massima visibilità mediatica, consiste nella mobilitazione pre-impatto e nell’attività post-impatto. Il ripristino vede la fase del riabilitazione che viene indicata in sei mesi, e successivamente un periodo più lungo di ricostruzione. La mitigazione riguarda azioni che si esplicano, o dovrebbero esplicarsi, nel tempo sulla base dell’esperienza del disastro: la percezione del rischio e l’adeguamento.

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Agli amici del CEPROS e a quanti vorranno leggerci

di: Maria De Benedetti

Permettete a una vecchia di 91 anni di esprimere il proprio sconcerto ogni volta che la Chiesa Cattolica, a cui appartengo nonostante tutto, si abbandona a un suo atteggiamento purtroppo dominante: denunciare la persecuzione subita. Tra i rappresentanti più accreditati della istituzione ecclesiastica vedo che persiste il bisogno di sentirsi perseguitati, al fine di poter reagire con la voluta acrimonia.

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Primo maggio

di: Giuseppe Di Vittorio

Per celebrare il primo maggio 2020 pubblichiamo un discorso del 1953 di Giuseppe Di Vittorio, segretario generale della Confederazione Generale del lavoro. I concetti espressi ci servono ancora oggi.

Se la celebrazione del Primo maggio diviene, ogni anno, più grandiosa nel mondo gli è perché il suo significato esprime le aspirazioni più profonde e più vive dell’uomo. Il Primo maggio, infatti, esalta la potenza del lavoro e le priorità e la nobiltà della sua funzione nella vita d’ogni società umana. In pari tempo, questa giusta esaltazione pone in maggior luce l’ingiustizia rivoltante del fatto che, in tanta parte del mondo, il lavoro non è libero, essendo sottoposto al giogo del capitale e subordinato alla legge barbarica del profitto di pochi, a detrimento di tutti. Non essendo libero, il lavoro non può espandersi, secondo i crescenti bisogni dell’uomo; non può utilizzare tutta la sua potenza creatrice, per soddisfare le incessanti esigenze di vita e di progresso dell’umanità. Ogni possibilità di lavoro e di produzione è condizionata e limitata dalla convenienza o meno dei detentori del capitale, dei loro trust, dei loro monopoli.

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Sostegno all'appello dei 100mila medici italiani contro il COVID19

di: redazione

La recente lettera aperta di circa 100.000 Medici italiani, di tutte le specialità e di tutti i servizi territoriali e ospedalieri del Paese, rafforza la convinzione di molti cittadini che il trattamento precoce può fermare il decorso dell'infezione verso la malattia conclamata e quindi arginare le molte forme gravi di questa, fino ad evitare molti decessi e sconfiggere l'epidemia. Per non vanificare l'abnegazione di medici e personale sanitario, ANCHE NOI CHIEDIAMO, oltre ai

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DOSSIER Covid 19 in America Latina: Isole Caraibiche

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

La Regione caraibica, composta dalle isole delle Grandi Antille e Piccole Antille, e le isole della Lucayas (Bahamas), situate tra il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi e sparse sull’Oceano Atlantico, occupano i litorali del piccolo istmo centroamericano e vengono definite come il cuore tropicale del mondo con ricca flora e fauna in mare e in terra ferma.

Verso la fine del mese di febbraio si presentano i primi segnali del virus e la Agencia de Salud Publica del Caribe (CARPHA), elevava da moderato a alto il rischio da coronavirus.

Le  funzioni del CARPHA sono quelle di provvedere alla salute pubblica per residenti e visitanti del Caribe.

Si è mobilitata anche La Comunidad del Caribe (CARICOM), organismo a cui aderiscono 15 Paesi membri e 5 associati, che ha come scopo originario il legame economico e la sua integrazione nelle modalità di un Mercato Comune, la coordinazione della politica estera, e la cooperazione industriale e culturale tra i Paesi di lingua inglese.

Il 01 marzo CARICOM trasmette pubblicamente, via facebook, una sessione della riunione presieduta dalla Prima Ministra delle Barbados, Mia Mottley, e annuncia l’accordo raggiunto sulle linee guida regionali, raccogliendo le raccomandazioni dell’OMS.

All’inizio di marzo, accertati tre casi di COVID 19 in St. Martin e St. Barthélémy e uno in Repubblica Dominicana, le autorità caraibiche perfezionano le misure di allerta e controllo. Le prime navi da crociera vengono bloccate nei porti con divieto di sbarco o rifiutato l’attracco per la preoccupazione della presenza di passeggeri “con alto rischio” a bordo, e con sintomi da COVID 19

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Regolarizzare gli immigrati

di: Stefano Allevi

Come sempre, durante le grandi crisi, in proporzione il prezzo più alto lo pagano gli immigrati (sta accadendo anche agli emigrati italiani): i primi a essere licenziati, quelli con meno tutele, i più poveri, anche. In Italia è povera una famiglia italiana su venti, ma una straniera su quattro. In tempi di risorse scarse e di povertà accresciuta non si tratta di dare agli immigrati qualcosa in più, ma semplicemente di assicurarsi che arrivino anche a loro le risorse destinate a lavoratori e famiglie bisognose; anche perché loro hanno, in meno, reti sociali e familiari di supporto. Il costo sarebbe un rischio di conflittualità sociale accresciuta.

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DOSSIER Covid 19 in America Latina: Nicaragua, Salvador, Costarica

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

Nicaragua

C’è un Paese in Centro America, il Nicaragua, dove le persone continuano con normalità a praticare lo stile di vita di sempre, di tutti i giorni, apprestandosi a festeggiare la “Semana Santa”. Chi è fortemente preoccupato da questa situazione è il Presidente del Costa Rica, Carlos Alvarado, intensificando la vigilanza di frontiera, soprattutto nei punti “ciechi”, per impedire il passaggio migratorio illegale.

Nell’intervista rilasciata alla TV CNN Alvarado critica il Governo di Daniel Ortega e invita a manifestare pubblicamente per le strade e piazze della capitale Managua: Vediamo con forte preoccupazione questo abbordaggio (del Governo di Ortega) quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda evitare gli assembramenti di persone.

Carlos Alvarado si riferisce in particolare alle sfilate cittadine che avvengono in occasione dell’inaugurazione di opere di infrastrutture pubbliche e una marcia cittadina all’insegna dell’aforisma “Amor en el tiempo del COVID 19” parafrasando e abbruttendo la bellezza dell’opera di Gabriel Garcia Márquez, El amor al tiempo del colera.

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DOSSIER Covid 19 in America Latina: Messico, Belice, Guatemale, Honduras

di:  Willy Rizzolari dal Costarica

La situazione COVID 19 in America Latina

C’è molta informazione su come, chi, dove, quando, si è sviluppato, si combatte, resiste, quanti ha attaccato il coronavirus e quanti si sono salvati.

Informazioni degli scienziati, giovani ricercatori, tecnici della salute, volontari, giornalisti, politici e amministratori di Paesi e città, donne e uomini, con prese di posizione ferme ma senza fuorvianti allarmismi, in altre parole corrette per chi vuole ascoltare, in questo periodo particolare, esortazioni, ammonimenti che incoraggiano e attenuano i colpi e i contraccolpi necessari dei cambiamenti di vita quotidiani, l’interruzione della routine e il vero timore che esiste.

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Mombercelli: anche gli insegnanti a scuola di ecologia

di: Domenico Bussi

Il corso per insegnanti

Nella prima parte dell’anno scolastico si è avviato alle Scuola media Costanzo Zandrino di Mombercelli facente parte del plesso dell’istituto comprensivo di Montegrosso diretto da Emanuela Tartaglino, il corso di formazione per insegnanti. Essendo gli argomenti trattati fonte di interesse generalizzato per la loro grande attualità, la partecipazione è stata consentita a tutti. A parlare del progetto è stata la professoressa Susanna Mazzetti che ha spiegato come gli incontri assai articolati siano stati realizzati grazie alla collaborazione con altri enti ed associazioni del territorio come il Parco paleontologico astigiano ed il Gruppo escursionisti di Mombercelli. Con essi si è formata una sinergia d’intenti e d’azione le cui proposte hanno destato interessi ben oltre al personale del mondo della scuola per il quale erano state originariamente pensate.

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5 domande sulla zona rossa

di: Alessandro Mortarino, Altritasti

Come ben sanno i nostri abituali lettori, Altritasti ha scelto come sua linea editoriale di non occuparsi di cronaca pura (compito che lasciamo a tutti gli altri media, locali e nazionali) ma di mettere in luce le parti in ombra oppure affrontare temi che gli altri ignorano o trascurano. Per quanto riguarda il coronavirus, da settimane siamo tutti affamati divoratori di notizie, che abbondano ovunque; per questo Altritasti si è sottratto alla conta quotidiana degli infetti, dei decessi, delle difficoltà ospedaliere e ha preferito guardare dietro alle pieghe delle evidenze legando il tema ad accoglienza e migrazioni, ai veri ruoli dei pipistrelli (ritenuti tra i "vettori" del virus) in natura, alla salute dell'ambiente, al controllo "militare", alla finanza speculativa: tutti temi poco o nulla sviscerati in relazione al problema sanitario contingente. Ma ora mezzo Piemonte è entrato in "zona rossa" (anche se la politica preferisce dirci che non è "rossa" ma semplicemente "attenzionata") e quindi qualche nostra riflessione è obbligatoria...

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Quanto ci sta rivelando il coronavirus?

di: Marco Castaldo

Il Covid-19 è molto più che un virus estremamente contagioso, anche se con una bassa letalità. Esso, infatti, a saperlo interpretare, ci sta suggerendo molti temi di riflessione e di approfondimento.

● Il Covid-19 innanzitutto ci sta ricordando che siamo tutti uguali; è un virus molto democratico. Colpisce indifferentemente ricchi e poveri, intellettuali e persone comuni, dirigenti e operai. Questo dovrebbe ricordarci che non sempre la condizione economica ci mette al sicuro dagli eventi naturali e dalle nostre paure.

● Il Covid-19 ci fa comprendere quanto sia importante il sistema sanitario pubblico e universale che permette l’accesso ai servizi per la tutela della salute in maniera incondizionata a tutte le classi sociali evitando le speculazioni delle grandi case farmaceutiche e delle compagnie di assicurazione private. Credo che se il contagio colpirà anche gli Stati Uniti d’America, avremo modo di vedere situazioni decisamente più difficili da gestire con umanità, rispetto al nostro sistema sanitario.

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Nel ristorante cinese

di: redazione

#JeNeSUisPasUnVirus (#iononsonounvirus), questo hashtag che sta girando sui social, riproposto dall’Unione dei Giovani Italo Cinesi (UGIC), è l’appello all’umanità, di fronte alla difficile situazione che sta vivendo la comunità cinese, che lunedì 10 febbraio alcune persone e realtà astigiane, nell’ambito del Cantiere per la Pace “La pace è la via”, hanno provato a rilanciare con un piccolo gesto simbolico.

Una cena conviviale ad un ristorante cinese nel centro di Asti, un piccolo segnale distensivo e di solidarietà con la comunità cinese che rischia di essere vittima delle conseguenze di una sorta di “psicosi da coronavirus”, che sta attraversando il nostro paese con gravi costi non solo economici ma, soprattutto, umani.

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Audiolibri gratuiti

di: Marcos Cappato

Su Change.org sta girando questa petizione:

La lettura e l’accesso libero all’istruzione e alla cultura in generale sono diritti fondamentali di ogni essere umano.

Perciò credo che sia corretto rendere tutti gli audiolibri gratuiti a bambini, ragazzi e adulti che hanno particolari difficoltà motorie, psichiche, affetti da malattie genetiche e persone ipovedenti e non vedenti.

Queste persone, avendo difficoltà di vario tipo, dovrebbero essere facilitate il più possibile con soluzioni che possano migliorarne le condizioni di vita, culturali e didattiche.

Penso alla mia esperienza personale in cui il servizio di Audible, pur essendo molto utile a raffinare le mie capacità e la passione per la lettura, non mi da’ più la possibilità di continuare ad usufruire del servizio per via dei costi mensili decisamente elevati per le mie possibilità.

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Gli incontri dei Bimbi svegli

di: redazione

Il maestro Giampiero Monaca e i suoi “Bimbi svegli” della scuola di Serravalle hanno organizzato tre incontri: 1 febbraio con Micaela Mecocci, una tra le massime esperte europee di metodo e pedagogia Montessori, 8 febbraio con Elena Piffero porterà esperienze e basi pedagogiche sull'apprendimento spontaneo, 15 febbraio con Selima Negro offrirà una visione strutturata sulle basi pedagogiche dell’outdoor education). L’intenzione è quella di offrire  occasioni culturali alla comunità locale volendo attuare un polo culturale decentrato.

Gli incontri iniziano con "la biblioteca dei libri viventi"  alle 15.00 con gli ospiti di Agathon con la coordinazione della dott: Violetta Desiati, per proseguire con le pedagogiste dalle 16,00 alle 18,00 e al termine piccolo aperitivo offerto dal centro migranti. Ingresso libero.

Una piccola scuola di frazione accompagna i piccoli alla scoperta dei saperi in modo empatico, divertente, rispettoso dei tempi di apprendimento di ciascuno.

Altri eventi si terranno nel corso dell'anno: letture animate per bambini in collaborazione con il progetto "Nati per leggere" della biblioteca Faletti di Asti un sabato al mese  (calendario su sito Biblioteca).

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Normativa per i beni comuni

di: A cura del Forum Salviamo il paesaggio

Il tema dei «beni comuni» non ha ancora una sua valida disciplina giuridica, per cui è necessario un cambiamento del «contesto giuridico» attualmente disciplinato dal libro III del Codice civile, «Della proprietà».

Partendo da queste considerazioni l’on. Stefano Fassina e i sen. Paola Nugnes, Virginia La Mura, Matteo Mantero, Maurizio Buccarella, Carlo Martelli e Saverio De Bonis hanno presentato la proposta di Legge “Modifiche al codice civile in materia di beni comuni e di disciplina del diritto di proprietà“.

Questa proposta normativa mira a dare una definizione del concetto di bene comune, che la Commissione Rodotà aveva dato soltanto in modo esemplificativo, e ad offrire un contesto giuridico idoneo ad accogliere tale categoria, offrendo tutti gli elementi in base al quale un bene deve definirsi «comune».

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4 anni senza Giulio - Verità per Giulio Regeni

di: Amnesty International

Sabato 25/01, alle ore 19.00 in Piazza S. Secondo ad Asti, alla vigilia del quarto anniversario del rapimento e dell’assassinio del giovane ricercatore Giulio Regeni, la struttura locale di Amnesty International invita a ritrovarsi anche ad Asti, come in molte altre città, per mantenere accesa l’attenzione e continuare a chiedere verità e giustizia per la sua tragica morte.

Alle 19.41 del 25 gennaio si rispetterà un minuto di silenzio, migliaia di luci saranno pronte ad accendersi per ricordare il momento esatto dell'ultimo sms inviato da Giulio Regeni prima di essere sequestrato in Egitto, sottoposto nei giorni successivi a feroci torture e assassinato.

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