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Repubblica e Resistenza

di: Ezio Mauro, giornalista

Il nesso tra la Resistenza, il 25 aprile, la Repubblica costituzionale è il principio fondante della nostra democrazia. Settantacinque anni dopo, la democrazia oggi compiuta del nostro Paese, offre a tutte le parti politiche quell’anniversario come il simbolo della liberazione di un popolo dalla tirannia e l’inizio di un’epoca di crescita e sviluppo nella libertà, pur negli errori, nei ritardi e nell’infedeltà che hanno attraversato la storia repubblicana.

Contestare il 25 aprile (e il canto dei partigiani che intanto è diventato universale come inno alla libertà) significa dunque negare la vicenda storica italiana, la capacità del Paese di superare le sue tragedie traendone una lezione, il cammino stesso del processo democratico per riprecipitare nel buio della vergogna fascista, con cui non si ha ancora il coraggio di fare i conti.

La libertà del Paese appartiene a tutti, come dovrebbe capire chi la nega mentre la usa, mettendosi fuori dalla storia. Proprio per questo va testimoniato il carattere universale del giorno della Liberazione, soprattutto quest’anno. Non ci saranno le piazze, per la prima volta, i cortei. Ma ci sarà questa volta un legame spontaneo tra le nostre piccole libertà individuali sospese e il sentimento pubblico della libertà nazionale. Una libertà conquistata da pochi, ma per tutti, fino a oggi: che è alla base della civiltà italiana che ci scambiamo ogni giorno, anche chiusi nelle nostre case per l’assedio dell’emergenza.


(da E. Mauro “Le libertà sospese e la Liberazione”, la Repubblica, 20/04/20)s'

Tags: democrazia, Costituzione italiana, Festa della Liberazione

 


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