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L’impronta cattolica a Hong Kong

di: Gianni Criveller, teologo e sinologo

Gianni Criveller, teologo e sinologo*

La rivista “Limes” ha dedicato un numero alle proteste a Hong Kong: “Hong Kong una Cina in bilico” (9/2019), in cui traccia la storia della colonia britannica ora ritornata alla Cina con il regime “un paese, due sistemi”  e dei problemi aperti con le ribellioni degli studenti che durano ormai da molti mesi, sostenendo che lo stato di agitazione avvantaggia gli Stati Uniti, attivi in varie forme a Hong Kong.

L’articolo di Gianni Criveller, teologo e sinologo, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere, informa sul ruolo importante della Chiesa cattolica che gestisce scuole molto qualificate e servizi sociali con un’influenza anche politica. Il cardinale  Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito si è schierato a favore del Fronte civico dei diritti umani di Hong Kong.


La quasi totalità dei leader più in vista del variegato movimento democratico di Hong Kong provengono dalle comunità cattoliche in misura minore da quelle protestanti. (…) E’ protestante il giovane Joshua Wong, il leader della rivoluzione degli ombrelli del 2014. La numero due di quel movimento è cattolica, la giovanissima Agnes Chow, e arrestata nell’agosto 2019, è cattolica e da ragazza serviva la Santa Messa nella sua parrocchia di Tai Po. Agnes Chow parla della fede come fonte ispiratrice della sua lotta politica. (…)

I cattolici non sono tutti all’opposizione. Sono numerosi i cattolici ai massimi livelli del governo. Cattolica è anche Carrie Lam, 61 anni, attualmente capo esecutivo di Hong Kong, che sta affrontando con grave difficoltà la drammatica crisi politica iniziata lo scorso 9 giugno. (…)

Carrie Lam ha studiato presso il St. Francis Canossian College, la prestigiosa scuola delle suore canossiane italiane. Queste ultime, arrivate a Hong Kong nel 1860, grazie ai missionari italiani del Pime, hanno formato generazioni di donne protagoniste in tutti i campi della vita cittadina. (…)

La diocesi di Hong Kong ha emanato, lo scorso 16 settembre, una direttiva in cui si avvertono i parroci di non trasformare le omelie, le preghiere dei fedeli e il momento del canto in un esplicito canto di sostegno alla rivolta. Non mancano, dunque, nella comunità cattolica un certo disagio e qualche differenza. Tutti sono per la democrazia e la giustizia, ma non tutti ritengono opportuno che la Chiesa in quanto tale si schieri in una battaglia politica. (…)

Nonostante i cristiani siano solo il 12%, di cui la metà cattolici (Hong Kong ha 7 milioni di abitanti), essi hanno un impatto nella vita educativa, sociale e politica assai più grande della loro modesta percentuale. La Chiesa cattolica gestisce, grazie al sistema di sussidio governativo, circa 300 istituti scolastici, dalle scuole materne all’Università. Alcune di queste scuole sono le più antiche, prestigiose e ambite della città. (…) la sua reputazione tra la popolazione è altissima. A ciò contribuisce la capillare presenza dei servizi sociali, sanitari e formativi offerti dalla Caritas, la più importante e grande organizzazione sociale in città


*G. Criveller “L’impronta cattolica sui due fronti della città contesa” in “Limes”  “Hong Kong una Cina in bilico” (9/2019)

Nella foto: Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun

Tags: Chiesa cattolica, politica internazionale, Hong Kong

 


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