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Nella caverna

di: Laurana Lajolo

Ho riletto in questi giorni il mito della caverna di Platone e l’ho trovato limpidamente esplicativo della condizione umana contemporanea.

Il filosofo greco del IV secolo a.C., nella sua opera “Repubblica”, volle spiegare come gli uomini che rimangono vincolati alle opinioni, vedano solo le ombre delle idee. Nel mito platonico gli uomini sono legati al fondo di una caverna su cui passano delle ombre come riflesso delle idee che sono alla luce, all’imbocco della caverna. Soltanto qualcuno riesce a liberarsi dai legami e a salire alla superficie e sono quelli, che diventando filosofi cioè saggi e conoscendo la verità, hanno il dovere di guidare lo stato.

Se facciamo la trasposizione all’oggi le persone sono vincolate ai social, ciascuna isolata davanti al suo smartphone, da cui ricevono informazioni rapide e continuamente mutevoli. Ombre appunto, ma sono le loro verità, alle quali collaborano scrivendo messaggi sui social dettati dalle emozioni. Non parlano tra loro, rimangono soli, convinti di avere tutti gli elementi per decidere, ma in realtà la luce è alle lorospalle e a gestire le loro menti sono altri, quelli che hanno il potere nella caverna. Hanno il potere, ma spesso non hanno la vera conoscenza che teorizzava Platone. Scrivono brevi frasi di effetto ma non fanno i ragionamenti argomentati, che la nostra società complessa e problematica avrebbe bisogno.

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Tags: social media, informazione, potere

 


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