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Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera

di: Pier Giorgio Bricchi

Pier Giorgio Bricchi ha deciso di divulgare le sue profonde conoscenze sulla musica lirica non solo con le parole, come fa da molto tempo, ma anche attraverso i libri. Dopo Il romanzo dell’opera ora, sempre dall’editore Teamservice, ecco il secondo volume Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera, diviso in due parti.

La prima illustra  notizie, valutazioni e curiosità del complesso mondo dell’opera, soffermandosi sul silenzio affascinante di un teatro d’opera vuoto, in cui l’autore sente comunque risuonare voci e musiche con un senso di appagamento totale in uno spazio fuori al tempo.

Interessante è la breve storia del teatro dal rito sacro della tragedia greca recitata e cantata alla ritrovata sacralità del teatro nel Medioevo che si dilatava nelle processioni e dei riti sulle piazze, per tornare a teatri come edifici chiusi adibiti alla recitazione e alla musica nel Rinascimento. Basta pensare alla grandezza del teatro Olimpico del Palladio.

Il melodramma italiano trova il suo luogo elettivo nel teatro all’italiana portato alla perfezione da geniali architetti e scenografi come il Bibbiena. Bricchi ricorda quindi i maggiori teatri europei, spesso andati a fuoco perché costruiti inizialmente in legno. Il teatro nell’Ottocento è luogo in cui si ascolta l’opera, ma anche dove si mangia e ci si diverte. Le tradizioni si rinnovano e alla fine dell’800 ritorna la forma ad anfiteatro del teatro greco con un’opera di Wagner. Ed è sempre Wagner che detta le regole per la costruzione dei teatri del ‘900.

Nel percorrere il repertorio del melodramma e dei suoi interpreti, Bricchi parla del ruolo i castrati e di quanto si stia elaborando in questi anni nella rappresentazione innovativa dell’opera lirica, non sempre soddisfacente, a volte persino ridicola. La prima parte si conclude con la rivendicazione che il pubblico fa parte dello spettacolo ed è quindi un suo diritto, oggi represso, di applaudire, di partecipare con emozione alla musica e al canto.

La seconda parte riprende degli studi già pubblicati sulla rivista “Il Platano”. Intense le pagine sulla partecipazione del melodramma e in particolare di Giuseppe Verdi al Risorgimento, che esprime con la musica un impegno politico di libertà. E poi Vittorio Alfieri e il suo ruolo di librettista o anche soltanto attraverso citazioni di suoi versi in libretti, spunti curiosi e interessanti per riscoprire una vitalità culturale del nostro trageda.


P.G. Bricchi, Divagazioni semiserie di un appassionato d’opera, Teamservice, Asti, € 15

 


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