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Il gioco del mondo

di: Laurana Lajolo

Il Salone del libro di Torino si è aperto con l’estromissione dell’editore, aderente a Casa Pound, con un catalogo chiaramente improntato all’estrema destra, che ha come novità editoriale un libro-intervista con Salvini. La richiesta di esclusione è stata del Comune di Torino e della Regione Piemonte, che avevano già fatto un esposto alla magistratura per apologia di fascismo nei confronti dell’editore, che dichiara apertamente la sua fede fascista e la sua ammirazione per Mussolini e ritiene l’antifascismo il vero male dell’Italia. Le molte reazioni sdegnate per quella presenza hanno ottenuto un risultato. Non è in discussione la libertà di opinione, ma il rispetto del dettato costituzionale.

Il Salone quest’anno ha come titolo “Il gioco del mondo” e, seppure non nelle intenzioni del direttore Nicola Lagioia, quel gioco è stato strumentalizzato da una casa editrice dichiaratamente fascista, quasi a evidenziare che il fascismo è di nuovo attivo non solo con i picchiatori, ma anche con pubblicazioni. La questione non è solo giudiziaria in base alla legge vigente e alla nostra Costituzione, ma apre una discussione su come priorità economiche e commerciali in una manifestazione culturale abbiano superato, con un’ingiustificabile leggerezza, discrimini di tolleranza etica.

Quest’anno il Salone, dopo il grosso buco finanziario della Fondazione di riferimento, ha dovuto cambiare gestione e ha avuto molte difficoltà di tempi organizzativi e quindi di definizione del programma, e ora speriamo che tutta l’attenzione sia sui libri e sugli autori.

Il Salone è un evento culturale che ha un indotto turistico e commerciale ed è una vetrina che aiuta l’industria editoriale più che piccoli editori soffocati dai megastand dei grandi. E c’è anche da chiedersi, considerato il dilagare di festival di ogni genere sul territorio, un vero proprio “festivalificio”,  se non sia il caso di ripensare alla formula di “passerelle di autori famosi” e ricominciare a costruire proposte culturali di qualità. Le proposte culturali hanno il compito di costruire un tessuto sociale connettivo, “ricamato” giorno per giorno con pazienza e con avvedutezza, con conoscenza e professionalità, con passione e creatività e non giocare sull’apparire degli eventi. In questo senso è molto interessante il programma distribuito tra molte sedi cittadine del Salone off.

Ascoltare le parole di uno scrittore può essere piacevole, ma è molto importante leggere il libro e valutare personalmente i significati della narrazione e della saggistica.

 

Tags: politica, cultura, etica

 


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