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L’aldila’ per Ciappelletto

di: Matteo Chiarlo Liceo Scientifico 3D Nizza Monferrato

E poi si tacque.

Panfilo riprese quindi fiato per poi continuare il suo narrare.

Ciappelletto si risvegliò dal suo sonno mortale in una distesa bianca. Il nulla lo circondava e una sensazione di sconforto lo vinse. A un tratto vide una figura avvicinarsi: era alta, possente e alata. Ciappelletto subito si alzò dal suo distendersi ed esclamò:

<< Vai indietro se non vuoi fare una brutta fine! Io sono Ser Ciappelletto, incubo di centinaia di anime assassinate.>>

La misteriosa figura, impassibile, rispose:

<<Uno come te lo avremmo già spedito nel peggiore dei gironi, ma per colpa di quel poeta dal naso adunco ora in terra sanno tutti cosa gli aspetta dopo, quindi Dio ha fatto venire una bella malaria al Dante e ha ricostruito l’aldilà con nuovi criteri. Ora seguimi, devo portarti in aula d’esame.>>

Dopo per un tempo parso brevissimo Ciappelletto intravide un gigantesco edificio. Entrò insieme ad altri migliaia di anime impalpabili dentro a uno stanzone enorme. La confusione era totale: angeli distribuivano rapidamente foglietti con numeri sopra scritti. Dopo che tutti ricevettero il foglietto li fecero entrare in una seconda aula. In questa una distesa infinita di banchi apparve davanti agli occhi del Ciappelletto. Tutto questo tempo lo aveva passato a sghignazzare tra sé e sé. Ora stava seduto in un banco ben distanziato dall’altro. L’arcangelo Gabriele passò a consegnare testi a tutti gridando:

<< A chi copia è stato dedicato un girone dell’Inferno con tanto di fuoco e dolore!>>

Le domande erano a scelta multipla e riguardavano probabili situazioni della vita e su come le avrebbero affrontate. Le risposte erano alcune incentrate sulla risoluzione puramente religiosa e poco pratica mentre altre erano meramente pratiche.

 “Cosa faresti se un assassino ti rincorre per ucciderti?”

  1. Mi inginocchio e prego il Signore.
  2. Scappo per trovar rifugio.

Ciappelletto subito pensò di rispondere nella maniera più moralista possibile ma qualcosa lo trattenne dal farlo. Questo era infatti un giudizio divino ed era quindi impossibile dire il falso.

Ciappelletto, a malincuore, iniziò quindi a rispondere sinceramente ai quesiti.

Aspettando i risultati del test gli angeli portarono le anime in uno stanzone enorme.

Ciappelletto venne riconosciuto da un gruppo di anime che iniziarono a urlare:
“Ciappelletto, maledetto assassino! Siamo stati i frati che tu uccidesti senza pietà. Ora potremmo vederti mentre ti getteranno all’inferno”. Iniziarono quindi a ridere e a insultarlo.

Ciappelletto mantenne comunque il suo sguardo beffardo e rispose:

“Tra paradiso e inferno per me non fa nessuna differenza, io il dolore l’ho fatto e sono prontissimo a sopportarlo. Almeno ho vissuto la vita come volevo senza obbligo alcuno.”

Arrivò poco dopo l’Arcangelo Gabriele a leggere i risultati.

Dopo ore e ore di attesa finalmente pronunciò il nome del Ciappelletto annunciando, tra lo sbigottimento di tutti, nel Paradiso.

Subito i frati iniziarono a protestare ma l’arcangelo subito li zittì dicendo:

“Tacete voi, o’ anime infernali! Voi avete risposto con opzioni irrealistiche e impossibili, attentando quindi la vostra vita offendendo quindi Dio. Ser Ciappelletto, sebbene assassino e uomo peccaminoso, cercò di fare della sua vita la cosa più preziosa che avesse seguendo quindi il vero volere del Signore. Con le vostre lunghe penitenze e martirii, voi frati avete reso la vostra vita noiosa e brutta. Inoltre Ciappelletto gode del bonus della santità

E questa è quindi la storia di Ser Ciappelletto, malfattore e peccatore in vita, ora sta alla destra del Padre Eterno imbrogliando tutti e tutto. Ora più che mai prova ripugnanza e disgusto verso la religione, incapace nel punire il climax del Male.

Tags: scuola, religione, Dante Alighieri

 


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