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Angela Davis donna, nera, comunista

di: Laurana Lajolo

Angela Davis è una mia coetanea e ho manifestato per la sua liberazione nel 1970, quando è stata arrestata dall'FBI con un’accusa che prevedeva la pena di morte. Ricostruisco qui il processo e il suo percorso politico.

Angela Davis e Black Panther Party  

A metà degli anni il tema della liberazione dai condizionamenti psicologici della schiavitù e della nuova consapevolezza del nero come essere umano, trattato nei romanzi e nelle ricerche di sociologi e psicologi, diventa il nucleo fondante dei nuovi movimenti rivoluzionari neri americani. Seguendo gli insegnamenti di Malcolm X, Bobby Seale e Huey P. Newton fonda no nel 1966 in West Oakland (California),  Black Panther Party For Self Defense (“Pantere Nere”), teorizzando la rivolta armata degli afroamericani. Il partito fornisce assistenza e istruzione ai neri poveri e emarginati dei ghetti, succubi dell’eroina dilagante, della criminalità, della corruzione, di un degrado sociale e culturale senza opportunità sociali.

Il Black Panther Party intende estendere la lotta a tutti i lavoratori oppressi dal capitalismo, siano essi bianchi e neri. I punti programmatici, ispirati alla concezione marxista, sono lo sfruttamento economico  alla radice di tutte le forme di oppressione negli Usa e nel mondo e la necessità di abolire il capitalismo internazionale come precondizione della giustizia. Nel 1967 un piccolo gruppo, guidato da Seale, in una manifestazione a Sacramento in California, rivendica anche l’uso delle armi per combattere la brutalità della polizia appellandosi al II Emendamento della Costituzione.

Il partito suscita molto consensi anche in Asia, Europa, America Latina e Africa. Le adesioni allarmarono le autorità politiche e il direttore di FBI J. Edgar Hoover dichiara il partito “un’organizzazione comunista nemica degli Stati Uniti”, quindi la più grave minaccia per la sicurezza nazionale, sottoponendolo a un pesante controllo, anche occulto. Nel 1968 Seale è uno degli otto uomini accusati di cospirazione e incitamento alla sommossa, per aver partecipato alle proteste, avvenute a Chicago durante il congresso nazionale del Partito Democratico, ed è condannato a quattro anni di carcere

Una manifestazione clamorosa a livello mondiale avviene quell’anno ai Giochi olimpici di Città del Messico, quando gli atleti neri Tommie Smith e John Carlos, vincitori di medaglie dei 200 metri, salirono sul podio con la mano guantata di nero e il pugno chiuso, simbolo di Black Panther. I due  sono sospesi dalle autorità sportive dalla squadra americana con effetto immediato e espulsi dal Villaggio Olimpico. Già Nel 1967 è stato privato del titolo di campione del mondo, conquistato  tre anni prima, arrestato e accusato di renitenza alla leva, Cassius Clay – Muhammad Alì, perché si è rifiutato di combattere nella Guerra del Vietnam per ragioni religiose, avendo aderito ai Black Muslims  e alle idee di Malcolm X.

Temendo la diffusione delle idee rivoluzionarie, nel 1969 FBI riattiva il piano Cointelpro (Counterintelligence Program), studiato in piena guerra fredda nel 1956 per disgregare gli attivisti del Partito comunista in USA e esteso negli anni ‘60 contro altri gruppi come New Left, Socialist Workers Party, Puerto Rican Groups, limitando ai militanti neri anche l’esercizio dei diritti fondamentali. Cointelpro tiene  sotto stretto controllo Black Panther Party, infiltrando provocatori, facendo falsa informazione e compiendo anche atti illegali fino ad organizzare un violento e decisivo attacco di forze federali contro il quartier generale di Black Panther Party in California, dove viene ucciso Fred Hampton, il leader del partito di Chicago. L’operatività Cointelpro, ufficialmente, si conclude nel 1971, quando la repressione federale ha ottenuto la disgregazione del movimento, dilaniato anche da dissensi interni.  

Una protagonista femminile della repressione governativa è la filosofa nera Angela Davis, allieva di Herbet Marcuse che esercita con il suo saggio L’uomo a una dimensione (1964) una grande influenza sul movimento studentesco internazionale.

Il processo a Angela Davis

Angela Davis, studentessa all’Università della California, aderisce in un primo tempo a Student Nonviolent Coordinating Committee (SNCC) e poi al Black Panther. Dopo l’assassinio di Martin Luther King si iscrive al Partito Comunista. Nel 1969 diventa docente di filosofia all’Università di San Diego, nomina che le viene revocata in quanto comunista, e poi reintegrata dopo il ricorso. A quel punto interviene personalmente il governatore Ronald Reagan facendo espellere la docente dall’Università con l’accusa di complotto e includendola nella lista dei dieci criminali più ricercati. Arrestata, con l’assenso del presidente Nixon e del capo di FBI, è messa in carcere a New York

Le accuse sono di cospirazione, rapimento e omicidio per il suo presunto collegamento con il sequestro del giudice Harold Haley a parte di un gruppo di Pantere Nere. Il 7 agosto 1970 Jonathan Jackson, fratello minore del Field Marshal per le Prigioni del Black Panther Party, George Jackson, entra nell'aula del tribunale di San Rafael in California, dove si sta  celebrando il processo contro tre militanti del Black Panther, estrae un fucile e prende in ostaggio il giudice, il procuratore distrettuale ed alcuni giurati, distribuendo le armi agli imputati. Il furgone con gli ostaggi viene fermato a un posto di blocco e i sequestratori vengono uccisi dai poliziotti e anche il giudice Haley muore durante la sparatoria. Alcune armi usate da Jackson risultano intestate ad Angela Davis. Per la legge californiana, chi fornisce l'arma è colpevole quanto chi esegue il reato, pertanto è accusata di rapimento, cospirazione e omicidio. George Jackson, che è ucciso nel carcere di San Quentin il 21 agosto del 1971

Per la sorte di Angela Davis è istituito un comitato di difesa a New York, con adesioni in tutto il mondo. La sua esperienza di detenuta tenuta in isolamento diventa emblematico della condizione dei neri in carcere. Le imputazioni a suo carico prevedono la pena di morte e Angela Davis chiede e ottiene di difendersi da sola, non avendo fiducia nel sistema della giustizia americana e considerando la società capitalista incompatibile con la democrazia.

Nel suo libro La rivolta nera, tradotto in Italia dagli Editori Riuniti nel 1971, scrive che il suo è un processo politico contro una donna comunista e nera: “Non è necessario dirlo, la storia degli Stati Uniti è stata contrassegnata fin dall’inizio da un’enorme quantità di leggi ingiuste, di cui veramente troppe sanzionavano l’oppressione della popolazione nera. (…) La nostra stessa sopravvivenza è stata spesso in funzione diretta della nostra capacità di trovare efficaci mezzi di resistenza. E nella resistenza siamo stati spesso costretti a violare apertamente le leggi che direttamente o indirettamente sono il sostegno della nostra oppressione”.

Impegno di studio e lotta politica

Dopo un lungo periodo in cella di isolamento per il presunto pericolo di evasione, è scagionata dalle accuse e riprende la sua battaglia politica a favore delle condizioni dei carcerati e per la liberazione delle donne nella società americana, diventando un simbolo del femminismo afro-americano dell’uguaglianza razziale.

Angela Davis si oppone alla guerra nel Vietnam e rimane membro attivo del Partito Comunista statunitense sino al 1991.

Riprende l’insegnamento all'Università della California a Santa Cruz nel dipartimento di History of Consciousness, dove dirige il Women Institute, impegnandosi  contro il  razzismo e il sessismo e critica aspramente anche le posizioni maschiliste del movimento islamista Nation of Islam.

Dopo le forzate dimissioni di Michail Gorbačëv e la caduta del muro di Berlino, è tra i fondatori, del Committees of Correspondence for Democracy and Socialism, nato da una scissione del Partito comunista.

Negli ultimi anni, si è tenacemente scagliata contro la degenerazione del movimento afrostatunitense verso il fondamentalismo islamico. È vegana e si è dichiarata lesbica nel 1997.

Alcuni suoi libri sono tradotti in italiano: Nel ventre del mostro 1971, La rivolta nera 1972, Autobiografia di una rivoluzionaria 1975, Bianche e nere 1985, Aboliamo le prigioni? Contro il carcere, la discriminazione, la violenza del capitale  2009, La libertà è una lotta costante. Ferguson, la Palestina e le basi per un movimento 2018.

Angela Davis è diventata un simbolo anche per le canzoni dal Quartetto Cetra ai Rolling Stones, da John Lennon e Yoko Ono a Francesco De Gregori ai Negu Gorriak.

Renato Guttuso la raffigura nel grande quadro “I funerali di Togliatti” vicino a Vittorini e Sartre e la sua immagine compare in   un  murale di Jorit Agoch a Scampia.

Tags: neri, Stati Uniti d'America, diritti civili

 


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