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Bastiano e Bastiana di Mozart

di: Pier Giorgio Bricchi

Nei giorni scorsi allo Spazio Kor si è svolta, in prima assoluta ad Asti, l’esecuzione dl un’operina che Mozart scrisse a 12 anni e che fu rappresentata a Vienna nel 1768: Bastiano e Bastiana  (nella traduzione italiana), manifestazione organizzata dal progetto Dona un sorriso, teso a raccogliere fondi per l’acquisto di materiale didattico e ludico per i bambini ricoverati nel reparto di Pediatria all’Ospedale Massaia. L’originale dell’opera è in lingua tedesca e prevede parti cantate e parti recitate, come era costume dei “Singspiel”, cioè della prima forma del teatro musicale tedesco, che decollò proprio grazie al genio di Mozart (col Ratto dal serraglio, prima e con il Flauto magico, poi).

Dopo aver ricordato che ad Asti le opere di Mozart fecero la loro prima apparizione solo nel 2006 con una edizione delle Nozze di Figaro presentate in una edizione del Teatro Regio di Torino, e che all’esecuzione del Bastiano e Bastiana sulla stampa locale era stato dedicato uno spazio irrisorio, mi sento in dovere di ringraziare il maestro Fabio Poggi che ha diretto l’ASO (Asti Sistema Orchestra) e i protagonisti del gioiellino di Mozart: il soprano Valentina Porcheddu, il tenore Francesco Negrelli e il basso Lorenzo Liberali che era anche il regista dello spettacolo. Le parti recitate sono state infatti sostenute da alcuni attori della Compagnia teatrale degli Erranti.

L’importanza di questo avvenimento per la vita musicale di Asti è per me straordinaria (e non cito l’aggettivo a caso). La possibilità di ascoltare dal vivo una delle prime prove teatrali del giovanissimo Mozart era per noi astigiani praticamente nulla (a meno di sottoporsi a trasferte più o meno comode in altri teatri), e la conoscenza discografica non è mai equivalente all’esperienza di un’esecuzione dal vivo. 

Altro motivo d’interesse del piccolo capolavoro di Mozart, sono le analogie con un altro testo a cui l’allora Maestrino di Salisburgo si ispirò. Mi riferisco al Devin du village del filosofo (e musicista) Jean Jacques Rousseau, opera che aveva visto la luce a Fontainebleau nel 1752. Chiedo troppo a Fabio Poggi, che ora ha un’orchestra da dirigere e dei giovani e studiosi cantanti a sua disposizione, se in un prossimo futuro ci darà l’opportunità di ascoltare il lavoro del grande filosofo settecentesco in modo da mettere a confronto l’opera di Mozart con quella di Rousseau? Chiedo troppo se uno sponsor si facesse avanti per trasformare in realtà questo progetto? E se fosse il Comune a fare questo passo? Se ciò avvenisse (e i costi non sono eccessivi!), chiedo troppo se, trattandosi di Mozart e Rousseau, la stampa potesse dare all’iniziativa non un risalto maggiore, ma almeno la metà del risalto che normalmente vien dato agli eventi musicali che avvengono nel nostro territorio? 

Tags: Asti, opera

 


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