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Klara e il sole

di: Kazuo Ishiguro

L’ultimo libro dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2017 è bellissimo e coinvolgente, anche disorientante nel raccontare con la finezza narrativa che gli è propria la storia di un androide Klara, che, con la sua intelligenza artificiale, si prende cura con sensibilità umana di Josie, una ragazza, che, dopo essere stata “potenziata” per volontà della madre, soffre di disturbi che potrebbero portarla alla morte. Il robot, a costo di un suo sacrificio, la salva chiedendo aiuto al sole.

Ishiguro rappresenta Klara programmata con algoritmi per comprendere e comunicare con gli umani sospesa tra la scienza e la magia e conduce pagina dopo pagina il lettore ad affezionarsi al robot e ad ammirarne le capacità e la generosità superiore alla riconoscenza umana. Dopo aver salvata Josie che può andare al college la sorte di Klara è prima il ripostiglio e poi la demolizione, ma Klara non recrimina l’affetto profuso per la ragazza e la sua famiglia.

Dobbiamo concludere che i robot sono più “umani”? Quale convivenza tra umani e robot? L’intelligenza artificiale, oltre alle capacità mentali, può imitare e migliorare quelle relazionali?

L’argomento è di grande attualità. Al Design Museum di Londra c’è una mostra di Ai-Da, un robot artista. Ai-Da sa usare la matita per fare ritratti con tratti sicuri nella scelta dei colori, anche alle sfumature. Lo sguardo è intenso, gli occhi si aprono e si chiudono, ma le pupille rimangono fisse.

Ishiguro sente la suggestione della cultura giapponese delle sue origini, ma si è formato sui classici europei dell'Ottocento e narra, con l’uso sapiente di metafore poetiche, le speranze e le paure di personaggi, che fanno fatica a misurarsi con il mondo, come nel romanzo Quel che resta del giorno, diventato un film di grande successo con Antony Hopkins e Emma Thompson per la regia di James Ivory (1993).

Dopo aver ambientato subito dopo la fine del conflitto mondiale uno dei suoi primi romanzi Un artista nel mondo fluttuante a Nagasaki, sua città natale vittima della bomba atomica, e essersi ispirato al mondo mitologico di Tolkien nel romanzo Il gigante sepolto, Ishiguro ora esplora nuovi territori, sulle orme dell’utopia negativa di Huxley e Orwell, affrontando il mondo dell’ingegneria genetica.

Klara e il Sole è il suo ottavo romanzo. La storia di Klara comincia dal negozio che la mette in vendita. Dalla vetrina Klara osserva e cerca di memorizzare le cose che vede, è affascinata dai disegni proiettati del Sole, per lei una forza benefica che riesce anche a guarire un mendicante abbandonato sul marciapiede. Klara è un modello sofisticato di Amico Artificiale, AA, presto superato dal modello B3. Viene scelta dalla quattordicenne Josie, afflitta da un male oscuro. Per lei Klara sopporta la madre cupa e indecifrabile, l'ostilità di Domestica Melania e gli scherzi dei compagni speciali che frequentano con Josie gli «incontri di interazione». Sembra che quello di Josie sia un mondo artificiale, che Klara rende più umano.

Quando Josie peggiora, Klara chiede al sole di essere un nutrimento salvifico, e, aiutata dal padre di Josie, sacrificando una parte costo dei suoi poteri tecnologici, riesce a guarire la ragazza. Poi non serve più.

 


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