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Risorse economiche, culturali e sociali. Intervista a Mario Sacco, Presidente Fondazione Cra e Uni-Astiss

di: Mario Sacco, Presidente Fondazione Cra e Uni-Astiss

Intervista di Laurana Lajolo.

La tragica esperienza della pandemia ha posto in primo piano il personale sanitario e il ruolo della medicina territoriale. Quale sviluppo possono avere i corsi universitari dell’Astiss del settore socio- sanitario?

Di certo il Coronavirus ha messo in grave evidenza la carenza di personale sanitario sia per il sistema ospedaliero che per la sanità territoriale e non è stata causata dall’emergenza epidemiologica visto che si è quasi fermato tutto il resto, esami, visite, interventi, ecc.
Ad Asti abbiamo puntato su corsi universitari legati al socio-sanitario proprio per soddisfare questa esigenza e non ultimo Astiss è diventata agenzia formativa svolgendo corsi di O.S.S.
Pensate che per l’emergenza con una deroga della Regione sono stati impiegati oltre 1500 operatori senza titoli che però dovranno essere regolarizzati con corsi specifici più che altro di didattica visto che
la pratica l’hanno fatta, eccome.
Astiss può diventare in questo settore un polo di riferimento regionale. Se ce ne fosse stato ancora bisogno questa pandemia ha dimostrato che Salute, Benessere ed Alimentazione sono centrali per la vita di tutti.

Lei ritiene che la presenza dell’Università possa svolgere un ruolo importante nello sviluppo economico della provincia?

Secondo me l’Università avrà sempre più un ruolo strategico per lo sviluppo economico del nostro territorio. Di questo ne sono convinte le Istituzioni socie di ASTISS, Comune, Fondazione e Banca, Camera di Commercio, Provincia, ma chiaramente dovrà sempre più aprirsi a nuove alleanze.
Per questo abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di entrare nella compagine sociale.
Con le Università di Torino e Piemonte Orientale
stiamo lavorando per ampliare la gamma dei nostri corsi. Così come con l’Accademia delle Belle Arti e le Scuole Tecniche San Carlo.
Abbiamo stretto un accordo con il Politecnico di Torino, grazie alla disponibilità del Prof. Saracco per fare delle loro attività anche ad Asti per i corsi di laurea professionalizzanti legati a Meccatronica ed
Enomeccanica. Per le aziende del territorio sono importanti ricerca ed innovazione ma bisogna avere Ingegneri e altri profili altamente professionali per creare sviluppo.
Non è poi da trascurare la ricaduta commerciale della presenza di oltre 1500 studenti e dei relativi docenti che frequentano i corsi ma anche la città.

Lei è anche Presidente della Fondazione CRA, l’ente erogatore decisivo per alimentare molti settori di attività. In quali settori verranno finalizzati i finanziamenti della Fondazione?

La Fondazione da sempre è attenta alle esigenze del territorio e delle sue comunità. In questo momento particolare non poteva sottrarsi all’emergenza COVID o meglio alle sue conseguenze. Per cui siamo intervenuti nei confronti della Sanità  e del nostro Ospedale e abbiamo indirizzato risorse verso Istituzioni e Associazioni nei settori dell’Assistenza e del Volontariato più che altro impegnate a far fronte all’emergenza epidemiologica. Abbiamo sostenuto con tutte le altre Fondazioni Piemontesi interventi della Regione Piemonte a sostegno delle attività sociali svolte nei centri semi residenziali per disabili e per il sostegno alle restate nei servizi per l’infanzia mentre a livello nazionale abbiamo contribuito alla creazione di un fondo di garanzia e contribuzione a favore degli Enti e Associazioni del Terzo Settore.
Abbiamo comunque mantenuto da subito l’impegno nei confronti delle Scuole e non trascureremo i settori delle Attività Culturali, dello Sport  e di promozione del territorio che purtroppo hanno registrato un improvviso e inaspettato stop ma che dobbiamo aiutare a far ripartire con la cosiddetta Fase 2 tenuto  conto che spesso sono anche trainanti per la nostra economia e il sistema delle Imprese.

Come può intervenire la Fondazione Musei nella valorizzazione del patrimonio dei beni culturali, che ha bisogno di molte cure e che può rappresentare un’interessante opportunità in una fase in cui non si possono organizzare mostre di richiamo di migliaia di visitatori?

 

La Fondazione Asti Musei è stata costituita da Comune di AstiFondazione C. R. ASTI proprio con lo scopo di valorizzare e promuovere i Musei Astigiani mettendoli a sistema con un’unica gestione coordinata e sinergica puntando su efficienza e razionalizzazione delle risorse sviluppando progetti di qualità. Negli ultimi due anni a Palazzo Mazzetti si sono svolte due grandi mostre, di Chagall e di Monet e gli impressionisti, con l’obiettivo di portare migliaia di turisti anche a visitare la città e gli altri musei in rete, con un unico biglietto, con le ricadute positive anche sull’economia del territorio.
Chiaramente l’emergenza Covid ha stravolto tutto compreso il mondo della cultura.
Ma noi non demordiamo e riapriremo il 16 giugno i nostri Musei partendo dalla promozione di un percorso che racconta tutta la storia nei secoli di Asti ma non rinunciando a continuare ad organizzare grandi mostre, compatibilmente con le misure di sicurezza a cominciare dalla salute delle persone.
In questi mesi di chiusura forzata abbiamo lavorato sulla programmazione per arrivare ad allargare la rete museale e creare nuove alleanze tra cultura, mondo della scuola,  turismo ed economia.

Tags: economia, cultura, Università, turismo, Laboratorio città

 


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