itenfrdeptrorues

La scuola: spazio educativo

di: Laurana Lajolo

Dal movimento studentesco agli anni ’80 la scuola ha avuto un grande spazio nel dibattito pubblico e culturale con riforme e sperimentazioni fino a che i provvedimenti più recenti hanno riportato indietro l’organizzazione dei contenuti della scuola con qualche inserimento di informatica e molta semplificazione nei processi di istruzione e di formazione.

Urbanisti e architetti avevano progettato spazi educativi in comunicazione con il quartiere e edifici flessibili, che  superavano i limiti dell’aula con i banchi in fila degli studenti che vedono non i visi dei compagni, ma le loro schiene, orientati soltanto verso la cattedra del docente con un’impostazione gerarchicamente rigida. Sono state costruite scuole materne e elementari (come si chiamavano allora) improntate a una didattica sperimentale, dove trovavano posto biblioteca, mensa, luoghi ludici, giardini e anche spazi aperti agli abitanti del quartiere. Una scuola educante, insomma, per tutta la comunità.

In questo periodo di pandemia che, per necessità, tutto è passato alla didattica a distanza (ma non per tutti gli studenti) sembra che attraverso l’utilizzo delle tecnologie da remoto si possano trasmettere i contenuti delle varie discipline. Così si trasforma la concezione e la funzione stessa della scuola, non più formativa, ma informativa e parcellizzata, non più luogo sociale, ma strumento di apprendimento individuale. Se è per salvare qualcosa nel buio della pandemia può anche essere tollerato, ma se diventa il modo di intendere il processo educativo non è accettabile.

La scuola italiana ha bisogno di interventi mirati atti a predisporre, con meditata elaborazione e ricordando gli esempi positivi già sperimentati, metodologie aggiornate di insegnamento/apprendimento delle discipline e adeguato aggiornamento dei docenti. Vanno stabilite le finalità della scuola del XXI secolo con al centro i percorsi formativi dei ragazzi, a cui gli studi dovrebbero consentire una “testa ben fatta” capace di spirito critico, come ha scritto il pedagogista Edgar Morin, e non una testa piena di nozioni.

La riqualificazione degli edifici scolastici in corso e quelli previsti devono essere, dunque, i “contenitori della qualità della scuola”, progettati in modo flessibile, superando il modello convento e caserma che caratterizza ancora le nostre strutture, e diventare sostenibile e amichevole per i ragazzi. Lo spazio fisico è molto importante nei processi educativi.

Tags: scuola, Laboratorio città, riqualificazione edifici

 


© 2018-2020 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.