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Possibilità di ripresa

di: Laurana Lajolo

Ipotizzando possibilità di ripresa per il territorio astigiano “ricomincio” da due comparti di grande importanza economica e sociale: l’edilizia e i servizi socio-sanitari, partendo dalla storia e dall’esistente.

L’edilizia è stato sempre un volano economico e ci sono ditte edili qualificate in grado di riconvertirsi rapidamente, come hanno dimostrato negli anni ’70 con investimenti mirati non più alle nuove costruzioni ma alle ristrutturazioni nel centro storico. Utilizzando con intelligenza i finanziamenti statali, regionali e europei si può incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente pubblico e privato in senso ecologico, creare lavoro e far ripartire un considerevole indotto.

L’altro indicatore è quello dei servizi alla persona rispondendo alle esigenze della comunità nel suo complesso nel campo dell’istruzione, della  formazione, della sanità e dei beni comuni.

I corsi universitari presenti in città: infermieristica, settore sociosanitario, educazione motoria offrono una qualificazione professionale per servizi diversi: l’attività di bambini e giovani, la salute della persona e del  benessere psicofisico, le esigenze dei disabili e degli anziani.

L’Astiss può proporsi  come polo regionale di formazione universitaria nel settore socio-sanitario e confermare la sua valenza economica per il territorio, incentivando anche la residenzialità degli studenti che provengono da altre province.

Va riprogettata l’organizzazione delle case di riposo, non più come case di sopravvivenza, o di morte come in tempi di coronavirus, ma come luoghi adatti a ospitare dignitosamente gli anziani in strutture adeguate il più simili possibile alla dimensione casa.

Si rende necessario un efficiente servizio sanitario pubblico territoriale, che faccia fronte anche alle emergenze. Perché non riattivare i contenitori del vecchio Ospedale e della Maternità e concludere i lavori dell’Ospedale di Nizza-Canelli con destinazioni specifiche?

Vanno riprogettati gli spazi scolastici con spazi educativi plurifunzionali al chiuso e all’aperto.

Ritorniamo a un uso sociale dei cortili, ai negozi di vicinato di varia merceologia, che possono rilanciare il commercio in centro e in periferia, rendendo più vivace la città e meno caotico il traffico, con benefici per il settore turistico e culturale e con opportunità concrete di occupazione.

Nei progetti dei servizi territoriali vanno previste aree verdi da potenziare anche in periferia, piste ciclabili, pedonalizzazioni, ecc. Significa, cioè, rendere la città più sostenibile e amica di tutti i suoi cittadini.

Tags: città, Laboratorio città, urbanizzazione, riqualificazione edifici, coronavirus

 


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