itenfrdeptrorues

Una politica culturale per lo sviluppo di Asti

di: Appunti di Laurana Lajolo

Asti attraversa un periodo di stagnazione economica e sociale e, se si vuole rivitalizzare, non può fare a meno di valorizzare le sue risorse, che sono molte e stratificate nei diversi periodi di storia, il patrimonio di conoscenze e di competenze di esperti, studiosi, operatori culturali e ambientalisti, che operano in città e producono progetti e azioni virtuose.

La città ha perso molte delle sue funzioni amministrative, statali e organizzative di capoluogo con il depotenziamento della Provincia, ma rimane centrale per il territorio provinciale e per tutto il sito seriale dell’Unesco “Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato” per l’incrocio di strade, ferrovie da riattivare, di vettori commerciali e industriali (vedi ad esempio il ruolo del retroporto di Genova).

Con il suo territorio e con il sito Unesco ha potenzialità notevoli di promozione turistica e culturale secondo gli stessi parametri del MiBAC per il riconoscimento di città italiana della cultura.  (vd. più avanti)

  • MUSEI, MONUMENTI, CHIESE, PATRIMONIO NATURALISTICO: Palazzo Mazzetti, Battistero, Museo Lapidario, Reperti Egizi – La signora delle Ninfee, Reperti di epoca romana, Chiesa di S. Secondo, Duomo, S. Martino, S. Paolo, S. Caterina, Viatosto, Museo diocesano, Archivio storico del Comune di Asti, Archivio del Seminario, Casa romana di via Varrone, Torre di S. Secondo,Torre Troyana, contesto del centro storico con palazzi d’epoca come Palazzo Gazzelli, torri e il “sistema” delle piazze, Teatro Alfieri, Palazzo Ottolenghi, Itinerario nel ghetto ebraico, Museo ebraico, Sinagoga e cimitero ebraico, Museo della deportazione ebraica, Palazzo Alfieri e Centro Studi Alfieriani, Fondazione Biblioteca G. Faletti, Fondazione Eugenio Guglielminetti, Museo Paleontologico
  • Patrimonio naturalistico: Valle Andona, Parco e Museo Paleontologico Astigiano, Parchi della città.

Una direttrice di valorizzazione potrebbe mettere a frutto la qualificata elaborazione degli Ordini professionali, di professionisti e esperti e rigenerare il patrimonio edilizio e l’importante impianto urbanistico del centro storico, secondo per interesse solo a quello di Torino in tutto il Piemonte.

La città, luogo natale di Vittorio Alfieri, può presentarsi come crocevia di comunicazione e di risorse culturali e potrebbe collegarsi alle altre città viciniori del sito Unesco (Acqui Terme, Casale Monferrato, Alba e di altri centri minori) per una promozione turistica complessiva del territorio, che, nel suo insieme, può offrire, oltre all’enogastronomia, attrattive diverse dalle terme ai percorsi naturalistici agli itinerari letterari, dai monumenti alle collezioni d’arte e alle mostre, dalle tradizioni agli istituti di formazione universitaria, dalla ricerca teatrale a Astiteatro a Astimusica e a molti eventi teatrali e musicali.

Il territorio astigiano è oggi più vivace e propositivo della città capoluogo, ma le dimensioni dei paesi e delle piccole città sono così modeste che non permettono una valorizzazione su larga scala. E di questo devono tenere conto le diverse amministrazioni.

Per ora manca qualsivoglia collegamento tra le iniziative e le attività, chiuse in un isolamento campanilistico, ma con una regia intelligente e autorevole, il territorio del sito Unesco, con il coordinamento delle province, può assumere una nuova valenza dal paesaggio al patrimonio culturale, precisando un’offerta rivolta agli abitanti e ai turisti di grande interesse per il paesaggio e l’ambiente, la cultura, l’agricoltura d’eccellenza e l’enogastronomia, sostanzialmente la riscoperta della cultura delle comunità rurali e urbane.

Per progettare lo sviluppo delle città si possono tenere presenti gli obiettivi scritti dal MIBAC per il bando per i Comuni Capitale italiana della cultura, che considera la cultura motore economico e sociale. 

  •  MiBAC: Art. 3 del Bando Capitale italiana della cultura

(Obiettivi)

Il conferimento del titolo di «Capitale italiana della cultura», in linea con l’Azione UE «Capitali europee della cultura», si propone i seguenti obiettivi:

a) il miglioramento dell’offerta culturale, la crescita dell’inclusione sociale e il superamento del cultural divide;

b) il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica;

c) il rafforzamento degli attrattori culturali per lo sviluppo di flussi turistici, anche in termini di destagionalizzazione delle presenze;

d) l’utilizzo delle nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e del potenziamento dell’;

e) la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi;

f) il conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale;

g) il perseguimento della sostenibilità così come indicato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

 

ANALISI DELL’ESISTENTE

FONDAZIONE ASTIMUSEI per ora fa esclusivamente operazioni commerciali con mostre di richiamo, non valorizza il patrimonio (ricco e interessante) della Pinacoteca, del Museo Lapidario – cripta di S. Anastasio, reperti egizi, Museo Paleontologico, ecc. Va ricordato che La mummia “La signora delle ninfee” è stata esposta, dopo l’interessante restauro, ad una grande mostra sugli Egizi a Jesolo e mai vista ad Asti. E’ stata allestita nei locali della vecchia biblioteca una sala didattica ma come viene utilizzata? Alla Fondazione potrebbe essere aggregata in un prossimo futuro anche la Fondazione Guglielminetti e quindi anche questa esposizione diventa a pagamento.

La Fondazione AstiMusei deve ora collocare delle vecchie macchina di cinema di un lascito privato e cerca spazi. PERCHE’ NON FARE LA PROPOSTA DI RECUPERO DEL VECCHIO OSPEDALE COME LUOGO ESPOSITIVO E CULTURALE A DISPOSIZIONE ANCHE DELLE ASSOCIAZIONI CULTURALI?

TEATRO ALFIERI la stagione mi sembra che vada bene con spettacoli poco impegnati. IL TEATRO AMATORIALE HA UNA RASSEGNA ESTIVA IN PIAZZA ITALIA, ma non mi sembra abbia molta attenzione dal Comune.

Il Comune ha rinunciato del tutto a intervenire nella politica dell’arte. Ci sono gruppi di giovani che cercano spazi espositivi e non ricevono risposta.Il Comune non incentiva nessuna opera di decoro urbano (vedi piano del colore di Galvagno a suo tempo) nel centro storico e manca una strategia per attrezzare turisticamente la città (cartellonistica per palazzi e monumenti, itinerari, segnaletica, chiusura al traffico del centro, ecc.), valorizzando il patrimonio edilizio di diverse epoche storiche. La città risulta al turista molto trafficata e trascurata senza indicazioni dei luoghi da visitare.

Non c’è coordinamento commerciale e di ristorazione tra le mostre commerciali e i servizi aperti alla domenica e di visite nei dintorni.

Le periferie non hanno alcun servizio culturale e ricreativo comunale aperto a tutti.

L’infogiovani non funziona e non ha utenti

L’Università, nonostante i corsi, rimane estranea allo sviluppo culturale della città. Potrebbe configurarsi anche nell’ambito del Piemonte come centro di formazione permanente. Mancano servizi per gli studenti, foresteria, ecc.

La città potrebbe essere attrattiva anche per la residenza di studenti che seguono i corsi delle università torinesi (per il rapido collegamento ferroviario) se offrisse servizi con prezzi più bassi di Torino.

TUTTI GLI SPAZI DEL COMUNE, DELL’ASTISS, DELLA FONDAZIONE SONO A PAGAMENTO e ciò ha come conseguenza che le associazioni non possono più fare incontri pubblici dati gli alti costi. Mancano luoghi per mostre, reeding e rappresentazioni teatrali ridotte, conferenze e incontri, seminari, ecc.

CPIA luogo di istruzione e di integrazione non ha aule sufficienti, nonostante ci sia ancora un’ala nell’ex Macello da ristrutturare

Assenza di contributi da privati per la cultura. Il Comune potrebbe rivolgersi ai club di servizio indicando progetti precisi.

Il Centro Alfieriano, dopo aver perso il riconoscimento del Ministero (che dovrebbe essere di nuovo richiesto come centro nazionale) non fa da tempo convegni scientifici e iniziative di respiro nazionale e europeo, ma opera come associazione locale con piccole cose.

Il Battistero soffre di abbandono, non viene più messo a disposizione di eventi culturali e i suoi fregi vengono mangiati (così) dai piccioni. Va ricordato che c’è un asse culturale lungo il corso Alfieri (la vecchia via romana) non valorizzato, che va dal Battistero alla Torre di S. Secondo, intorno al quale ci sono tutti i monumenti e i luoghi culturali.

La Cripta di S. Anastasio è opera preziosa, molto importante nel panorama culturale piemontese, ma fragile per i suoi reperti che sono aperti al pubblico senza alcuna forma di custodia con rischi anche di atti vandalici sulle pietre (nonostante le telecamere).

Il battistero di S. Giovanni (Musei diocesani) con gli affreschi, le statue e il Coro è un gioiello poco conosciuto.

Di grande interesse il patrimonio archivistico dell’Archivio storico comunale e del Seminario.

Le visite guidate per le scuole ai musei sono molto importanti per la formazione e la conoscenza delle nuove generazioni.

Parchi e aree verdi sono un patrimonio molto importante per la qualità della vita degli abitanti e dei turisti, ma sono TOTALMENTE TRASCURATI, come del resto i marciapiedi, le strade, i passaggi pedonali, ecc.

Il Museo paleontologico  è UNICO dal punto di vista scientifico perché solo qui c’è il PERIODO PAELONTOLOGICO ASTIGIANO (da Asti), che influisce ancora oggi con le sue sabbie sulla qualità delle colture e in particolare del vino.

Tags: Laboratorio città

 


© 2018-2020 ADL culture On-line

Autorizzazione del Tribunale di Asti n. 4/2018

logoADL
Associazione Davide Lajolo onlus - via Alta Luparia, 5 - 14040 Vinchio (AT) - P.IVA. 91006490055


Contattaci: redazione@adlculture.it

 

adlculture.it rimane a disposizione dei titolari di copyright che non è riuscita a raggiungere.