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Verso un riuso creativo e giovane degli spazi

di: Associazione CRAFT, Associazione FUORILUOGO

Grazie ad una crescente considerazione economica del patrimonio culturale, si stanno affermando nel nostro paese molti casi di riconversione di contenitori architettonici in spazi di creatività e lavoro; che si tratti di ex fabbriche ormai abbandonate, teatri e cinema o chiese sconsacrate, si può affermare che ormai il nuovo trend è quello di riutilizzare questi locali per creare micro-imprenditorialità attraverso la creazione di luoghi di co-working, start-up a carattere innovativo e culturale e cooperative sociali.

Il fenomeno si sta così diffondendo che anche “Il Sole 24ore” si è occupato di questa tematica nel “road book” di Giovanni Campagnoli, “Riusiamo l’Italia”, che parte da una ricerca sulle buone pratiche di riutilizzo degli spazi. Il libro analizza queste "buone prassi" che si stanno diffondendo nel Paese, per individuare modelli organizzativi efficaci rispetto alla capacità di creazione di valore economico, a partire dalle specifiche funzioni sociali e culturali. Riusiamolitalia.it raccoglie numerosi casi in una rete italiana di esperienze innovative.

Partendo da questa premessa, assistiamo in questi mesi all’apertura di due nuove realtà locali, nate per creare una nuova esperienza culturale e che diventino un punto di riferimento a livello locale, e non, per creare un nuovo polo culturale ai margini del centro storico.

I punti di riferimento e ispirazione per questa nuova progettazione e gestione culturale arrivano da grandi realtà urbane, Torino e Milano per il nostro paese, dove sono nati importanti investimenti di ri-funzionalizzazione di spazi industriali, come il Bunker di Torino, noto locale e spazio d’arte vicino al Cimitero monumentale. Questi modelli si stanno diffondendo molto anche in aree interne e città più piccole, ad esempio Fondazione Pistoletto di Biella o Centrale Fies di Terni, dove l’arte contemporanea occupa spazi molto affascinanti di archeologia industriale.

Il fiorire di questi spazi avviene spesso grazie a specifici bandi di finanziamento, come Culturability della Fondazione Unipolis, che ogni anno supporta 5 progetti di ri-attivazione di spazi urbani per funzioni culturali e sociali. Tra i vincitori dell’ultima edizione troviamo progetti legati a cascine in Lombardia trasformati in hub per il sociale (CasciNet), un palazzo medioevali in Val Tiberina Toscana che diventa gallerie d’arte e spazio di co-working (CasermArcheologica + Art Sweet Art), un albergo incubatore di creatività a Terni e Rieti (Hostello delle idee) e il nuovo museo della fantascienza di Torino (Mufant).

Spazio Kor

L’Associazione CRAFT, in collaborazione con il Teatro degli Acerbi, a partire dalla stagione teatrale 2016 – 2017 ha preso in gestione il Piccolo Teatro Giraudi con un progetto di attivazione e promozione di eventi culturali rivolti ad un pubblico considerato sempre più come fruitore attivo e partecipante.

Il progetto di gestione ha coinvolto numerose realtà locali e non solo, come la Fondazione Piemonte dal Vivo e la Compagnia Teatro di Dioniso, ed è stato selezionato all’interno del programma Hangar della Regione Piemonte, programma di affiancamento rivolto alle realtà culturali più promettenti, e ha ricevuto nell’anno 2016 il contributo “Scadenza Unica Valorizzazioni dei patrimoni culturali” della Compagnia di San Paolo per la valorizzazione degli spazi esterni e del foyer teatrale. Il progetto vuole valorizzare la chiesa sconsacrata di grande fascino architettonico, dove gli elementi storico-architettonici sono stati sapientemente uniti a una struttura teatrale indicata per una programmazione contemporanea, dando un senso di continuità tra i passati fasti del luogo e la sperimentazione e ricerca di nuove forme espressive.

In nome Spazio Kor, attribuito al progetto culturale all’interno del Teatro Giraudi, nasce dal pubblico che ha partecipato alle tre serate di gioco The Stage Game svoltesi a dicembre 2016. Durante le tre serate il numeroso pubblico ha giocato all’interno del teatro, interagendo con i vari spazi, gli oggetti scenici e il museo e con gli attori-personaggi tipici del mondo teatrale. Sfidandosi tra gruppi è stata selezionata in ciascuna serata la proposta vincente, il tutto con una modalità altamente coinvolgente e innovativa dal punto di vista della messa in scena.

Le novità non si limiteranno al nome, il progetto Spazio Kor si propone di valorizzare gli spazi esterni del teatro tramite un bando di residenza rivolto ad artisti che lavorano con i linguaggi del contemporaneo.

Da poche settimane sono aperte le call Signals e Signals_design ideas, rivolte a singoli artisti, gruppi, collettivi o designer, che invitano artisti di tutta Europa a rileggere e trasformare la ex Chiesa San Giuseppe, oggi Spazio Kor, attraverso le arti digitali, la multimedialità, l’interattività e il design. Signals – a new identity for an old bulding è diviso in due diversi bandi: il primo, Signals, riguarda la parte esterna della chiesa, per mettere in luce ciò che del teatro non appare immediatamente visibile; il secondo, dedicato al foyer, per agire artisticamente sugli interni al fine di valorizzare l’incontro tra i fasti del passato di una chiesa barocca e l’arte contemporanea nelle sue diverse forme, come prospettiva futura.

Signals invita i suoi partecipanti ad esplorare il legame fra il teatro e la città: guardare le piazze, gli edifici, i cortili non solo come luoghi fisici; riflettere sull’immaginario; esplorare ciò che della città non appare visibile ad occhio nudo; attraverso l’arte e la multimedialità, intervenire sullo spazio fisico, rendendolo elemento attivo e capace di raccontare storie, dal punto di vista urbano, ma anche sociale e creativo.

Altro tassello innovativo dello spazio è rappresentato dal museo La macchina delle Illusioni, (intitolato al Maestro Eugenio Guglielminetti), situato all’interno dello Spazio, allestito nei locali precedentemente destinati a magazzino della sala teatrale, consta di una serie di installazioni interattive, che permettono di poter apprendere il funzionamento di alcune fondamentali tecniche e tecnologie utilizzate nella realizzazione di un allestimento teatrale. Questo nuovo spettacolo-visita Il teatro…visto dal palcoscenico, ideato da Francesco Fassone e Alice Delorenzi, con Patrizia Camatel, Elena Formantici e Tommaso Massimo Rotella (anche regista) è stato pensato per continuare a solcare il pensiero della creazione di un’identità condivisa col pubblico, per arrivare a creare una vera sinergia creativa tra artisti e pubblico.  Il pubblico diventa partecipe delle scelte, perché possa davvero vivere il teatro come casa e non solo come spettatore. Lo Spazio diventa così un laboratorio di idee, dove giovani e appassionati possano facilmente accedere e scoprire la vita del teatro e i suoi trucchi.

Il foyer verrà ridisegnato e reso disponibile come luogo non solo di attesa per gli spettacoli ma con un’apertura regolare per studiare, conoscere il teatro attraverso una biblioteca dedicata, connessione internet e spazio espositivo.

Durante l’allestimento dello spazio verrà realizzata un’installazione-corner dedicata al territorio circostante del Monferrato, che ne presenti le eccellenze e serva da punto di degustazione di alcuni prodotti locali nell’attesa degli spettacoli. In tale installazione verrà rappresentata l’eccellenza del territorio e verrà data occasione allo spettatore di degustare attentamente alcuni prodotti. Si immagina un punto degustazione, animato  da un diverso produttore locale durante ogni appuntamento, con uno spazio di degustazione e riflessione all’interno del quale lo spettatore avrà modo di esprimere alcune suggestioni e impressioni riguardo al vino presentato. La raccolta di tali spunti, brevi note scritte o audio, forniranno un utile traccia per la comunicazione e rielaborazione del progetto verso altre forme, anche più coinvolgenti e creative.

Fuoriluogo nasce da un'esigenza: la volontà di dare vita a un generatore di cultura e socialità, capace di esercitare progressivamente una funzione civile di confronto tra le persone, di essere uno spazio fisico in un'era virtuale.

Per noi Fuoriluogo è: ● una casa della cultura,  dove scrittori, musicisti, giornalisti e creativi di ogni genere possano incontrarsi e confrontarsi con un pubblico finalmente protagonista degli eventi;

  • ● un'opportunità educativa e formativa per gli studenti che desiderano avvicinarsi a un percorso professionale nel campo della cultura; ● una dimensione dinamica e multiforme per i giovani creativi e uno spazio condiviso per i professionisti, dove possano nascere future collaborazioni seduti informalmente al Caffè.

Fuoriluogo è, per tutti, una struttura vivace e stimolante. Un incubatore di storie, raccontate, ascoltate e vissute. Storie che affondano le loro radici nella letteratura, ma crescono in un “adesso” fatto di incroci vivi tra musica, parole, design, arti visive e media (social e non).
Fuoriluogo alterna al suo interno musica live e dj set, presentazioni di libri, spettacoli teatrali classici e sperimentali, incontri con personalità rilevanti, un ciclo di narrazione sportiva in collaborazione con i giornalisti di area Sky Sport, workshop, rassegne e convegni.

Sì, Fuoriluogo è parte della contemporaneità e anche per questo qui si incontrano il concetto di cultura a quello di sostenibilità economica.

Crediamo che fare impresa culturale sia possibile, basta guardare fuori dai nostri confini. La nostra idea di impresa culturale passa attraverso la nascita di un nuovo concetto di luogo: un Fuoriluogo.

Tags: riqualificazione edifici

 


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