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L'industria 4.0: il futuro è già presente

di: Marco Castaldo

L’iniziativa proposta dalla Cgil di Asti dal titolo “Industria 4.0, digitalizzazione e formazione: il futuro del lavoro” che si è svolta il 29 novembre presso il Polo universitario astigiano è stata decisamente interessante. Nella prima parte della mattinata sono stati proposti degli interventi che hanno illustrato le caratteristiche e le potenzialità della nuova frontiera della tecnologia che, di fatto, già ci appartiene e che deve diventare, soprattutto, strumento importante di conoscenza per le nuove generazioni che intendono trovare soluzioni lavorative in quest’ambito.

La numerosa presenza di studenti dimostra l’interesse per questo campo e l’intervento del professor Giordana dell’Università del Piemonte Orientale, docente di informatica ha chiarito in modo esemplare i concetti che sono alla base della nuova metodologia di programmazione, non più a livello locale, bensì strutturato in cloud (le “nuvole” che archiviano tutti i nostri dati e che possono risiedere fisicamente in qualsiasi luogo). Le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata all’“Internet delle cose” che trasformano le nostre case, i nostri ambienti, le nostre abitudini in qualcosa di del tutto differente dalla realtà che appena cinquant’anni fa era inimmaginabile.

Due studenti del corso di informatica di Alessandria hanno brevemente illustrato il loro progetto che hanno realizzato per poter misurare i livelli di inquinamento attraverso delle postazioni mobili che possono essere installate su qualsiasi mezzo pubblico o privato e che, attraverso dei sensori diversificati, ci restituiscono una grande quantità di dati riguardanti gli elementi inquinanti rilevati in modo capillare, via per via, e non solo raggruppati per macro aree come avviene oggi. Ciò permette, quindi, di poter tenere sotto controllo in modo estremamente efficace i livelli di inquinamento in una città, ma anche poter intervenire in modo chirurgico nei confronti di industrie, condomini e realtà produttive altamente inquinanti. Questo intelligente esempio di interconnessione tra la mobilità, le nuove tecnologie di sensori e le connessioni delle reti ad alta velocità dimostra la potenza, l’utilità e lo straordinario valore dei “Big Data”.

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Considerazioni sulla città: un laboratorio, cioè una visione del e per il futuro...

di: Alessandro Mortarino

Raccolgo le sollecitazioni di Laurana Lajolo e di Culture per esprimere qualche sintetica opinione sul possibile percorso di un Laboratorio delle idee per la città di Asti. Un percorso che mi pare non soltanto utile ma necessario, alla luce della situazione sociale attuale e di un momento di fermento civico positivo che ritengo debba essere ulteriormente stimolato e favorito da tutti coloro - persone e associazioni/movimenti - che hanno a cuore il futuro di una comunità ritrovata.

La società civile di Asti negli ultimi mesi ha, infatti, imboccato una strada a mio avviso molto importante, che dimostra una maturità e una consapevolezza di elevato profilo. Attraverso le proposte e azioni della Rete «Asti Cambia», uno dei temi più rilevanti del nostro vivere quotidiano (quello della grave situazione dell'inquinamento dell'aria urbana) è stato affrontato ponendo in evidenza la necessità di impegnare i singoli a rivedere i propri stili di vita personali e, dunque, a non demandare ad altri - alla «politica» e all'amministrazione locale - la risoluzione di un problema. Che, in questo caso, riguarda la salute.

La salute delle persone. La salute dell'ambiente. La salute dell'intera comunità.

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La sindaca di Barcellona fa così

di: redazione

In una recente intervista* Ada Colau, sindaca di Barcellona, riconosce che il turismo di massa, di cui la sua città è un polo di grande attrazione, ha un grande impatto sul mercato immobiliare. Quindi ha preso provvedimenti con multe e limiti a Airbnb (affitti di case on line), che favorisce l’evasione fiscale anche dei proprietari. E’ anche preoccupata che il turismo abbia come conseguenza di espellere i residenti e il piccolo commercio. Quindi ha deciso di aumentare la tassa turistica come contributo all’aumento delle spese del trasporto pubblico, dei servizi di sicurezza e di pulizia della città.

Riguardo alla speculazione edilizia ha messo a disposizione risorse comunali per realizzare nuove case popolari nell’arco di un quinquennio, riciclando contenitori vuoti e offrendo soluzioni temporanee per giovani e anziani e per persone socialmente escluse. Il Comune di Barcellona interviene anche nei confronti dei privati, per esempio imponendo multe alle banche che tengono alloggi sfitti, utilizzabili per alloggi popolari. Va ricordato che Colau è stata una militante del movimento del diritto alla casa.

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Sguardo sulla città - appunti

di: Laurana Lajolo

Prendo in esame due luoghi significativi della città, a cui non siamo abituati a prestare attenzione: il nuovo polo culturale e l’espansione delle aree commerciali periferiche in relazione alla funzione tradizionale del centro città.

Il centro città depotenziato e trafficato

La città e il “non-collegamento” con il territorio provinciale. Il centro cittadino ha perso le sue caratteristiche commerciali (sostituito dai centri commerciali della periferia) e di sede di uffici statali (alcuni decentrati, altri trasferiti per l’abolizione amministrativa delle province) e non esercita più un’attrattiva stabile per i residenti e per gli abitanti della provincia.

La città ha perso la sua funzione baricentrica di capoluogo provinciale: il nord della provincia gravita sul torinese, il sud ha assunto una sua qualificazione (Canelli distretto eno-meccanico), Nizza M. (distretto del vino, centro turistico per le colline limitrofe). Inoltre la chiusura dell’ospedale di Nizza ha fatto gravitare gli utenti verso le strutture sanitarie di Acqui e Alessandria, mentre il tribunale di riferimento è diventato quello di Alessandria. Il riconoscimento Unesco ha sviluppato il turismo nell’area sud. Va ricordato che l’amministrazione di Asti, a suo tempo, non ha chiesto il riconoscimento di zona d’eccellenza dell’Unesco al centro storico di Asti, mentre è stato inserito il centro storico di Nizza M. Anche la promozione turistica, attraverso la nuova alleanza con l’Ente del turismo di Alba, viene fatta esclusivamente sulla città e non in collegamento con il suo hinterland, invece la residenzialità turistica è concentrata nelle strutture della provincia.

Il centro è usato principalmente per i flussi di traffico, che attraversano la città in direzione Alessandria, Torino, Alba, ecc.  Le vie del centro vengono utilizzate come circonvallazioni interne, come parcheggio e non principalmente per fruire del concentrico.

I centri commerciali hanno spostato i flussi degli acquirenti nelle periferie  di corso Alessandria e corso Casale, corso Torino e ora di corso Savona, che sono molto più vivaci e abitate del centro, ma scarsamente servite dai mezzi pubblici. L’espansione della città segue ancora, quasi esclusivamente, la direttiva dell’uso dell’auto per gli spostamenti interni.

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