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Laboratorio città

20 Dicembre 2019

Matera un anno dopo

Categoria: Laboratorio città Autore: redazione
Paolo Verri, organizzatore del programma Matera 2019 capitale europea ella cultura, ha tracciato su Il Corriere della sera (17/12/19) il bilancio molto positivo del progetto Matera 2019 capitale europea della cultura: ● i numeri: 940 eventi, 312.000… Leggi tutto
20 Dicembre 2019

Stati Generali della città

Categoria: Laboratorio città Autore: Mario Malandrone
AI consiglieri di minoranza e di maggioranza Al Sindaco Convochiamo un consiglio comunale aperto che sia l'inizio di un processo partecipativo per la città per il recupero degli spazi abbandonati! Spazi abbandonati Ho partecipato all'iniziativa del 18… Leggi tutto
10 Dicembre 2019

Il futuro di Asti

Categoria: Laboratorio città Autore: Maria Augusta Mazzarolli, architetto urbanista
1. Il Contesto territoriale di riferimento 1.1 Area vasta ll Nord/Ovest dell’ Italia sta attraversando un momento di grande centralità, a livello non solo europeo. La realizzazione delle importanti gallerie alpine (versante svizzero) del Loetschberg e del… Leggi tutto
30 Novembre 2019

L'industria 4.0: il futuro è già presente

Categoria: Laboratorio città Autore: Marco Castaldo
L’iniziativa proposta dalla Cgil di Asti dal titolo “Industria 4.0, digitalizzazione e formazione: il futuro del lavoro” che si è svolta il 29 novembre presso il Polo universitario astigiano è stata decisamente interessante. Nella prima parte della mattinata… Leggi tutto
29 Novembre 2019

Riflessioni sui cambiamenti climatici

Categoria: Ambiente/Paesaggio Autore: Beppe Rovera, giornalista
Con Casaclima abbiamo camminato per diversi anni: trasmissioni in diretta dal salone di Bolzano, collegamenti da cantieri, confronti in studio, inchieste, servizi. Un fronte da marcare stretto quello di chi prima di tutti aveva indicato un percorso per… Leggi tutto
08 Ottobre 2019

La sindaca di Barcellona fa così

Categoria: Laboratorio città Autore: redazione
In una recente intervista* Ada Colau, sindaca di Barcellona, riconosce che il turismo di massa, di cui la sua città è un polo di grande attrazione, ha un grande impatto sul mercato immobiliare. Quindi ha preso provvedimenti con multe e limiti a Airbnb… Leggi tutto
10 Settembre 2019

Il buco con la città attorno: Asti immagina il traffico del futuro

Categoria: Urbanistica Autore: Alessandro Mortarino
In queste ore associazioni, reti, movimenti e singoli cittadini stanno facendo pervenire a Sindaco di Asti e alla Giunta comunale i propri documenti di "Osservazioni" alla bozza preliminare del nuovo Piano del traffico, presentata pubblicamente in municipio… Leggi tutto

Sguardo sulla città - appunti

di: Laurana Lajolo

Le vie interne del centro storico, che pur mantengono tracce di storia, sono deserte di negozi e, quindi, anche di pedoni, con lastricati dissestati (es. la via principale, corso Alfieri), ecc. Anche il mercato bisettimanale è depotenziato.

E’ venuta meno l’attrattiva funzionale del centro, che rimane attivo soltanto per attività culturali e di intrattenimento di vario genere.

Il nuovo polo culturale intorno a piazza S. Giuseppe: Spazio Kor, Fuoriluogo, Casa del teatro 3, è collocato a pochi passi dal Tribunale (luogo molto frequentato nelle ore diurne), ma l’area è assolutamente trascurata: Casermone in pericolo di crollo, ex scuola media Gatti chiusa, accesso all’area da vie semideserte, senza un collegamento evidenziato tra le tre realtà culturali, semmai separate dai parcheggi. L’area è disadorna, con piccoli scampoli di verde maltenuto, ma fino agli anni ’80 del ‘900 aveva un’identità definita di quartiere popolare, quello di S. Rocco.

Il polo culturale è “scollegato” dal centro storico, dalla sede universitaria, dall’area musei.

Come esempio di progettazione, si può pensare alla riqualificazione di questa area per renderla accogliente, verde, anche turistica e prevedere opzioni di collegamento?

Le periferie (corso Alessandria,corso Casale, corso Torino, corso Cuneo) è il nuovo baricentro commerciale in espansione, ma è anche una zona molto abitata con una popolazione in larga parte interetnica, in cui sono carenti i servizi pubblici. La zona commerciale svolge, ovviamente, anche un ruolo sociale. Ci siamo convinti che i centri commerciali sono non-luoghi e invece oggi sono diventati luoghi di alta frequentazione e socializzazione, anche se non sono in grado di assumere le connotazioni di una città nella città. E’ un’espansione del terziario senza servizi, senza verde pubblico, senza aree comuni. E’ una parte della città lasciata senza identità urbana.

Secondo me dovrebbe intervenire una progettazione “intelligente” delle funzioni che l’area ha assunto.

Mi rendo conto che queste considerazioni sono approssimativa, ma le ho prese come esempio per segnalare che l’uso della città da parte dei cittadini è profondamente cambiato, ma non è cambiata l’ottica  amministrativa e urbanistica. All’inizio del ‘900, ad esempio, si era formato intorno alle nuove fabbriche (Vetreria e Way Assauto) il quartiere operaio di S. Pietro con un’attenzione amministrativa: era un quartiere nuovo con propri servizi e negozi (alcuni aperti dalle stesse maestranze). L’area commerciale attuale, invece, ha prolungato la città in modo  anonimo. Si connota per l’agglomerato di capannoni di vendita con conseguente apertura di ristoranti, bar, palestre, ecc., senza una precisa configurazione urbanistica, anche se lì si svolge non solo l’attività commerciale utilizzata dagli abitanti della città e della provincia, ma quella ricreativa e del tempo libero. E’ “sganciata” dal centro città, che non riceve benefici, ma depotenziamento. Forse dobbiamo cambiare il nostro sguardo sulla dimensione città.

 

Tags: urbanistica, viabilità, Laboratorio città