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Disuguaglianze e disabilità

di: Willy Rizzolari dal Costarica

Inizio questa nota condividendo e appropriandomi di una frase dell’opportuno, per la tempistica, preciso nell’analisi e nella garbata proposta di diffusione del video, dall’articolo di Marco Castaldo, scritto il 02 dicembre e pubblicato in Società: Il disabile non è necessariamente un “malato” e, come tale, non deve essere solo “curato” dal punto di vista sanitario”.

Siamo vicinissimi al termine dell’anno 2020 e ancora in piena pandemia da COVID-19. Si assiste con apprensione a reazioni, non solo verbali, di gruppi e di singole persone che provano a difendere legittimamente i diritti di una categoria di lavoratori e/o di attività commerciali o di attività per il tempo libero, però che spesso queste difese si rivelano manifestamente particolaristiche, “di casta”, per trasformarsi nell’individualità, nella soggettività, senza alcun riferimento a compiere lo sforzo di ragionare con l’obiettivo per cercare una società più giusta, ugualitaria, dove nessuno deve “restare indietro”.

E se nessuno deve “restare indietro” nel corso della crisi causata dalla pandemia di COVID-19, a maggior ragione, in questa congiuntura e per il futuro, le persone con disabilità devono trovare maggior ascolto, inclusione, partecipazione. Sono molteplici le disuguaglianze che devono affrontare, in diversi ambiti, le persone con disabilità.

Oltre alle “barriere“, non solo quelle architettoniche presenti nelle nostre città, ma spesso l’intorno istituzionale appesantisce ancor più le difficoltà fisiche delle “barriere”, le vicissitudini da superare per accedere liberamente allo studio, a un lavoro degno, alle difficoltà da affrontare per le condizioni di salute preesistenti al COVID-19. I loro diritti sessuali e riproduttivi vengono ancora oggi oscurati da un pensiero da “risorgimento medioevale” che alberga in larghi strati della popolazione “per bene”, e non ultimo, la invisibilità statistica rispetto alle persone disabili. Spesso sono persone che vengono “nascoste”, allontanate dai contesti cittadini, fuori dalle quotidiane relazioni sociali, rendendo difficili le azioni di politica pubblica. Diventa improrogabile avviare azioni che mettano in evidenza, con dati statistici, le persone con disabilità, costruire una mappa grezza delle disabilità cittadine con la partecipazione diretta delle persone disabili affinché siano esse a dirigere il cambiamento, garantire programmi di inclusione e incrementare la partecipazione alle scelte.

La Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità appena trascorso ha indicato, nei diversi dialoghi virtuali avvenuti in tutto il mondo, le metodologie, le proposte e le azioni da mettere in campo a partire dal 2021.

Tags: disabilità, diritti, pandemia

 


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