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Tra mente e corpo

di: Erica Scerbo, neuropsicologa

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Intervista di Elena Fassio a Erica Scerbo, neuropsicologa

Erica spieghi brevemente che cos’è la neuropsicologia e che cosa fa il neuropsicologo?

La neuropsicologia si occupa dei disturbi cognitivi-comportamentali conseguenti a lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale e cerca di superare la classica dicotomia cartesiana mente-corpo. Come afferma Eric Kandel (premio Nobel per la medicina nel 2000) le lesioni del cervello producono alterazioni del comportamento e del funzionamento mentale.

Il neuropsicologo sta al confine fra la neurologia, che studia l’anatomia e le patologie del cervello, e la psicologia, che si occupa dell’analisi delle funzioni mentali. Il neuropsicologo è quindi un professionista laureato in psicologia, che ha competenze in ambito neuro-anatomico, neuro-biologico, neuro-fisiologico e neuro-riabilitativo. Esercita cioè la multi-professionalità, interagendo con neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti. Il percorso inizia con un esame neuropsicologico, un processo valutativo che fotografa il funzionamento cognitivo del soggetto tramite la raccolta, l’interpretazione e la sintesi delle informazioni.

Che cosa si intende per funzionamento cognitivo?

Comprende tutti quei processi, che nascono in sede cerebrale, attraverso cui un individuo percepisce, registra, mantiene, manipola, recupera, esprime ed utilizza informazioni per operare nel mondo che lo circonda. Le principali abilità cognitive sono memoria, attenzione, percezione, riconoscimento, funzioni esecutive. Ognuna di queste abilità può coinvolgere una specifica area cerebrale o, più spesso, ciascuna è all’interno di una rete interconnessa di regioni cerebrali. Quindi, lesioni o disfunzioni cerebrali dovute a patologie, traumi o altre condizioni neurologiche, possono interessare aree circoscritte o più vaste e, di conseguenza, riflettersi in un alterato esercizio di diverse funzioni cognitive, compromettendo, a diversi livelli, l’autonomia e il funzionamento quotidiano dei pazienti.

A chi si rivolge dunque la neuropsicologia?

Gli adulti soffrono di malattie cerebrovascolari (ictus ischemico, emorragia cerebrale), traumi cranici, malattie neurodegenerative (malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, demenza vascolare), malattie infiammatorie e demielinizzanti (sclerosi multipla), tumori cerebrali, condizioni successive ad interventi di neurochirurgia, patologie infettive (meningiti, encefaliti di varia eziologia) ed epilessia. Nell’età evolutiva trattiamo disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia), disarmonia nello sviluppo del funzionamento cognitivo, disturbo dello spettro autistico e disturbo da deficit di attenzione e iperattività.  

Pare che l’autismo sia in aumento, di cosa si tratta?

Il disturbo dello spettro autistico (Asd) è un disturbo del neuro sviluppo che porta difficoltà a livello di comunicazione e relazione interpersonale, con un repertorio di interessi e attività ristretto. Oggi la diagnosi viene effettuata con maggior anticipo, individuando anche il rischio di patologia, con il test “Ados” e l’osservazione del gioco. La diagnosi precoce permette un intervento tempestivo individualizzato con buone possibilità di sviluppo e di apprendimento. Negli approcci al trattamento dell’Asd gli interventi Ndbi (Naturalistic Developmental Behavioral Intervention), mettono insieme le strategie delle scienze comportamentali e i principi della psicologia evolutiva dello sviluppo. E gli interventi coinvolgono anche la famiglia, la scuola e, in senso lato, l’intera comunità.

Quale ruolo svolge il neuropsicologo?

La neuropsicologia svolge sia un mandato sperimentale che uno clinico, incrementando le conoscenze della comunità scientifica relativamente alla funzionalità cerebrale. Nella pratica clinica ha un compito preventivo con strumenti quali la stimolazione cognitiva e l’intervento riabilitativo con programmazione individualizzata, ma va data sempre più importanza alla prevenzione e alla ricerca.

Anche nel vostro mestiere quindi non si smette mai di imparare?

Esatto. Per diventare psicologi servono una laurea triennale e una magistrale con indirizzo specifico. Io ho scelto il percorso neuropsicologico e finiti i cinque anni ho frequentato il tirocinio annuale di mille ore all’ospedale di Asti, nei reparti di Psicologia clinica e di Neuropsichiatria infantile. Contemporaneamente ho iniziato a frequentare un master di II livello a Genova, nell’ambito dei Disturbi dello spettro autistico, che sto terminando. Il prossimo passo sarà l’esame di Stato, il cui superamento consente l’iscrizione all’albo professionale, e, successivamente, l’iscrizione ad una Scuola di specializzazione.

 

Tags: salute, neuropsicologia

 


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